Anche State of Play ha subito l’effetto di GTA 6: tutti i giochi presentati durante la conferenza virtuale di PlayStation hanno evitato saggiamente la finestra di lancio del prossimo novembre, in cui esordirà il colossale videogioco di Rockstar Games - atteso ormai da tredici anni. Tra una concentrazione di appuntamenti a settembre e alcuni rinvii di peso al 2027, l’evento è stato però soprattutto il palcoscenico in cui PlayStation ha messo in mostra le sue prossime mosse: Marvel’s Wolverine e la presentazione, per la prima volta in assoluto, di God of War Laufey.
Tra supereroi e divinità
Proprio al ritorno di God of War sono stati riservati oltre venti minuti durante l’evento, dove abbiamo visto le prime sequenze del gioco. A spiccare è il cambio di protagonista: per la prima volta non controlliamo più l’iconico Kratos, ma sua moglie Faye che, cremata sulla pira funeraria con cui proprio il marito l’aveva onorata nei precedenti giochi, si risveglia in realtà in un mondo post-mortem dove gli dèi si mescolano.
L’atmosfera del gioco ha tinte fortemente fantasy e, mentre il titolo allude alla figura di Faye come madre di Loki (chiamata Laufey nella tradizione norrena), la protagonista si imbatte in realtà in divinità che vengono da mitologie completamente differenti.
“In God of War Laufey volevamo rispondere a una domanda: cosa succede agli dèi dopo la loro morte?” ha spiegato il team Sony Santa Monica, autore del gioco. Effettivamente, l’uccisione degli dèi per mano di Kratos è sempre stata al cuore della saga.
E la risposta è l’Everywhen, il luogo protagonista di God of War Laufey, “un regno dove la magia nasce e a cui torna, dove gli dèi e creature di svariate mitologie si ritrovano insieme, in una coesistenza non sempre armoniosa”. A portare novità, però, non ci sono solo la protagonista Faye e lo scenario in cui si muove, ma anche il gameplay: più agile, più veloce, che attinge dalla tradizione della saga e la ibrida con le iterazioni moderne del franchise.
“Combinando il movimento e la fluidità dell’epoca greca con l’approccio alla costruzione del mondo e ai personaggi che abbiamo avuto nell’epoca norrena” ha spiegato Santa Monica sul blog ufficiale PlayStation – in riferimento ai capitoli classici della serie, costruiti proprio intorno al pantheon greco, e a quelli più recenti, di ambientazione scandinava – “abbiamo creato un’esperienza che ha dato al nostro team delle opportunità creative incredibili, pur tenendoci fedeli ai pilastri della serie God of War”.
Il bisogno di rimanere inconfondibilmente God of War, pur nelle sperimentazioni, è indiscutibile: la serie, che esordì nel 2005, ha sempre ottenuto eccellenti riscontri dalla critica e viaggia sui 70 milioni di copie vendute. L’episodio più recente, God of War Ragnarok (2022) ha registrato, da solo, oltre 15 milioni di copie vendute.
Dopo gli anni altalenanti caratterizzati dalla fallimentare virata verso i live service, i giochi online persistenti che sono stati in buona parte cancellati ancora prima del debutto, Sony sembra insomma essere tornata sui binari identitari dei suoi successi: le grandi avventure in single player. Lo conferma anche il tanto spazio concesso all’imminente Marvel’s Wolverine, prodotto da Insomniac Games – team californiano facente parte dei PlayStation Studios, già autore della saga Marvel’s Spider-Man.
Più brutale che mai, il gioco sembra discendente diretto dei lavori precedenti di Insomniac, a cui sposa le possibilità di combattimento uniche offerte dagli artigli del protagonista. E, insieme al gameplay decisamente orientato a un pubblico maggiorenne, è arrivata la data d’uscita: l’appuntamento è fissato per il 15 settembre su PlayStation 5, al prezzo di listino di 79,99€.
Gli altri annunci di State of Play
Durante l’appuntamento con State of Play hanno trovato spazio anche alcuni ritorni: Tomb Raider: Legacy of Atlantis, rifacimento del grande classico del 1996, non arriverà più nel corso di quest’anno, ma slitta al 12 febbraio 2027. In questo modo, i team di Crystal Dynamics e Flying Wild Hog avranno più tempo per rifinire il gioco - e Lara Croft potrà a sua volta evitare un’uscita ravvicinata con il temuto GTA 6, che cannibalizzerà le attenzioni e i soldi dei videogiocatori quest’autunno.
C’è anche un po’ di Italia, invece, nell’annuncio di Rayman Legends Retold: Ubisoft Milan, insieme a Ubisoft Montpellier, è al lavoro per dare nuova linfa vitale al franchise di giochi platform, reinterpretando, ammodernando e ampliando l’episodio che uscì originariamente nel 2013.
La finlandese Remedy Entertainment, premiatissima per la stravaganza e le contaminazioni cross-mediali proposte nei suoi giochi, ha invece fissato l’appuntamento con Control Resonant, atteso per il 24 settembre prossimo: interferenze dimensionali, una forte componente narrativa e un gameplay stavolta incentrato sul combattimento ravvicinato sono al cuore di questo sequel, erede del Control che uscì nel 2019 e che ottenne numerosi riconoscimenti e nomination per le sue qualità.
Sony, invece, al di là di God of War e Wolverine, nello State of Play ha dato spazio anche ad Until Dawn 2: sviluppato da Firesprite (PlayStation Studios) e non più da Supermassive Games, l’horror narrativo ci porterà a scoprire le disavventure di un gruppo di giovani in un’isola decisamente inospitale, dove “tutti possono sopravvivere e tutti possono morire”, recita il trailer di presentazione, a seconda delle azioni del giocatore. Uscito nel 2015, l’originale Until Dawn divenne un punto di riferimento e ispirò numerosi epigoni, fino ad arrivare, nel 2025, a un adattamento al cinema diretto da David F. Sandberg.