“Per 60 anni, il governo degli Stati Uniti ha custodito un segreto. Gli alieni sono stati tra noi, hanno vissuto nei nostri quartieri, e hanno interagito con noi nel corso delle nostre attività quotidiane”.
Tenendo conto del fatto che questa dichiarazione apre una pagina web collegata al sito ufficiale della Casa Bianca, il primo pensiero corre inevitabilmente agli Ufo.
Sembra l’inizio di una rivelazione attesa da decenni, di incontri ravvicinati e prove finalmente rese pubbliche.
Ma basta scorrere la pagina per capire che l’effetto sorpresa è costruito su un equivoco. Gli “aliens” di cui si parla sono gli immigrati irregolari.
Il trucco era nel nome
La storia di Aliens.gov è cominciata come una promessa di fantascienza ed è finita come una campagna politica.
A marzo scorso, la Casa Bianca ha registrato i domini alien.gov e aliens.gov, proprio mentre Trump prometteva una nuova stagione di trasparenza sui dossier Ufo e UAP, cioè i “fenomeni anomali non identificati”.
All’epoca, i domini non mostravano ancora alcun sito, ma la tempistica bastò a far pensare che sarebbero diventati il contenitore dei documenti sugli extraterrestri.
L’8 maggio scorso, il governo statunitense ha annunciato il rilascio di nuovi file UAP su war.gov/UFO, presentandolo come parte di uno sforzo interagenzia per rendere pubblici documenti prima classificati. Ma quando Aliens.gov è apparso online, la rivelazione non riguardava più astronavi o vita aliena, bensì l’immigrazione.
Dai dischi volanti alla mappa degli arresti
La pagina ufficiale della Casa Bianca usa tutto il vocabolario visivo dei complotti Ufo: scritte verdi, termini come “declassified” e “top secret”. Espressioni tipiche di film di fantascienza: “Vivono tra noi”.
Poi il gioco di parole si chiarisce. Gli “aliens” non sono creature venute dallo spazio, ma migranti senza status legale negli Stati Uniti.
La pagina include addirittura una mappa degli arresti e un link per segnalare gli “irregolari” all’ICE, l’agenzia federale che si occupa anche di enforcement migratorio.
La comunicazione è volutamente pop. Un funzionario della Casa Bianca ha definito il sito un tentativo “primo nel suo genere” di attirare attenzione sul fatto che l’immigrazione irregolare non riguarderebbe solo gli Stati di confine.
Aliens.gov consente di cercare arresti per città, Stato o presunto reato, mostrando date, accuse, Paesi d’origine e presunte affiliazioni a gang.
Perché proprio “alien”
Il cuore dell’operazione è linguistico. Negli Stati Uniti, “alien” è da tempo un termine presente nel lessico legale sull’immigrazione, ma durante l’amministrazione Biden molte agenzie avevano adottato formule come “noncitizen” o “undocumented noncitizen” per identificare stranieri senza regolare permesso di soggiorno.
Con il ritorno di Trump, diversi uffici federali hanno ripreso l’uso di “alien” e “illegal alien”, secondo il tracciamento dell’Immigration Policy Tracking Project.
Aliens.gov porta questa scelta all’estremo: prende una parola burocratica e la collega all’immaginario dell’invasione extraterrestre. Il risultato è un sito che costruisce uno scenario minaccioso: qualcuno “cammina tra noi”, è nascosto. Per questo va individuato e segnalato.
I numeri e il linguaggio contestati
Wired Usa ha analizzato il sito e ha trovato incongruenze nei dati mostrati. Secondo la testata americana Aliens.gov afferma che ICE ha arrestato quasi mezzo milione di persone in circa 12.000 città e località, ma in 715 località almeno una persona indicata come arrestata risulta nata negli Stati Uniti. In 83 località tutti gli arrestati risultano americani.
Just Security, rivista giuridica legata alla NYU School of Law, ha criticato il sito sostenendo che trasformi persone reali in una minaccia disumanizzata e che usi la curiosità sugli Ufo come esca per spingere il sostegno pubblico alle deportazioni di massa.
La Casa Bianca, invece, lo presenta come uno strumento ufficiale per rendere visibile l’attività dell’amministrazione sull’immigrazione.
In questo senso, Aliens.gov è molto trumpiano: la grafica semplice e aggressiva trasforma una questione complessa in una formula immediata.