A febbraio scorso EssilorLuxottica, il colosso franco-italiano che possiede Ray-Ban e Oakley, ha comunicato di aver venduto, nel 2025, oltre sette milioni di occhiali IA prodotti in collaborazione con Meta, contro i due milioni del biennio 2023-2024 messi insieme.
Quanti ne siano stati venduti da allora non è dato saperlo, ma è chiaro che questi dispositivi stanno uscendo dalla nicchia.
L'occhiale IA - quello con cui si indossa l'intelligenza artificiale generativa, si girano video, si scattano foto, si ascolta musica e si effettuano telefonate senza usare le mani, utilizzando solo comandi vocali - sta diventando un prodotto di consumo vero.
Ed è in questo scenario che Meta presenta la sua mossa successiva.
Non più solo Ray-Ban e Oakley con dentro la tecnologia di Menlo Park, ma una collezione di occhiali a marchio Meta, e chiamata Meta Glasses, sviluppata sempre insieme a EssilorLuxottica, pensata per intercettare una platea molto più ampia di quella che finora ha comprato i dispositivi.
La linea parte da 309 euro, una soglia d'ingresso pensata per scendere sotto il prezzo dei modelli più noti: i Ray-Ban Meta Wayfarer di seconda generazione, i più avanzati in circolazione per intenderci, oggi viaggiano intorno ai 420 euro.
I nuovi Meta Glasses
Le prime due generazioni di occhiali a marchio Ray-Ban con tecnologia Meta sono state acquistate soprattutto da early adopter, persone disposte a spendere cifre importanti per avere un prodotto sorprendente ma in evoluzione.
La scommessa di adesso è diversa. A illustrarla, in una sessione riservata alla stampa europea a cui abbiamo partecipato, è stata Ming Hua, vicepresidente dei dispositivi indossabili nei Reality Labs di Meta, la divisione che si occupa di hardware e realtà aumentata.
Chi entra in un negozio di ottica trova migliaia di montature, e sceglie in base a forma, colore e vestibilità. Gli occhiali IA, finora, offrivano pochissime varianti. La nuova collezione prova a colmare questo divario con 26 modelli in otto colorazioni, materiali premium e montature traslucide.
Tra i colori disponibili ci sono Classic Black, Classic Tortoise, Racing Green, Linen, Merlot, Mahogany e Sandstone, con opzioni di lenti da sole, Transitions, polarizzate e trasparenti sviluppate da EssilorLuxottica.
I nuovi Meta Glasses sono compatibili con lenti graduate e, con il nuovo programma Rx Lens Swap, chi li acquista può aggiungere lenti graduate dal proprio ottico di fiducia dopo l’acquisto, senza invalidare la garanzia.
“La nostra convinzione - ha detto Ming Hua - è di voler realizzare occhiali che siano costruiti per tutti fin dalla loro concezione. Partiamo da materiali e colori premium, dai dettagli traslucidi, introducendo al contempo una maggiore varietà di forme per adattarsi al viso di chiunque”.
Due le famiglie principali: il Meta Adventure, un rettangolare classico da uso quotidiano, e il Meta Fury, un modello da sole quadrato più deciso ed espressivo.
L'effetto Kylie Jenner
Durante la presentazione Meta ha spinto molto sulla collaborazione con Kylie Jenner, la prima del suo genere per l'azienda.
Jenner, ha spiegato Ming Hua, è stata coinvolta in ogni fase della progettazione, dalla forma - un ovale sottile ispirato al suo stile personale - fino alla vestibilità, alle colorazioni e al packaging, una scatola nera opaca con un fiocco sopra gli occhiali. Sulla montatura è incastonata una piccola gemma pensata per catturare la luce, e dentro c'è uno specchietto integrato per i ritocchi dell'ultimo minuto.
La firma di Jenner non si ferma all'hardware. L'assistente vocale degli occhiali può parlare con la sua voce, e la celebrity ha registrato alcuni messaggi di saluto da ascoltare durante la giornata.
Alla domanda su cosa abbia spinto Meta verso questo nome e se sarà il primo di una lunga lista, la manager Meta ha raccontato un retroscena: lo stile ovale sottile non era previsto nei piani originari, ma è emerso dal confronto con Jenner e dalle intuizioni sul suo pubblico.
Meta ha comunicato che sta cercando altre collaborazioni con creator e personaggi capaci di portare il prodotto verso fasce di utenti finora non raggiunte.
Cosa cambia, e cosa resta uguale, sotto la scocca
Dal punto di vista hardware, la nuova collezione non introduce un salto generazionale.
I nuovi Meta Glasses poggiano sulla stessa piattaforma dei Ray-Ban Meta di seconda generazione e degli Oakley Meta: fotocamera ad alta fedeltà con video in 3K, array di cinque microfoni con riduzione del rumore, audio spaziale e circa tre ore di autonomia.
La differenza la fanno i nuovi dettagli pensati per adattarsi a più volti, a cominciare dai naselli regolabili in tre direzioni e dalle cerniere a sovraestensione con una nuova tecnologia a filo interno che permette di piegare le aste.
L’intelligenza artificiale al centro
A livello di software, la collezione è la prima a debuttare con Muse Spark, il nuovo modello di intelligenza artificiale firmato Meta AI.
Ming Hua ha precisato che gli aggiornamenti software arrivano con cadenza mensile: tra le novità in arrivo ci sono le foto dinamiche, l'estensione della traduzione dal vivo a giapponese, coreano, mandarino e altre quattordici lingue, e una funzione di navigazione pedonale passo-passo.
La doppia incognita: prezzo e memorie
I nuovi Meta Glasse partono da un prezzo più basso rispetto agli iconici Wayfarer in commercio. E questa è già una piccola vittoria in un periodo di scarsità di DRAM dovuto all’espansione dei data center.
Ming Hua ha riconosciuto che il prezzo dei chip di memoria sta crescendo molto rapidamente, definendolo una sfida concreta, e ha spiegato che l’azienda di Menlo Park sta lavorando sia per rendere il software più efficiente nell'uso della memoria sia per abbassare il prezzo di listino di base.
Il tema non è marginale. La spinta verso un pubblico più ampio funziona solo se i prezzi scendono, e un'impennata dei costi sui componenti rischia di andare nella direzione opposta. Non sorprende, in questo senso, che a fine febbraio fonti vicine alle due aziende abbiano raccontato di divergenze tra Meta ed EssilorLuxottica proprio su prezzi e strategia, mentre la domanda continua a salire.
L'orizzonte europeo: le batterie sostituibili
C'è poi una nuova sfida all’orizzonte. Dal 18 febbraio 2027 entrerà in vigore l'articolo 11 del Regolamento europeo sulle batterie, che imporrà batterie portatili facilmente rimovibili e sostituibili dall'utente finale, con effetti che riguardano anche i dispositivi indossabili.
Per un oggetto piccolo come un paio di occhiali si tratta di una complicazione ingegneristica seria e Meta ne è consapevole: il colosso tech sta studiando una soluzione insieme a EssilorLuxottica.
La scommessa di fondo
Resta la domanda più larga, quella che vale per l'intera categoria: gli occhiali IA sono una moda o un mercato destinato a durare?
Ming Hua ha risposto distinguendo tra i casi d'uso storici - scattare foto e ascoltare musica, ancora oggi i più diffusi - e quelli emergenti legati all'intelligenza artificiale. La traduzione dal vivo per leggere un menù o parlare con qualcuno in un'altra lingua, e l'IA multimodale per riconoscere ciò che si ha davanti, sono le funzioni che secondo la vicepresidente Meta stanno trainando l'adozione. Ha portato un esempio personale, raccontando di aver usato gli occhiali a Milano per chiedere informazioni su un edificio e, nei musei, sulle opere d'arte.
Meta non ha fornito nuovi numeri riguardo le vendite, limitandosi a osservare che in molti mercati gli occhiali risultano esauriti.
Il contesto, però, spiega l'urgenza di allargare la gamma: dopo aver triplicato le vendite, EssilorLuxottica e Meta starebbero valutando di raddoppiare la produzione fino ad almeno venti milioni di unità, mentre Apple, Google e Samsung preparano i loro dispositivi concorrenti per il 2026.
La finestra di vantaggio competitivo è ampia ma non eterna, e la mossa di Meta - più modelli, più stili, un nome pop e un prezzo d'ingresso più basso - è il tentativo di trasformare un successo da early adopter in un fenomeno di massa prima che la concorrenza arrivi sul serio.