Italian Tech

Tlc

Pierre Lionnet, Eurospace: “La strategia Starlink non è eterna”

Pierre Lionnet, Eurospace: “La strategia Starlink non è eterna”

Il Direttore di Ricerca e Direttore Generale dell’associazione di categoria dell'industria spaziale europea parla della competizione con SpaceX

3 minuti di lettura

“La costellazione Starlink compete con gli operatori a larga scala per le orbite geostazionarie ed è vincente. Ma quanto potrà durare? Vi sarà saturazione”.

Lo dice Pierre Lionnet, Direttore di Ricerca e Direttore Generale della Eurospace, Associazione di categoria dell'industria spaziale europea. Fondata nel 1961, riunisce le principali aziende spaziali europee, rappresentando oltre il 90% del fatturato dei sistemi spaziali e circa il 60% dell'occupazione nel settore.

Pierre, è un economista con quasi 30 anni di esperienza nel settore spaziale ed è un esperto riconosciuto dei mercati spaziali e delle tendenze tecnologiche. Ha lavorato su tutti gli aspetti dello spazio, affrontando il complesso intreccio di tecnologia, economia, politica e strategia. Pierre tiene regolarmente conferenze incentrate sull'economia spaziale a un pubblico variegato, compreso quello della Scuola Space Raise, che assieme a GSSI e Fondazione Gran Sasso Tech lo hanno ospitato in Abruzzo.

Dottor Lionnet, qual è il ruolo principale di Eurospace?

La nostra missione, quella che portò alla fondazione di Eurospace era, e rimane, quella di dare all'industria spaziale europea una voce collettiva, di promuovere la collaborazione e di difendere le esigenze del settore presso le istituzioni chiave, dall'ESA e dalle agenzie spaziali nazionali europee agli organismi dell'Unione Europea e ai governi nazionali.

Negli anni '80, l'Europa era leader nel settore dei satelliti commerciali. L'industria spaziale europea può tornare a essere leader e competere con il monopolio di SpaceX?

SpaceX non compete con i produttori europei di satelliti in generale, ma la loro rete satellitare Starlink compete con gli operatori di satelliti per banda larga e destinati all’orbita geostazionaria. E sta vincendo questa competizione. Gli operatori per i servizi in banda larga e per quel tipo di orbita, stanno acquistando sempre meno grandi satelliti per l’orbita geostazionaria, quella che sta a 36mila chilometri dalla Terra, dai produttori spaziali tradizionali. Ma acquisiscono satelliti sempre più piccoli, proprio come gli Starlink.

Ma non c'è "leadership" in questo segmento, perché l'economia di Starlink non è minimamente paragonabile al tradizionale segmento della banda larga in orbita geostazionaria in termini di costi di lancio e produzione e in termini di organizzazione della catena di fornitura.

E’ una strategia destinata a durare nel tempo?

Si tratta di un modello industriale completamente nuovo. Però mi chiedo quanto può diventare grande Starlink. Quando si saturerà il mercato della banda larga nell’orbita bassa terrestre, cosa succederà? Quanta capacità sprecata può tollerare il sistema? Come resisterà alla concorrenza emergente? Il sistema può essere redditizio senza costi di lancio molto bassi? Il modello della megacostellazione è sostenibile dal lato ambientale? Sono tutte questioni che andranno risolte.

L'Europa potrebbe presto avere una propria navicella spaziale autonoma con equipaggio?

Non credo che l'Europa dello spazio ne abbia davvero bisogno. Bisogna capire dove dovrebbe andare e cosa dovrebbe fare. In passato eravamo quasi riusciti ad averne una con il modulo cargo automatico ATV, da quale è poi derivato il modulo di servizio per la nave spaziale americana Orion e disponiamo di tutta la tecnologia necessaria, ma non c'è richiesta per questo tipo di servizio. Per essere chiari, la domanda di voli con equipaggio è dettata dal ritmo di rotazione degli astronauti tra la Stazione Spaziale internazionale e la CSS, ovvero circa 6-8 lanci all'anno. Aggiungere una navicella spaziale europea per questo scopo rappresenterebbe una spesa enorme con scarsi o nulli benefici. Io mi chiedo anche qual è la necessità di voli con equipaggio, e qual è la logica che li giustifica. Questo è il settore più mal definito dei programmi spaziali.

L'Europa ha rilanciato il suo settore dei lanciatori. Qual è la sua opinione sul potenziale del razzo Ariane 6, e in particolare del razzo italiano Vega-C?

Ariane 6 e VEGA sono i tipici razzi ottimizzati per le prestazioni, con più stadi, motori e propellenti dedicati per ogni stadio e scelte di materiali e architetture ottimizzate per le prestazioni. Includono la propulsione a propellente solido per mantenere le sinergie con le esigenze di difesa, il che li rende un argomento valido anche per le forze armate. Entrambi offrono buone prestazioni, ma essendo razzi monouso hanno un'economia diversa rispetto al Falcon 9, con cui competono entrambi.

Dal lato commerciale sono quindi strategici per l’Europa …

Sono concepiti per fornire accesso indipendente ai programmi istituzionali in Europa. dato il volume della domanda istituzionale europea, offrono una soluzione a costi relativamente elevati per gli Stati membri europei, ma è il miglior costo raggiungibile per soddisfare tale livello di domanda. Con una domanda molto maggiore, l'Europa potrebbe immaginare soluzioni diverse, inclusa la riutilizzabilità. Ma al momento non esiste una tale domanda. Questo modello di finanziamento prevede la copertura dei costi irrecuperabili con programmi governativi e il sostegno dei costi operativi con la domanda effettiva. Questo modello però non funziona altrettanto bene per Ariane 6 e VEGA, poiché la domanda è spesso rivolta al Falcon.

Quali sono i programmi futuri più innovativi, in termini scientifici e tecnologici, per l'industria e gli istituti di ricerca spaziale europei?

Oggi la tendenza principale nella produzione di sistemi spaziali è semplificare i progetti, produrre su larga scala e ridurre i costi industriali. Probabilmente è in questa direzione che si sta muovendo la maggior parte dell'innovazione. Altrimenti, di solito troviamo soluzioni molto avanzate da promuovere per programmi scientifici come l'astronomia o le scienze della Terra avanzate.