Tre milioni di euro per digitalizzare uno dei pilastri silenziosi del sistema sanitario italiano: la donazione di sangue. È questo l'obiettivo di Rosso, la piattaforma sviluppata da Ema Health che ha appena chiuso un round seed di finanziamento destinato ad accelerare la sua espansione su scala nazionale, e presto europea.
L'operazione è guidata da 360 Capital tramite il fondo 360 Digitaly, con il supporto di CDP Venture Capital attraverso il Digital Transition Fund – PNRR, il veicolo pubblico finanziato con risorse NextGenerationEU dedicato alla transizione digitale delle imprese italiane in settori strategici, tra cui la sanità. Tra gli altri investitori figurano Angelini Investments, H-FARM di Riccardo Donadon, Fintech Partners e una rosa di nomi di primo piano della finanza e dell'imprenditoria italiana.
Una app per donare il sangue
Rosso non è semplicemente un'app per prenotare una donazione. È un ecosistema digitale integrato, potenziato dall'intelligenza artificiale, che accompagna il donatore in ogni fase del percorso — dalla ricerca del centro più vicino alla prenotazione, fino alla gestione dell'intero iter direttamente dallo smartphone. Parallelamente, supporta le strutture trasfusionali nella pianificazione e nella gestione avanzata delle attività non sanitarie.
Nata nel 2023, in soli due anni la piattaforma ha già coinvolto decine di migliaia di donatori in centinaia di centri di raccolta sangue su tutto il territorio nazionale, e ha stretto partnership con decine di aziende italiane per promuovere la cultura della donazione tra i propri dipendenti.
Un sistema a rischio, una soluzione digitale
I numeri del sistema trasfusionale italiano raccontano una storia di eccellenza, ma anche di fragilità. Nel 2024 i donatori attivi sono stati 1,67 milioni, per un totale di 3 milioni di donazioni. Un risultato costruito su base volontaria e gratuita, di cui il Paese va giustamente fiero.
Eppure, la tenuta di questo sistema è tutt'altro che garantita. Una fetta significativa dei donatori si sta avvicinando ai 65 anni (il limite massimo previsto per la donazione) e senza un ricambio generazionale l'autosufficienza raggiunta rischia di sgretolarsi. Il problema è culturale prima ancora che logistico: i giovani si informano attraverso canali digitali, e il sistema trasfusionale fino ad oggi non aveva una tecnologia capace di incontrarli dove si trovano. Rosso nasce esattamente per colmare questo vuoto.
I fondatori: una storia che vale quanto il prodotto
A guidare Ema Health sono Chiara Schettino, alumna dell'Università Ca' Foscari e di H-Farm College, e Filippo Toni, classe 2006. Oggi il più giovane italiano a chiudere un round di investimenti di queste dimensioni. Un primato che dice molto sulla qualità del progetto, e sulla capacità dei due fondatori di convincere investitori istituzionali e privati di alto profilo. "Questo round ci permette di accelerare su scala nazionale e costruire un riferimento tecnologico per il sistema sangue ed emoderivati, prima in Italia e poi in Europa", dichiarano i due fondatori. "Il nostro obiettivo è affiancare tutte le organizzazioni impegnate in questo ambito per facilitare e potenziare il sistema della donazione, settore fondamentale per il Paese."
Gli investitori che credono nel progetto
Il parterre di investitori che ha scelto di scommettere su Rosso. Lucrezia Lucotti, Partner di 360 Capital, non usa mezzi termini e racconta a Italian Tech: "Il sistema trasfusionale italiano è un'infrastruttura critica per il Paese, rimasta per decenni senza una tecnologia all'altezza. Rosso è la risposta che questo sistema aspettava". Mentre Sergio Marullo di Condojanni, CEO di Angelini Industries, sottolinea la dimensione generazionale del progetto: "Le grandi sfide sociali richiedono innovazione, competenze e la capacità di valorizzare il talento delle nuove generazioni. Rosso dimostra come dei giovani imprenditori possano contribuire in modo concreto al rafforzamento di un'infrastruttura essenziale per il sistema sanitario." Chiude con una visione strategica Giulio Gallazzi, Presidente di Fintech Partners: "La digitalizzazione della filiera trasfusionale è una sfida strategica per il sistema sanitario italiano e Rosso ha dimostrato, in tempi molto rapidi, di avere il potenziale per contribuire in modo significativo all'efficienza del sistema."
Prossimi passi: crescita del team e espansione nazionale
Il capitale raccolto sarà destinato ad aumentare il numero di donatori attivi raggiunti dalla piattaforma e a digitalizzare un numero crescente di centri trasfusionali sul territorio italiano. Con sedi a Milano e Lucca, il team di Ema Health punta a rafforzare ulteriormente la squadra nei prossimi mesi, combinando figure di esperienza e giovani talenti provenienti dalle migliori università italiane. Sul fronte della sicurezza, l'architettura della piattaforma è progettata fin dall'origine secondo i principi di privacy by design, con particolare attenzione alla protezione dei dati sanitari e alla conformità normativa. Una startup giovane, in un settore antico e cruciale. Con la tecnologia come leva e un impatto sociale difficile da ignorare. Rosso è uno di quei casi in cui innovazione e bene comune viaggiano nella stessa direzione.