Non è una sorpresa che GTA 6 sia, più che un semplice videogioco, un vero e proprio fenomeno di massa. Lo è così tanto da essere diventato un tormentone ancora prima della conferma della sua stessa esistenza: considerando che il precedente GTA V uscì ormai tredici anni fa, l’attesa per il suo successore è diventata spasmodica, ossessiva, un vero e proprio “meme” e ritornello internettiano.
Dal suo annuncio in poi, lo sviluppatore Rockstar Games ha sempre offerto piccoli video di assaggio dei personaggi, degli scenari, ma non aveva mai alzato il velo sul gameplay. Ha deciso di farlo il 27 agosto, in modo peculiare: una presentazione offerta in esclusiva su Netflix per qualche ora, come a sottolinearne la portata. I trailer gameplay di solito vengono proposti su piattaforme video come YouTube, questo è finito nel catalogo di un servizio on demand dedicato a film e serie TV. Una trovata di marketing cross-mediale che tenta di coinvolgere anche chi, magari, di GTA 6 non aveva mai sentito parlare.
La natura di fenomeno del nuovo Grand Theft Auto è stata evidente anche nei fatti di queste settimane travagliate, con l’attacco hacker che ha visto venire trafugati alcuni materiali del gioco, nel dichiarato tentativo di ostacolare la politica solo digitale di Rockstar Games: niente copie fisiche tradizionali, il gioco si acquisterà solo come un download.
Quando, allora, l’anteprima del gameplay su Netflix ha iniziato a scorrere, è stato lecito domandarsi se davvero GTA 6 potrà essere all’altezza di tutto questo: può esistere davvero un videogioco dalle gambe così forti da reggere il peso di tredici anni di febbrile psicosi collettiva? Difficile dare una risposta oggi, ma quello che si è visto di certo è intrigante – anche perché, per costruirlo, Rockstar Games ha imparato tanto non solo dai precedenti GTA, ma soprattutto dal Far West del suo Red Dead Redemption 2.
GTA 6 e l’importanza di un mondo coinvolgente
Quando, nel 2018, Red Dead Redemption 2 fece il suo debutto, a colpire fu la sua capacità di essere non semplicemente un’avventura nei panni di una banda di banditi, ma un vero e proprio simulatore di Far West. Le cavalcate, i costumi, le città: ogni cosa era stata costruita da Rockstar per rendere il mondo credibile, vivo, coinvolgente, e non semplicemente un palcoscenico immobile in attesa dell’arrivo del giocatore. GTA 6 ha attinto a piene mani da questo concetto.
I giocatori avranno la possibilità di impersonare due protagonisti, Jason e Lucia. Si tratta di una coppia in fuga, sempre pronta a commettere il prossimo crimine pur di fare fortuna, e in base ai nostri gesti potremo anche determinare se il loro rapporto sarà solo lavorativo o a tutti gli effetti romantico. Un po’ come succedeva con i tre variopinti criminali di GTA V, sarà poi possibile in qualsiasi momento passare dall’uno all’altra – fatta eccezione per alcuni punti della sceneggiatura, che costringeranno a utilizzare il protagonista inteso per quella specifica sequenza.
A prescindere da come faremo evolvere la loro relazione, Jason e Lucia rimarranno sempre compagni di scorribande criminali: l’intero gameplay è costruito per fare in modo che il giocatore ragioni sapendo di avere a disposizione due personaggi, e non semplicemente uno. L’interazione tra i due è un buon riassunto di come GTA 6 voglia tratteggiare quel mondo credibile che in Red Dead Redemption 2 era stato tanto affascinante. Per Jason e Lucia, infatti, la grande regione di Leonida e Vice City non è solo il teatro dei prossimi piani criminali, ma anche un luogo da vivere, in cui svagarsi, uscire insieme, fare shopping, divertirsi con numerose attività che saranno a disposizione del giocatore.
La formula della libertà assoluta, da sempre alla base della serie Grand Theft Auto, in questo sesto capitolo sembra promettere la sua massima evoluzione: si possono completare le missioni che mandano avanti la storia, ma anche intervallarle con attività del tutto slegate, fosse anche solo andare in palestra per far sviluppare la muscolatura di Jason e Lucia, alterando così il loro aspetto fisico secondo il nostro gusto.
Anche gli abitanti che incontreremo in giro per la città sono diversi rispetto al passato: di solito, i cosiddetti NPC (personaggi non giocanti) erano comparse pronte a scappare terrorizzate di fronte alle nostre malefatte. Questa volta, invece, Rockstar ha costruito un sistema per cui il giocatore non è onnipotente e non è l’unica persona ad andare in giro armata: potremo dialogare con gli altri personaggi, provocare o venire provocati, e non è detto che, se useremo le cattive, non lo faccia anche l’NPC con cui stiamo interagendo. L’idea è quella di creare un mondo più imprevedibile, ricco di eventi emergenti e dove un alterco può avere esiti molto diversi.
Non è un caso che, per rendere ulteriormente sfaccettata la nostra presenza nel mondo di gioco, Rockstar abbia anche inventato un sistema di reputazione, battezzato “profilo criminale”. Non è basato su una dicotomia netta tra azioni buone o cattive, ma sarà influenzato da gesti piccoli o grandi – che si tratti di aggredire i passanti, accarezzare un cane o buttare la spazzatura nei cestini. La reputazione di Jason e Lucia, basata su come il giocatore li farà comportare, si rifletterà poi in come il mondo interagirà con loro.
Anche il più grande classico della saga, rubare le automobili (da cui il titolo) funzionerà in modo diverso. Certo, se un’auto è già in marcia nel traffico e riusciamo a sottrarla al suo guidatore, le cose vanno come sono sempre andate. Se, però, è parcheggiata e chiusa, dovremo ingegnarci un po’ per capire come forzarla, avviarla e portarla via, poiché serviranno capacità, risorse e anche un piano di fuga differenti per farla franca.
Ed è proprio in questo, il farla franca, che la collaborazione tra Jason e Lucia sarà fondamentale: potremo organizzare una rapina e farla da soli, magari, ma coinvolgere l’altro protagonista permette ai due di coprirsi le spalle a vicenda e di essere più efficaci. Certo, può anche rendere più facile per la Polizia mettersi sulle loro tracce.
Rispetto al passato, infatti, anche il livello Ricercato funzionerà diversamente. Per prima cosa, affinché la Polizia si metta sulle nostre tracce servirà che ci siano testimoni, o un allarme che suona per segnalare l’emergenza. Il livello Ricercato sarà più alto in base alla gravità dei nostri crimini e, per far perdere le nostre tracce, dovremo tenere conto di vari aspetti, segnalati da diverse icone sullo schermo: la Polizia, ad esempio, potrebbe sapere che veicolo abbiamo usato per la fuga e mettersi in cerca di quello. Potrebbe sapere che siamo in coppia (e a quel punto meglio dividersi), avere segnalazioni sui nostri vestiti e la nostra pettinatura (e lì sarebbe meglio fare un salto da un parrucchiere, o usare delle maschere durante le rapine).
Le caratteristiche che sono sempre state la spina dorsale della serie, insomma, in GTA 6 sono state stratificate per rendere gli approcci più sfaccettati. E, soprattutto, per rendere quel mondo più credibile: nei videogiochi, non a caso, più credibile significa più coinvolgente – e GTA 6, dopo che il precedente episodio è riuscito a intrattenere per ben tredici anni, a essere coinvolgente e rigiocabile nel lungo corso tiene tantissimo.
Per il momento le ambizioni hanno fatto centro: le meccaniche di gameplay sono evoluzioni sensate e intelligenti di ciò che è sempre stato il videogiocare secondo Rockstar Games, e anche il comparto tecnico è notevole – considerando che quanto mostrato è stato catturato su PlayStation 5. Vero che il gioco, sia sulla console Sony che su Xbox, sarà bloccato a 30 fps e non avrà per ora una modalità a 60 fps, ma il livello di dettaglio notevole, insieme alla densità promessa dalla sua Vice City, potrebbe farsi facilmente perdonare.
Anche perché i numeri, già folli prima della presentazione, sono diventati anche più impressionanti dopo: ripubblicato sul suo canale YouTube da Rockstar, il video ha già superato 6 milioni di visualizzazioni in dodici ore. E, soprattutto, la presentazione è stata così seguita, al momento del debutto assoluto su Netflix, da aver causato momenti di down sia a Netflix che a Twitch, per il troppo traffico improvviso.
I numeri da cui GTA 6 si prepara al debutto, insomma, sono questi: quelli di una febbre condivisa che continua a salire. Quelli dei 230 milioni di copie vendute dal suo predecessore (il singolo prodotto mediale di maggior successo commerciale di sempre). E quelli che parlano di un budget di produzione nell’ordine dei miliardi di dollari. Se Jason e Lucia riusciranno nel più importante dei loro colpi – ossia il riuscire a diventare un nuovo spartiacque nella storia dei videogiochi – lo scopriremo ormai molto presto: GTA 6 arriverà su PlayStation 5 e Xbox Series X-S il 19 novembre 2026.