Ogni anno Harvard riceve 45.000 candidature e ne accetta il 3,6%. Il mondo intero la considera spietata. Eppure c'è un'azienda italiana che la fa sembrare generosa. Si chiama Bending Spoons. Ha sede a Milano. Nel 2025 ha ricevuto quasi 800.000 candidature e ne ha accettate 286. Tasso di accettazione: 0,04%. Cento volte più selettiva di Harvard. Cinque volte più selettiva di Google. Più difficile della NASA e di qualsiasi banca d'affari di Wall Street.
Ma il numero in sé racconta solo metà della storia. L'altra metà sta in come quel numero viene prodotto, e in cosa rivela di un'azienda che ha deciso di costruire il proprio successo interamente attorno a una sola ossessione: il talento.
Il processo di selezione di Bending Spoons non assomiglia a nulla di convenzionale. Prima ancora di fare un colloquio, i candidati affrontano fino a sei ore di prove: problem-solving, test comportamentali, verifiche specifiche per il ruolo. Prove che spesso non hanno nulla a che fare con il lavoro per cui ci si candida, ma che l'azienda ha scoperto correlarsi fortemente con il successo interno. Perché quello che conta, dicono esplicitamente i documenti ufficiali dell'azienda, non è il punto di partenza. È la velocità con cui si cresce: "What matters most is how fast you grow, not where you start" (Ciò che conta di più è quanto velocemente cresci, non da dove parti).
Non cercano il candidato perfetto. Cercano quello con il potenziale più alto. E lo cercano ovunque, tanto che invitano esplicitamente a candidarsi anche quando il profilo non corrisponde esattamente alla descrizione del ruolo. Una filosofia che sembra quasi paradossale per una delle aziende più selettive al mondo, ma che ha una logica ferrea: le competenze si acquisiscono, il talento no.
Chi supera le prove affronta due o tre colloqui, una verifica delle referenze, e infine una decisione presa non da un singolo manager ma da un comitato di selezione per eliminare, nelle loro stesse parole, "arbitrary choices and personal bias" (scelte arbitrarie e pregiudizi personali) dal processo.
Adesso, con una nuova sede a Milano e quattro miliardi di dollari raccolti al Nasdaq, Bending Spoons annuncia una nuova sfida: assumere fino a 2.000 persone. Mantenendo intatto quel filtro impossibile.
Come si scala lo 0,04%? Lo abbiamo chiesto direttamente a Luca Ferrari, CEO e cofondatore di Bending Spoons.
Di recente ha annunciato fino a 2.000 nuove assunzioni. Mantenendo un tasso di selezione dello 0,04%. Come si scala uno dei processi più selettivi al mondo senza tradirne l'essenza?
Quello che ho detto è che stiamo portando avanti un ambizioso progetto di espansione del nostro quartier generale a Milano e che, una volta completato, avremo spazio per circa 2.000 collaboratori. Questo non significa necessariamente che riusciremo ad assumere così tante persone, soprattutto considerando che non intendiamo abbassare il livello di selettività che ci ha sempre contraddistinti. Detto questo, sono ottimista: lavorare in Bending Spoons è diventato sempre più stimolante nel tempo e il nostro brand si è rafforzato significativamente. Credo che questa traiettoria positiva continuerà anche nei prossimi anni.
Come ha dichiarato al Wall Street Journal, avete identificato nella cortesia e gentilezza verso chi ha meno potere uno dei segnali più predittivi delle performance future. Quali altri segnali inaspettati si sono rivelati davvero predittivi nel tempo?
Per essere precisi, non ho detto che sia uno dei segnali più predittivi delle performance future. Ho detto che è uno dei molti segnali che prendiamo in considerazione. Presi singolarmente, questi indicatori possono avere un valore predittivo limitato; considerati nel loro insieme, invece, tendono a essere molto più significativi. Ciò nonostante, abbiamo investito moltissimo nello sviluppo delle nostre capacità di valutazione in quest'area, quindi preferisco non svelare troppo dei nostri segreti.
Quanto costa, in termini concreti e misurabili, assumere la persona sbagliata in Bending Spoons? Avete mai quantificato il costo di un errore di selezione?
In Italia, un collaboratore ci costa mediamente tra i 100.000 e i 200.000 euro all'anno. Avere a bordo la persona sbagliata anche solo per pochi mesi comporta quindi costi tutt'altro che trascurabili. Inoltre, nel primo trimestre del 2026, il fatturato per Spooner è stato di 968.000 dollari, pari a circa 4 milioni di dollari su base annualizzata. Questo significa che anche differenze relativamente piccole nelle performance individuali possono avere un impatto rilevante. Infine, un'assunzione sbagliata assorbe inevitabilmente tempo ed energie manageriali che potrebbero essere dedicate ad altre priorità del business.
Lei stesso ha dichiarato che l’IA scrive già oltre il 90% del vostro codice e che la produttività per dipendente è più che raddoppiata in due anni. Il profilo del talento che cercate è cambiato? Capacità di apprendimento e fame di eccellere restano i due criteri fondamentali, ma nell'era dell’IA, cosa significa concretamente cercare il proprio Rafael Nadal del digitale?
Il profilo di talento che cerchiamo non è cambiato. Una spiccata capacità di apprendere rapidamente — e la volontà di impegnarsi al massimo per continuare a farlo — contano più del possedere competenze specifiche già acquisite, soprattutto in un settore che evolve così rapidamente.
Nella ricerca di personale, invitate esplicitamente a candidarsi anche quando il profilo non corrisponde esattamente alla descrizione del ruolo. Con 2.000 nuove assunzioni in arrivo, come cambierà la geografia del talento che cercate, e quale ruolo avrà l'Italia in questa espansione?
I 2.000 posti di lavoro sono resi possibili dall'espansione dei nostri uffici di Milano, ma non sappiamo ancora se riusciremo a trovare tutte queste persone, né in quali tempi. Una cosa, però, è certa: se troveremo talenti all'altezza dei nostri standard, li assumeremo. In Bending Spoons c'è molto da fare. Parallelamente, stiamo ampliando la nostra presenza anche a Londra, Madrid e Varsavia e, a partire dal prossimo anno, negli Stati Uniti.
Qual è oggi la percentuale di presenza femminile in Bending Spoons? E che ruoli rivestono le donne — nei team tecnici, nel management, nel Talent?
L'ultima volta che ho controllato, la percentuale era intorno al 30%. I ruoli tecnici sono quelli in cui la presenza femminile è meno rappresentata: nei corsi di ingegneria informatica delle principali università italiane, le donne laureate sono circa il 15%. Ed è proprio da quel bacino che attingiamo gran parte dei nostri talenti tecnici.
Se dovesse descrivere il talento ideale per Bending Spoons. Non il curriculum, non le competenze tecniche, ma la persona con tre aggettivi, quali sceglierebbe?
Brillante, determinata e collaborativa.