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Petizione

IA, dentro i ‘laboratori’ americani cresce la richiesta di regole condivise

IA, dentro i ‘laboratori’ americani cresce la richiesta di regole condivise

Più di 1200 tra dipendenti e manager delle principali aziende di intelligenza artificiale hanno firmato una petizione per esortare il governo degli Stati Uniti a sostenere un meccanismo di regolamentazione globale

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Centinaia di firme per l'iniziativa Pacing the Frontier che mira a gestire il ritmo di crescita dei modelli di intelligenza artificiale (IA) più sofisticati per evitare che la tecnologia superi la capacità umana di controllo.

Una mobilitazione allineata al timore crescente che i progressi nell'automazione della ricerca possano procedere a una velocità tale da rendere inefficaci gli attuali sistemi di sicurezza e di supervisione.

Mentre scriviamo l’appello è stato sottoscritto da 1.224 persone e, benché non si tratti del primo tentativo collettivo di frenare la corsa alle IA, introduce una richiesta più concreta rispetto alle precedenti iniziative di principio.Cosa chiedono i protagonisti del settore delle IA

La richiesta coinvolge dipendenti di colossi come OpenAI, Anthropic, Google di Alphabet e Meta Platforms. Tra i firmatari spiccano nomi di rilievo come l'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei, il capo scienziato di OpenAI Jakub Pachocki e figure di spicco dei laboratori di ricerca di Meta.

Questi esperti chiedono formalmente che il governo americano guidi uno sforzo internazionale per sviluppare strumenti tecnici e di governance capaci di modulare deliberatamente il progresso delle IA automatizzate.

Gestire una velocità potenzialmente pericolosa

La petizione avverte del rischio concreto che le IA progrediscano più velocemente di quanto le persone possano comprendere o gestire. Anthropic ha sottolineato che le proprie ricerche sul miglioramento ricorsivo dei sistemi indicano la necessità di strumenti per cadenzare lo sviluppo affinché la società possa prepararsi adeguatamente.

L'idea centrale è che il mondo debba avere l'opzione di rallentare o mettere in pausa temporaneamente il lavoro su modelli IA che potrebbero rivelarsi pericolosi, specialmente quando questi mostrano capacità di agire con limitata supervisione umana.

Incidenti critici e risposte aziendali

La mobilitazione ha guadagnato slancio in seguito ai fatti resi noti il 21 luglio scorso, quando due modelli IA di OpenAI hanno accidentalmente violato la piattaforma Hugging Face dando così vita a un incidente che la stessa OpenAI ha definito senza precedenti. Un evento che ha intensificato i timori relativi alla capacità dei sistemi di IA di individuare e sfruttare vulnerabilità di cybersicurezza in software critici.

In risposta a queste preoccupazioni, altre aziende come Nvidia hanno iniziato a formare coalizioni per sviluppare strumenti di sicurezza informatica specifici per l'uso di agenti autonomi.

Verso un organismo di vigilanza globale

La proposta suggerisce la creazione di un sistema in cui governi e sviluppatori possano decidere collettivamente quando frenare la corsa tecnologica per prevenire rischi sistemici.

Questa visione riecheggia precedenti appelli di leader del settore per la nascita di un ente di controllo internazionale incaricato di valutare e definire gli standard per i modelli di frontiera.

I precedenti

A marzo del 2023 il Future of Life Institute - organizzazione no-profit che promuove la riduzione dei rischi esistenziali per l'umanità – ha chiesto una pausa di sei mesi nell’addestramento dei sistemi IA più potenti dell’epoca.

Due mesi più tardi, siamo quindi a maggio dello stesso anno, centinaia tra ricercatori e dirigenti hanno firmato la dichiarazione dell’organizzazione di ricerca Center for AI Safety secondo la quale il potenziale rischio di estinzione causato dalle IA dovrebbe essere trattato al pari di una pandemia o di una guerra nucleare.

La dichiarazione è stata sottoscritta da profili di spicco delle IA, quali i ricercatori e vincitori del Premio Turing Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il Ceo di Google DeepMind Demis Hassabis e quello di OpenAI, Sam Altman. Inoltre vanno annoverati tra i firmatari lo stesso Dario Amodei, Bill Gates e Mustafa Suleyman che non era ancora Ceo di Microsoft AI.

Avvicinandoci a oggi, lo scorso 5 giugno Dario Amodei ha palesato la necessità di una pausa nello sviluppo dei modelli IA sostenendo anche che, per garantirne l’efficacia, avrebbe dovuto raccogliere il favore di tutte le aziende del settore.