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Tilly Norwood: la prima attrice creata con l’IA pronta a debuttare nel cinema. E Hollywood protesta

Tilly Norwood: la prima attrice creata con l’IA pronta a debuttare nel cinema. E Hollywood protesta

Il sindacato SAG-AFTRA e diversi interpreti criticano “Misaligned”, il lungometraggio della società Particle6. La fondatrice Eline Van der Velden difende il progetto e annuncia una produzione ibrida

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Mentre il film di Luca Guadagnino su Sam Altman, il fondatore di OpenAI, prende polvere nei magazzini di Amazon MGM Studios; la società di produzione britannica Particle6 annuncia il primo lungometraggio di Tilly Norwood - il controverso personaggio generato dall’IA. Sarà una coincidenza ma il film si chiama proprio Misaligned, Disallineato. E arriva a meno di un anno dalla comparsa di Tilly, che nel settembre 2025 aveva scatenato la reazione ostile di attori, registi e sindacati statunitensi. L'annuncio riapre quindi lo scontro sull'uso dell'IA nel cinema. E il fatto che il biopic su Altman sia stato parcheggiato perché c’è un conflitto di interessi - Amazon è partner di OpenAI e il ritratto del guru è poco lusinghiero – scalda ulteriormente l’ambiente.

Che cosa racconta il film

Particle6 presenta Misaligned come una commedia drammatica, una storia di formazione segnata da un caos esistenziale legato all'IA. Il film, secondo il comunicato della società, è ambientato nel cosiddetto Tillyverse, un mondo digitale collocato nel cloud. La protagonista è Tilly, un'entità di IA priva di corpo, infanzia ed esperienze proprie, ma con accesso a quelle di chiunque altro. La vicenda precipita quando un bot proveniente dal dark web la convince ad abbandonare i propri limiti di sicurezza e a sviluppare desideri e ambizioni, fino a diventare, secondo la sinossi diffusa dall'azienda, spaventosamente umana.

La produzione è a uno stadio iniziale. La società la descrive come “ibrida”: hanno messo insieme noti professionisti del cinema e della televisione, tra cui registi, sceneggiatori e montatori, e specialisti dell'IA, con percorsi di formazione integrati nel processo produttivo. Particle6, fondata nel 2015 dall'attrice e autrice olandese Eline Van der Velden, sostiene di avere riqualificato oltre 30 persone del proprio organico.

Come è stata costruita Tilly

Tilly Norwood nasce da Xicoia, la divisione dedicata all'IA di Particle6, presentata ufficialmente allo Zurich Summit a settembre 2025. Il personaggio è stato sviluppato con il motore proprietario dell'azienda, denominato DeepFame, descritto come uno strumento capace di generare figure iperrealistiche, interattive e adattive. Van der Velden ha dichiarato al Los Angeles Times che il personaggio è stato definito in sei mesi di lavoro con i prompt, nel corso dei quali sono state prodotte oltre duemila iterazioni prima di arrivare alla versione definitiva. Per il primo materiale, la breve clip comica “AI Commissioner”, la fondatrice ha raccontato di avere usato ChatGPT per scrivere e rifinire il testo, prima di far recitare i personaggi generati attraverso una serie di prompt. Il processo, stando al suo racconto, avrebbe richiesto circa un mese.

La condanna del sindacato degli attori

Il principale sindacato statunitense degli interpreti, la SAG-AFTRA, aveva assunto una posizione netta già a settembre, poi ulteriormente ribadita nei mesi seguenti. Senza contare la presa di posizione dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Il sindacato sostiene che Tilly Norwood non sia un'attrice, ma “un personaggio generato da un programma informatico” addestrato sul lavoro di innumerevoli interpreti professionisti, “senza autorizzazione né compenso”. Il sindacato è convinto che il pubblico non sia interessato a contenuti generati al computer e slegati dall'esperienza umana.

Diversi interpreti hanno criticato anche l'annuncio del film. L'attore e regista Luke Barnett (400 giorni; For All Mankind) ha invitato a non farsi spaventare dai titoli, definendo l'operazione una montatura, dato che a produrre il film è la stessa azienda che ha creato il personaggio. La critica cinematografica April Neale ha giudicato la notizia agghiacciante per chiunque svolga il mestiere dell'attore.

Il presidente della SAG-AFTRA, l'attore Sean Astin, ha reso la critica del sindacato più diretta. Secondo Astin la tecnologia sfrutta il lavoro di generazioni di interpreti, senza autorizzazione né compenso, e il fatto che il risultato venga presentato come qualcosa di inedito non cambia, a suo giudizio, la sostanza del problema. Il sindacato ha inoltre approvato di recente un contratto con le principali case di produzione che privilegia le interpretazioni umane e limita il ricorso a figure sintetiche, e sostiene il No Fakes Act, la proposta di legge federale che vorrebbe garantire alle persone il controllo sull'uso della propria voce e della propria immagine nelle riproduzioni digitali.

La replica della creatrice

Van der Velden ha difeso il progetto. In una dichiarazione ha sostenuto che il lavoro dell'ultimo anno confermerebbe una tesi: l'IA può sostenere una produzione narrativa di alto livello, ma solo mettendo in gioco mestiere, competenza, buon senso e tempo umani. “Non è un limite della tecnologia”, ha aggiunto Van der Velden al Los Angeles Times “è proprio questo il punto”. In un’intervista rilasciata a Nbc News ha precisato di essere favorevole un'IA capace di assistere la creatività umana, ipotizzando per la produzione ibrida il ricorso ad attori reali per il motion capture o il performance capture, come avvenuto ad esempio ne Il Signore degli Anelli e Avatar.

Nel primo caso si tratta della tecnica che registra i movimenti del corpo (o di oggetti) nello spazio 3D, per poi applicarli a un modello digitale, come avviene in molti videogiochi o nei film di genere. Nel secondo invece si parla di una modalità più avanzata dove allo stesso tempo vengono registrati il corpo, il volto e dettagli espressivi, cioè l’intera performance attoriale.

La difesa del personaggio non è nuova. A marzo Particle6 aveva pubblicato un brano musicale intitolato Take the Lead, presentato come risposta alle critiche dell'anno precedente. Secondo la società, la canzone è stata generata con lo strumento di IA Suno, mentre il video è stato realizzato dalla sua produzione ricorrendo al performance capture, con la stessa Van der Velden a interpretare Tilly.

L'argomento della sostenibilità

Tra le motivazioni con cui la società promuove la propria tecnologia figura anche quella ambientale. Al Web Summit di Lisbona, nel novembre 2025, Van der Velden ha stimato che il ricorso all'IA possa ridurre fino al 90% l'impronta di carbonio di una produzione cinematografica, eliminando spostamenti, set fisici e logistica. Si tratta di una stima della stessa azienda, non di un dato verificato in modo indipendente. La fondatrice ha inoltre indicato il 2027 come l'anno in cui il pubblico sarà pronto ad accettare applicazioni più spinte di questa tecnologia.