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Fact-checking

Meta e TikTok rafforzano il fact-checking per contrastare la disinformazione su Ceuta

Meta e TikTok rafforzano il fact-checking per contrastare la disinformazione su Ceuta

La Commissione europea e l’Europol monitorano la situazione a Ceuta e possono contare sulla collaborazione volontaria di Facebook, Instagram e TikTok

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Meta e TikTok collaboreranno con l’Ue per verificare i contenuti online che riguardano i passaggi di frontiera verso Ceuta dopo il maxi‑afflusso del 30 luglio, quando oltre 70.000 persone hanno tentato di entrare nell’enclave spagnola dal Marocco e quasi 100 sono morte.

L’obiettivo è contrastare video virali e informazioni ingannevoli usate da reti criminali per spingere i migranti a tentare traversate pericolose. Le piattaforme introdurranno un meccanismo di cooperazione con fact‑checker non ancora precisati e bloccheranno contenuti legati al traffico di persone.

La notizia, riportata per sommi capi da Reuters, necessita alcune precisazioni, a cominciare dalle politiche a due marce di Meta nei confronti del fact-checking in quanto tale.

Il fact-checking di Meta negli Usa e in Europa

A gennaio del 2025 Meta ha annunciato, limitatamente agli Stati Uniti, la fine del programma affidato a verificatori professionali indipendenti e il passaggio alle Community Notes, che consentono agli utenti di aggiungere informazioni ai contenuti.

Nel medesimo tempo, Meta ha anche ridotto la rimozione preventiva dei contenuti considerati meno gravi. Al contrario, in Europa, Meta ha continuato a collaborare con organizzazioni professionali indipendenti.

Nel rapporto pubblicato a marzo del 2026 per il Codice europeo sulla disinformazione, la stessa Meta ha dichiarato di mantenere il programma di fact-checking su Facebook e Instagram e di lavorare con 29 organizzazioni che coprono 26 Paesi dell’Unione e 23 lingue.

Quando una di queste organizzazioni valuta falso o parzialmente falso un contenuto, Meta può applicare un’etichetta, ridurne la visibilità e avvertire l’utente prima della condivisione.

Nel caso di Ceuta, Meta non ha dunque ripristinato qualcosa che in Europa aveva abolito. Ha attivato, insieme a TikTok, un meccanismo temporaneo e molto circoscritto per segnalare rapidamente ai fact-checker i contenuti riguardanti gli attraversamenti della frontiera spagnola.

Lo scopo è quello di individuare informazioni false diffuse dai trafficanti, per esempio indicazioni, secondo cui, la frontiera sarebbe aperta o l’ingresso garantirebbe automaticamente la permanenza in Spagna.

Chi stabilisce cosa è la verità

Non saranno né Meta né TikTok a stabilire direttamente quali contenuti sono veri. La verifica sarà effettuata da fact-checker indipendenti già collegati alle piattaforme che si impegnano a facilitare l’individuazione dei contenuti.

Diverso è il trattamento dei contenuti che promuovono il traffico di persone che possono essere vietati direttamente perché riguardano un’attività criminale, indipendentemente dal fatto che contengano informazioni vere o false.

Inoltre, l’Ue esercita una pressione regolatoria che negli Stati Uniti non esiste nella stessa forma. Facebook, Instagram e TikTok aderiscono al Codice di condotta sulla disinformazione, entrato nel quadro del Digital Services Act dal luglio 2025.

L’adesione al Codice è volontaria, ma gli impegni assunti sono sottoposti a verifica e possono essere considerati per valutare se una grande piattaforma stia riducendo adeguatamente i rischi sistemici.