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Apple svela iOS 27 e riparte dall’IA: Siri rinasce alla Wwdc 2026

Apple svela iOS 27 e riparte dall’IA: Siri rinasce alla Wwdc 2026
(reuters)

Alla conferenza degli sviluppatori Cupertino presenta la nuova generazione dei suoi sistemi operativi, dall’iPhone al Vision Pro. E prepara il dopo-Cook con un accordo con Google sull’intelligenza artificiale. A settembre l’arrivo di John Ternus come Ceo e il cambio di fase più delicato degli ultimi anni

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È il saluto dell’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, a firmare la WWDC 2026, la conferenza mondiale dedicata ai sistemi operativi, alle app e agli sviluppatori che si tiene ogni anno a Cupertino. Cook è emozionato nel suo discorso di chiusura: per lui è l’ultimo keynote da CEO: dopo quindici anni alla guida dell’azienda della Mela, dal prossimo settembre lascerà il posto a John Ternus e diventerà presidente esecutivo del consiglio di amministrazione. Un passaggio tanto importante quanto delicato, in uno scenario tecnologico che evolve sempre più velocemente.

E questo del 2026 èun keynote importante per diversi motivi. Fu proprio nel primo evento guidato da Cook, nel 2011, che Apple presentò al mondo l’iPhone 4S e con esso Siri, l’assistente vocale che allora sembrava destinato ad aprire una nuova stagione nel rapporto tra persone e dispositivi. Era il 4 ottobre, un giorno prima della morte di Steve Jobs.

Quindici anni dopo, però, Siri non è diventata esattamente il miracolo promesso. Anzi: la sua tecnologia è stata superata dalla concorrenza di OpenAI, Anthropic e Google. Ma in questa Wwdc il cerchio si chiude. Cook aveva aperto la sua era con la prima Siri e la conclude svelandone il reboot, una versione riscritta per l’epoca dell’intelligenza artificiale generativa.

Una rifondazione su cui Apple si gioca parecchio, su tutti i fronti: dal valore dell’azienda come fronte di innovazione, alla sua visione della tecnologia oggi, fino banalmente al successo dei prossimi iPhone. Ma non solo: sul tavolo infatti c’è l’intero ecosistema Apple: dal Mac agli AirPods, passando per i prodotti più di frontiera come il visore Vision Pro e per i prossimi dispositivi indossabili che probabilmente arriveranno. Prodotti esistenti e ipotesi future, tutti destinati a vivere dentro un ambiente digitale rinnovato dall’intelligenza artificiale.

iOS 27 e gli altri sistemi operativi

La Wwdc comunque mantiene il suo focus sui sistemi operativi che animeranno iPhone, Mac, iPad, Watch, Vision e Tv dal prossimo settembre. Ne parla Craig Federighi, introducendo le novità. Si inizia dal design, con una riprogettazione dell'interfaccia utente basata sul "Liquid glass" per regolare l'esperienza grafica da vetro traslucido sulle preferenze dell'utente. Una nota che farà piacere agli utenti più vintage: ora graficamente gli OS ricordano molto, molto da vicino l'interfaccia "Aqua" dei Mac anni 90, una delle più apprezzate di sempre dagli utenti della Mela. Ma grafica a parte, quest'anno gli update puntano soprattutto sull'ottimizzazione del funzionamento, con le rifiniture principali "sotto al cofano" - anche perché la rivisitazione grafica è ancora fresca. Tanto che iOS 27 si potrà installare anche sugli iPhone meno recenti, a partire dall'11 fino ovviamente agli ultimi 17. L'idea di base è rendere tutto più rapido e reattivo, Apple dichiara il 30% in più di velocità di lancio del sistema, come ad esempio accade per il "search" interno con indicizzazione immediata.

L'altro fronte è la maggiore profondità di interazione tra le app e di dettaglio nell'esperienza grafica e sonora, come accade per la nuova estetica delle mappe tridimensionali.Una delle novità più interessanti è l'attenzione agli utenti più piccoli, fondamentale in quest'epoca di pericoli digitali imprevedibili, con una gestione parentale molto più controllabile e selettiva.

Apple Intelligence, Google e Siri AI

E le tanto attese novità sull'IA? Ci sono e sono indubbiamente sono la parte più importante del keynote. Apple annuncia una collaborazione con Google, come previsto, al centro della riprogettazione dell'assistente personale Siri e che diventa il cuore di quella "Apple Intelligence" che finora non aveva brillato particolarmente. Quello di Siri, che ora si chiama Siri AI e si estende a tutti i sistemi, è un vero e proprio reboot, basato sulla "conoscenza del mondo" e del "contesto personale" dell'utente. L'idea di Apple è costruire un'intelligenza artificiale "consapevole" dell'utente che la sta usando, e contestualizzando queste informazioni anche nell'uso delle app, ad esempio "vedendo" cosa c'è sullo schermo in quel momento, e quindi delle risposte e dei risultati che Siri fornirà all'utente. Uno degli upgrade più importanti di questa nuova Siri sembra però soprattutto l'unione delle capacità aumentate con la necessità di privacy: nessun dato personale viene mantenuto su server esterni, quando si usa Siri AI entrano in gioco le capacità di elaborazione del dispositivo e il "Private cloud compute" per analizzare le richieste in forma codificata, Private cloud compute che è anche al centro delle capacità generative di Apple Intelligence, nello specifico quello di creazione e editing di immagini.

Quindi cos’è Siri AI? Lo vedremo, ma da quanto si capisce oggi, è un sistema che di fatto cambia il modo di interagire con le componenti IA di iOS, iPadOS e MacOS, in modo però trasparente. Ora Siri ad esempio è un'app indipendente (che su iPhone appare ora nella Dynamic Island e non più sui bordi), ma Intelligence "vive" all'interno del sistema operativo, rispondendo proattivamente alle richieste anche all'interno della ricerca generale on-device.

Insomma la sfida di Apple non è dimostrare di avere il modello linguistico più spettacolare del mondo, ma è prendere l’IA e integrarla dentro l’iPhone, l’iPad e il Mac fino a renderla completamente trasparente, come il Liquid glass. La nuova Siri non è solo il risultato di un accordo con Google ma il frutto di un cambio della linea di comando a livello corporate e di una correzione di rotta: Siri deve essere al passo con la tecnologia di oggi ma deve rimanere un’esperienza unica. Deve “just work”, funzionare e basta, come in un vecchio slogan della Mela.

E come funzionerà lo vedremo a settembre quando i nuovi sistemi operativi verranno rilasciati insieme ai prossimi iPhone, tra cui il vociferato pieghevole che potrebbe chiamarsi iPhone Ultra. Le versioni preliminari per gli sviluppatori verranno rilasciate a breve, mentre le beta pubbliche arriveranno come tradizione più avanti.