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Bolla delle IA, perché la crisi del fondo Situational Awareness è un campanello d’allarme

(Foto di CHARLY TRIBALLEAU / AFP via Getty Images)
(Foto di CHARLY TRIBALLEAU / AFP via Getty Images) 

Da hedge fund prodigio delle intelligenze artificiali al crollo verticale. Cosa è successo al fondo Situational Awareness, perché è successo e cosa sapere

5 minuti di lettura

Il fondo Situational Awareness è nato nel 2024 su iniziativa di Leopold Aschenbrenner, ex ricercatore del gruppo Superalignment di OpenAI.

Prende il nome da Situational Awareness: The Decade Ahead, il saggio nel quale Aschenbrenner sostiene che entro la fine dell’attuale decennio le intelligenze artificiali (IA) potrebbero superare le capacità umane - la cosiddetta singolarità - e richiedere investimenti ingenti in chip, centri per l’elaborazione dei dati ed energia.

Uno scenario che, escludendo la singolarità, si sta concretizzando. Il fondo traduce (questa previsione in una strategia finanziaria basata sul concentrare il capitale sulle società considerate essenziali alla costruzione dell’infrastruttura delle IA.

Tra i finanziatori iniziali figurano nomi di rilievo. Sono annoverati, tra gli altri, Patrick e John Collins, fondatori di Stripe, piattaforma che gestisce pagamenti online e Daniel Gross, uno dei venture capitalist più influenti della scena attuale delle IA.

Perché Situational Awareness è importante

La documentazione depositata presso la Securities and Exchange Commission statunitense mostra un portafoglio complesso formato da azioni di società come CoreWeave, Applied Digital, Bloom Energy, Core Scientific, Sandisk e società legate ai data center e all’energia, ma anche opzioni di Nvidia, AMD, Broadcom, Micron, Oracle e di molte aziende del settore dei semiconduttori.

Situational Awareness usa azioni, opzioni, vendite allo scoperto (short selling, scommesse sul fatto che un'azione scenderà di prezzo) per prendere la temperatura dell’intero ecosistema delle IA.

Che cosa è successo

Il 30 luglio il Financial Times ha rivelato che Situational Awareness stava cercando nuovo capitale presso investitori e finanziatori dopo avere subito forti perdite nel ribasso dei titoli legati alle IA.

Una situazione complessa e intrecciata che si può riassumere con qualche dato: a luglio il Nasdaq 100 ha perso circa il 10% e il Kospi sudcoreano circa il 30% rispetto ai valori massimi raggiunti durante il mese di giugno. Le azioni di Oracle, AMD, Sandisk, CoreWeave e di altre aziende hanno lasciato sul terreno percentuali a doppia cifra.

Prima di questo crollo, il fondo aveva comunicato agli investitori un rendimento netto del 439 per cento tra gennaio e giugno 2026.

Nel giro di poche ore la ricerca di capitale si è trasformata in una vendita d’emergenza. Il Wall Street Journal ha riferito che Situational Awareness ha ceduto la maggior parte del portafoglio azionario a Citadel. Il Financial Times parla di una parte consistente di circa 16 miliardi di dollari di attività quotate su un totale di 20 miliardi amministrati.

Il sito di news Axios sostiene invece, citando una propria fonte, che Citadel abbia acquistato l’intero portafoglio di azioni quotate. Non è ancora possibile stabilire pubblicamente quale delle due descrizioni sia più precisa.

Citadel è uno dei maggiori hedge fund mondiali. È stato fondato nel 1990 da Ken Griffin, finanziere statunitense e suo attuale amministratore delegato. Il gruppo dichiara di amministrare 71 miliardi di dollari di capitale.

La vendita sarebbe stata organizzata in meno di ventiquattr’ore. Una cessione di queste dimensioni a un singolo compratore evita di scaricare progressivamente miliardi di dollari di azioni sul mercato, provocando ulteriori ribassi. In cambio, però, chi è costretto a vendere rapidamente dispone di poco potere contrattuale. Il prezzo pagato da Citadel non è stato reso pubblico, impossibile quindi fornire cifre attendibili.

Che cosa rimane del fondo

Situational Awareness non risulta fallito e non ha annunciato la propria chiusura. Conserverebbe gli investimenti in società non quotate, secondo il Financial Times, tra cui una partecipazione in Anthropic valutata circa 5 miliardi di dollari.

Il fondo dovrebbe proseguire come società concentrata sugli investimenti privati. Questa informazione, tuttavia, deriva da fonti anonime citate dal Financial Times e non sono state confermate da Situational Awareness.

Non è ancora dimostrato che Situational Awareness sia insolvente, ovvero incapace di pagare stabilmente i propri debiti. Non sono ancora note la perdita effettiva subita nel mese di luglio, il capitale netto rimasto agli investitori, il prezzo pagato da Citadel e l’eventuale debito ancora dovuto alle banche.

Senza queste informazioni non si può dire se il fondo è sopravvissuto ridimensionandosi oppure se è rimasto in vita soltanto come contenitore delle partecipazioni private.

Questa vicenda, da sola, non dimostra neppure che gli investimenti nell’IA fossero tutti sbagliati.

Dimostra qualcosa di più sottile, ovvero che una strategia molto concentrata e finanziata con debito può diventare insostenibile prima che la previsione industriale sulla quale è costruita abbia il tempo di avverarsi.

I segnali e gli indicatori del rischio bolla

Il caso dimostra che intorno alle IA non circola soltanto capitale pazientemente investito nello sviluppo tecnologico.

Esistono anche operazioni speculative, concentrate sulle stesse società e finanziate con debito. Finché i prezzi salgono, questa struttura accelera i guadagni e quando scendono produce vendite forzate.

Il 28 luglio Reuters ha attribuito il crollo di molti titoli ai dubbi sulle valutazioni raggiunte, sulla redditività futura dei semiconduttori, sulla concorrenza cinese e sull’indebitamento necessario per finanziare la crescita. Il giorno seguente ha descritto un’ondata di chiusure forzate delle operazioni finanziate a leva, quelle finanziate con denaro prestato.

Questo rende il caso Situational Awareness più significativo, perché il fondo è stato colpito dalla brusca rivalutazione delle società sulle quali il mercato aveva costruito la narrazione del boom.

Il secondo segnale riguarda le aspettative. SK Hynix, uno dei maggiori produttori di semiconduttori al mondo con sede in Corea del Sud, ha comunicato profitti sei volte superiori a quelli dell’anno precedente, ma le azioni sono comunque scese del 9,6% perché i risultati erano inferiori alle previsioni degli analisti.

Quando risultati eccezionali non bastano più a sostenere le quotazioni scatta un allarme che testimonia quanto gli investitori reagiscono male alle delusioni.

Il terzo elemento è il modo in cui viene finanziata l’infrastruttura delle IA. Il Fondo monetario internazionale osserva che, dal 2025, sono aumentate le operazioni nelle quali sviluppatori di IA, produttori di chip e grandi società tecnologiche diventano contemporaneamente clienti, investitori e finanziatori gli uni degli altri.

Un produttore di chip può investire in una società che gestisce data center e questa impiega il denaro ricevuto per comprare proprio quei chip. Oppure una grande società cloud finanzia uno sviluppatore di modelli IA che, a sua volta, si impegna a spendere il capitale nei servizi cloud dello stesso investitore. L’operazione può avere una giustificazione industriale, ma rende più difficile distinguere la domanda indipendente da quella sostenuta finanziariamente dai fornitori.

Il Fondo monetario internazionale avverte che queste relazioni possono gonfiare ricavi e valutazioni e trasmettere più velocemente uno shock da una società all’altra. Nello stesso rapporto precisa però che, al momento della pubblicazione, i rischi per la stabilità finanziaria apparivano ancora contenuti, soprattutto perché Microsoft, Amazon, Alphabet e gli altri grandi operatori cloud disponevano di bilanci e flussi di cassa robusti.

Sappiamo anche che, in linea di massima, le valutazioni delle imprese centrali nello sviluppo delle IA presuppongono una crescita degli utili superiore ai livelli storici e che una parte crescente della catena produttiva dipende da debito, credito privato e accordi finanziari non sempre trasparenti. Se le grandi società tecnologiche riducessero gli investimenti nei data center, i fornitori potrebbero perdere ricavi e trovarsi contemporaneamente nell’impossibilità di rimborsare i debiti.

Situational Awareness non è la causa di questo rischio. È un possibile esempio anticipato di come il rischio si manifesta: discesa delle valutazioni, perdite amplificate dalla leva, richiesta di nuove garanzie e vendita urgente delle attività.

Perché non è ancora la prova definitiva di una bolla

Una bolla non coincide semplicemente con un forte ribasso. Richiede che i prezzi si siano allontanati in modo persistente dai ricavi e dagli utili realisticamente ottenibili. Nel caso delle IA esistono certamente valutazioni elevate e investimenti speculativi, ma esistono anche una domanda reale di semiconduttori, ricavi in crescita e grandi imprese capaci di produrre liquidità come, per esempio, Microsoft.

La Banca d’Inghilterra ha rilevato che nel 2026 le valutazioni delle società legate all’IA sono cresciute più rapidamente degli indici generali e che queste aziende rappresentano ormai circa metà della capitalizzazione dello Standard & Poor’s 500, l’indice delle maggiori società statunitensi. La concentrazione rende l’intero mercato più vulnerabile tant’è che, se poche imprese perdono valore insieme, trascinano gli indici e i fondi che li replicano. La Banca d’Inghilterra parla di rischio significativo, non di bolla già dimostrata.

Situational Awareness è un campanello d’allarme perché dimostra che il boom dell’IA ha prodotto una struttura finanziaria fragile fatta di posizioni concentrate, prezzi fondati su aspettative molto elevate, investimenti finanziati con debito e società legate da rapporti nei quali sono contemporaneamente clienti e finanziatori.

Non è ancora la prova che tutta l’industria delle IA sia una bolla. È invece una prova concreta che alcune valutazioni e alcune modalità di finanziamento hanno assunto caratteristiche tipiche di una bolla.

La distinzione è importante. La tecnologia può continuare a svilupparsi e trasformare l’economia mentre molti investitori perdono denaro. È ciò che è accaduto con internet, quando la previsione tecnologica si è rivelata corretta ma le valutazioni finanziarie di moltissime società erano insostenibili.

Il segnale più serio di Situational Awareness è proprio questo. Si può avere ragione sul futuro delle IA e, nel medesimo tempo, avere torto sul prezzo, sui tempi e sulla quantità di debito utilizzabile per scommetterci.