Il giorno in cui comincia il primo Mondiale a 48 squadre, DAZN ha smesso da tempo di essere il posto dove si guardano semplicemente le partite.
In Italia la piattaforma che fa capo ad Access Industries, la holding del miliardario Len Blavatnik, è l'unica a trasmettere in diretta tutte le 104 gare della Coppa del Mondo che si disputa in Messico, Canada e Stati Uniti: un appuntamento che è insieme una vetrina e un banco di prova.
Il colosso dello streaming sportivo, che ha debuttato nel nostro Paese nel 2018, continua a sperimentare grazie al lavoro di Sandeep Tiku, dal 2022 Chief Technology Officer del gruppo, alla guida di un team di circa 1.500 ingegneri.
Per il Mondiale, per esempio, DAZN ha in serbo la nuova funzionalità Multi-View: quando più partite si disputeranno in contemporanea - dal 24 al 28 giugno - la piattaforma consentirà di seguire fino a 4 eventi sportivi live nello stesso momento su Apple TV o web, mentre su smartphone sarà possibile guardare fino a 2 partite in simultanea, per garantire sempre la migliore qualità visiva possibile.
Poi c’è un mondo intero che ruota intorno al campo da calcio. E Tiku sta lavorando per trasformarlo in un’esperienza: alla Fan Zone per votare il migliore in campo o dibattere tra tifoserie si aggiungono ora le reazioni e i commenti che presto seguiranno l'utente anche fuori dalla diretta, e la novità assoluta di profili con nickname e avatar. L'idea di fondo è tenere le persone sulla piattaforma anche quando non si gioca.
Il cuore tecnologico di questa scommessa ha un nome: è la “Crystal Ball” un’IA sviluppata internamente che tra le altre cose personalizza il feed, suggerisce nuovi contenuti e che permette di recuperare dall'archivio qualsiasi momento un tifoso ricordi, per trasformarlo in una clip attraverso una semplice descrizione testuale.
L'evento dal vivo resta l’offerta principale di DAZN, ma intorno state costruendo un’esperienza simile a quella dei social network. In che modo la Coppa del Mondo porterà questo progetto al livello successivo, rispetto a quanto abbiamo già visto durante la Serie A?
“Se pensiamo a ciò che abbiamo fatto finora, il primo passo è stato migliorare la qualità dello streaming, portandola a un livello superiore con HDR e Dolby in vista della Coppa del Mondo. Successivamente abbiamo lanciato la Fan Zone, concepita come un ecosistema interattivo molto discreto. Non è un sistema invasivo, perché sappiamo che alcuni spettatori più tradizionali vogliono solo guardare la partita senza essere disturbati. Altri invece, specialmente le nuove generazioni, cercano il coinvolgimento. Nella Fan Zone abbiamo creato un ambiente sicuro in cui esprimere le proprie emozioni, al riparo dagli insulti che spesso colpiscono i social network. Abbiamo introdotto diversi formati: il voto per il migliore in campo o per il pilota del giorno, oppure i sondaggi. Ora, con la Coppa del Mondo, faremo un ulteriore passo avanti inserendo una vera componente social”.
In cosa consisterà, nello specifico, questa svolta social?
“Ogni utente potrà creare una propria identità all'interno della piattaforma, scegliendo un nickname e un avatar per tutelare la privacy, e potrà condividere i propri pensieri o aggiornare il proprio stato. Questo diventerà un vero profilo social. Inoltre, amplificheremo le reazioni: ci sarà una scheda dove si potranno vedere le emoji e i "mi piace" lasciati dagli altri utenti su ogni singola partita”.
Come cambierà quindi l’esperienza degli utenti DAZN nei prossimi mesi?
“Con il lancio della nuova interfaccia, le reazioni, le emoji e i commenti saranno disponibili ovunque: non solo durante il match live, ma anche sugli highlights e sui contenuti on demand. Oggi la Fan Zone esiste solo durante la diretta; domani, sarà attiva sempre. Si potrà tornare su una partita in qualsiasi momento, commentare, rispondere a un altro utente e condividere”.
Come funzionerà più nel concreto?
“Una volta creato il profilo con il nickname, si potrà iniziare a seguire gli altri utenti. Se un tifoso si dimostra un esperto di calcio, gli altri potranno seguirlo e persino copiare gli eventi che aggiunge al proprio palinsesto personale. Si creerà una vera comunità. In futuro gli utenti potranno creare le proprie pagine, avviare forum di discussione e dibattiti, dando vita a una sorta di Facebook dello sport all'interno di DAZN”.
In questa evoluzione futura, prevedete anche di consentire agli utenti di pubblicare i propri contenuti, come foto o video scattati allo stadio?
“Assolutamente sì. Per iniziare, daremo questa possibilità alle leghe e agli influencer, così da mantenere un controllo iniziale e assicurarci che la nostra intelligenza artificiale protegga l'ambiente al 100%. Una volta perfezionato il sistema, lo apriremo a tutti i contenuti generati dagli utenti. L'obiettivo è dare un motivo in più per tornare su DAZN: inserire commenti, feedback e video, ma procedendo per tappe. Molte leghe oggi gestiscono un proprio sito web per pubblicare questi contenuti, ma non ne avranno più bisogno: noi forniremo la piattaforma tecnologica e DAZN diventerà la comunità centrale per lo sport a livello globale”.
Questo non richiederà un enorme sforzo in termini di moderazione dei contenuti?
“È un'ottima domanda. Negli ultimi tre anni, all'interno della Fan Zone, abbiamo investito pesantemente nella moderazione dei contenuti su tre livelli: l'intelligenza artificiale, i moderatori umani e le segnalazioni degli utenti stessi. Grazie a questo lavoro di ottimizzazione, oggi blocchiamo meno del 10-12% dei messaggi. Il 90% è pulito, perché gli utenti hanno capito che i messaggi offensivi non vengono pubblicati e hanno smesso di scriverli. Meno dell'1% riesce a sfuggire all'IA, ed è lì che intervengono i moderatori umani o le segnalazioni, che portano al blocco immediato dell'utente”.
Tuttavia, un conto è moderare i messaggi di testo, un altro è controllare immagini e video.
“Il mio punto di vista è leggermente diverso: non si tratta solo di bloccare, ma di equilibrare domanda e offerta. Se ci limitassimo a censurare tutto, l'esperienza perderebbe il suo fascino e gli utenti non avrebbero abbastanza materiale per socializzare. Ovviamente siamo molto attenti al copyright e ai contenuti inappropriati, e oggi l'IA rende questa moderazione molto più semplice rispetto al passato. Al tempo stesso, creiamo nuova offerta con funzioni come "My Clips", che permette alle persone di cercare nell'archivio e creare clip incredibili. Sui social il 90% delle persone non crea contenuti, vuole solo guardare quelli degli altri. Il nostro algoritmo identificherà i creatori migliori e posizionerà i loro video nella sezione principale della piattaforma”.
Da quanto ho capito “My Clips” permetterà con un prompt di creare una clip che mette insieme specifici momenti di calcio giocato, attingendo dall’archivio della Serie A: “i gol di testa di Totti”, per esempio, o “gli assist di Pirlo”. Ma se un utente cercasse momenti molto specifici o di nicchia, come “Calciatori che escono dal tunnel degli spogliatoi”, la vostra IA sarebbe in grado di trovarli e metterli insieme?
“Al 100%. Finché il contenuto esiste sulla nostra piattaforma, l'IA può soddisfare qualsiasi richiesta, anche la più curiosa, come un giocatore che inciampa durante il calcio d'inizio. Chiaramente l'algoritmo non può generare un video da zero se l'azione non è mai avvenuta”.
Quindi potrebbe trovare anche un primo piano dei tifosi di Juventus e Napoli nel corso degli anni?
“Sì, lo troverà e lo estrarrà dall'archivio. Se una persona ha guardato la Serie A negli ultimi sei anni e ricorda un momento preciso, saremo in grado di recuperarlo e mostrarglielo”.
Per fare questo avete sviluppato un'intelligenza artificiale interna o avete stretto una partnership con grandi aziende tecnologiche come OpenAI, Google o Anthropic?
“Abbiamo iniziato collaborando con alcune aziende, ma poi abbiamo capito che dovevamo sviluppare una soluzione interna. Ci sono voluti sei mesi di lavoro”.
Un’IA di questo tipo, che deve soddisfare migliaia di richieste, può costare molto.
“Esatto, l'IA oggi è una parola d'ordine e tutti vogliono usarla, ma molte aziende rischiano di fallire perché non calcolano il ritorno sull'investimento (ROI). Per questo mi sono fermato e ho creato un team interno, integrando anche professori universitari e dottorandi per qualche mese. Oggi My Clips ha un costo impercettibile; l'abbiamo già lanciata per il 5% degli utenti in Italia e la nostra base di costo non è aumentata”.
Quanto tempo ci è voluto per rendere il sistema davvero efficace?
“Il lavoro si è articolato in tre fasi. La prima, per arrivare al proof of concept, ha richiesto tre mesi. Poi ci siamo scontrati con il problema dei costi e della scalabilità, e ci sono voluti altri sei o sette mesi per trovare la quadra. In totale, servono circa 12-14 mesi per perfezionare il tutto. Sviluppare questo sistema ha richiesto quasi due anni, ma ora abbiamo modelli e strumenti di proprietà esclusiva, come il nostro Neuron Clipper”.
Come funziona?
“Non si tratta della classica computer vision. La computer vision riconosce gli oggetti in modo statico: una palla, un giocatore. Il nostro sistema, invece, analizza il flusso video come un decoder e identifica l'azione incrociandola con fonti di dati esterne. Ad esempio, per rilevare un gol, l'IA analizza la telecronaca dal vivo, individua il momento esatto in cui la palla entra in rete attraverso una visione 3D e unisce i dati. È il metodo più efficiente ed economico. Il motore si allena da solo ogni giorno. All'inizio non riconosceva la palla o il gol, ma una volta impostato il modello semantico, l'apprendimento è diventato automatico”.
Utilizzate quindi anche le tracce audio dei telecronisti?
“Sì, nei nostri archivi abbiamo terabyte di dati accumulati negli ultimi 5-8 anni, comprensivi di telecronache e highlights per ogni singola partita. Nessun altro ha un patrimonio simile.
È possibile misurare l'impatto economico che la Fan Zone ha avuto sul business di DAZN? C'è una percentuale di crescita legata agli abbonamenti?
“Ti rispondo con un dato emblematico: gli utenti che utilizzano la Fan Zone registrano un tempo di visione medio superiore di 12-15 minuti rispetto a chi non la usa. È un dato enorme che si traduce in un valore commerciale immediato. Inoltre, la Fan Zone crea un legame emotivo forte non solo con i tifosi, ma anche con gli atleti”.
Può fare un esempio?
“Durante una gara di Formula 1, la nostra comunità ha eletto come miglior pilota del giorno un ragazzo arrivato terzo. Quando il nostro telecronista glielo ha comunicato durante le interviste, ha sorriso come se avesse vinto il Gran Premio. La Fan Zone attira persone sulla piattaforma anche quando non ci sono partite live, magari solo per chattare con un calciatore tramite le notifiche push. Questo riduce drasticamente il tasso di abbandono degli utenti nei periodi senza eventi”.
State cercando di creare una comunità che rimanga attiva sulla piattaforma perennemente, insomma.
“Pensa a piattaforme come Snapchat o Instagram: non hanno contenuti propri, eppure le persone ci passano ore grazie ai contenuti generati dagli utenti e alla personalizzazione del feed. Su DAZN stiamo sviluppando un prodotto specifico per dispositivi mobili, alimentato dalla nostra IA, che mostrerà clip brevi, statistiche, notizie in tempo reale e contenuti degli influencer in un feed personalizzato: "Per Te". Quando un utente aprirà l'app, dovrà pensare: "Wow, come facevano a sapere che volevo vedere proprio questo?". I nostri test di ricerca sui consumatori in Italia, Giappone, Regno Unito e Germania hanno registrato un punteggio di gradimento altissimo, pari a 6.5 su una scala di 7”.
Quali sono gli effetti concreti?
“L'algoritmo ha una funzione esplorativa. In Germania abbiamo scoperto che il 90% degli utenti guarda la Bundesliga, ma il 25% di questi segue anche l'NFL e il 7% guarda le freccette. Posizionando questi contenuti vicini nel feed, gli utenti hanno iniziato a scoprirli e a guardarli con entusiasmo”.
Cosa avete imparato dalle tecnologie utilizzate per raccontare la Formula 1 che possa essere applicato al calcio?
“La Formula 1 sta facendo un lavoro straordinario, soprattutto nell'attirare la Generazione Z attraverso l'integrazione dei dati nell'esperienza visiva. In mercati come la Cina non si può sopravvivere senza questa interattività; persino nei videogiochi gli utenti amano commentare in diretta sopra il flusso principale. Per la Coppa del Mondo lanceremo in Giappone un livello di dati interattivo e immersivo sovrapposto allo schermo, simile a una realtà aumentata, che mostrerà i movimenti dei giocatori in tempo reale. Se il test andrà a buon fine, lo estenderemo a livello globale, assicurandoci sempre di non disturbare lo spettatore tradizionale che vuole solo godersi la partita in modo classico”.
Ci sono altri esperimenti interessanti che state conducendo all’estero?
“Sempre in Giappone, daremo la possibilità ai consumatori di votare con 48 ore di anticipo quale giocatore seguire con una telecamera dedicata. Avremo una configurazione multi-angolo a quattro schermate: la partita principale, il giocatore A, il giocatore B e la panchina con gli allenatori. Posizioneremo le telecamere in base al voto degli utenti. Inoltre, con la J-League, i tifosi possono votare quali giocatori vorrebbero vedere in squadra nella stagione successiva, e la lega tiene conto di questi dati per le proprie decisioni”.
Possiamo dire che il Giappone sia il mercato più avanzato al mondo in questo settore?
“Sì, la lega giapponese è estremamente rapida e aperta alle sperimentazioni, e i tifosi hanno nel proprio DNA una forte propensione all'interattività e al mondo dei videogiochi. Sentirsi interpellati sulle scelte della squadra fa sentire il consumatore rispettato. Un sistema del genere avrebbe un successo clamoroso in Italia, dove siamo tutti allenatori”.
In Italia quanto siamo lontani da questa tecnologia multi-cam?
“Non siamo lontani. Il vantaggio di DAZN è che sviluppiamo la tecnologia una sola volta per tutte le regioni. Dobbiamo solo definire gli accordi con la Lega Serie A per la gestione delle telecamere sul campo”.
La sfida della pirateria e dei contenuti illeciti: quali contromisure state adottando?
“Negli ultimi due o tre anni abbiamo fatto passi da gigante nel contrasto alla pirateria. Oggi è diventato difficile utilizzare una VPN per accedere al sistema DAZN. Abbiamo implementato soluzioni tecniche avanzate e intelligenti a molteplici livelli, agendo sulla CDN, sul dispositivo e sull'infrastruttura”.
Oltre alle barriere tecnologiche, vi state muovendo anche sul piano legale e internazionale per colpire chi trasmette illegalmente i vostri flussi?
“Assolutamente sì. Negli ultimi dodici mesi siamo riusciti a bloccare moltissimi portali, lavorando in sinergia anche con l'AGCOM qui in Italia. In Francia, invece, siamo andati persino oltre: siamo stati in grado di identificare i singoli flussi delle IPTV pirata e abbiamo inviato sui loro schermi un messaggio personalizzato piuttosto spaventoso, che ha scoraggiato gli utenti finali”.
Spostiamoci su un fronte più recente e insidioso: i deepfake. Di recente è circolato sui social un video fake, generato dall'IA, in cui un giocatore dava un pugno a un arbitro durante il derby Roma-Lazio, con tanto di grafiche e loghi DAZN. Come pensate di combattere questo specifico fenomeno, così difficile da controllare?
“Si tratta indubbiamente di una sfida nuova, che è appena all'inizio. Sarebbe falso dire che abbiamo già la soluzione in tasca, ma capiamo perfettamente il problema. Essendo una minaccia alimentata dall'intelligenza artificiale, la risposta risiede nell'IA stessa: dobbiamo solo unire i puntini. È in corso una vera e propria guerra tecnologica, ma uno degli ultimi passi che stiamo compiendo sul fronte della sicurezza consiste proprio nell'utilizzare modelli di IA per rilevare in tempo reale se un contenuto video con i nostri loghi sia autentico o manipolato. Sarà una sfida continua, ma abbiamo la tecnologia per intercettare queste anomalie e non ne sono eccessivamente preoccupato”.