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Il personaggio

Apple, inizia una nuova era: John Ternus alla guida, Tim Cook presidente esecutivo

John Ternus, nuovo CEO di Apple
John Ternus, nuovo CEO di Apple 

Dopo 15 anni Tim Cook lascia la guida operativa di Apple e diventa Executive Chairman. Al suo posto, dal 1° settembre, arriva John Ternus, 50 anni, una carriera quasi interamente trascorsa dentro Cupertino e una reputazione costruita sui prodotti. Tra pochi giorni dovrà già affrontare il suo primo grande test: il debutto del nuovo iPhone pieghevole

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Apple si prepara a un cambio di vertice importante. Dal 1° settembre John Ternus assumerà ufficialmente l’incarico di amministratore delegato, prendendo il posto di Tim Cook e diventando il terzo CEO dell’azienda negli ultimi trent’anni.

Il passaggio era stato annunciato da Apple il 20 aprile scorso ed è stato preparato per mesi. Ternus entrerà contemporaneamente nel consiglio di amministrazione. Cook resterà invece dentro Apple con il ruolo di Executive Chairman, presidente esecutivo del board, e continuerà a occuparsi anche di alcune relazioni con governi e autorità politiche internazionali. Arthur Levinson, presidente non esecutivo del consiglio negli ultimi quindici anni, diventerà Lead Independent Director.

Ternus eredita la responsabilità quotidiana di una società con oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi e più di 416 miliardi di dollari di ricavi annuali, mentre accanto a lui rimane l'uomo che ha costruito buona parte della Mela contemporanea.

Otto giorni dopo arriva il primo grande test

Il prossimo 9 settembre Apple terrà allo Steve Jobs Theater il suo tradizionale evento autunnale. Sarà il primo grande lancio di prodotto dell'era Ternus.

Apple ha confermato data e slogan, “Surprise and shine”, tenendo il consueto riserbo sui contenuti dell’evento.

Le indiscrezioni concordano sull'annuncio del primo iPhone pieghevole, accanto agli iPhone 18 Pro e a nuovi Apple Watch. Il foldable dovrebbe aprirsi fino ad avere uno schermo vicino, per dimensioni, a quello di un iPad mini. Per Cupertino significherebbe entrare in un mercato in cui Samsung, Motorola, Google e diversi produttori asiatici lavorano da anni. Il nuovo dispositivo viene chiamato internamente iPhone Ultra. Apple, in ogni caso, non lo ha confermato.

Sarebbe eccessivo presentare il pieghevole come una creazione di Ternus. Apple sviluppa dispositivi di questa complessità per molti anni e attraverso gruppi enormi che coinvolgono hardware, software, chip e design. Il progetto, però, è maturato mentre Ternus guidava proprio l'ingegneria hardware dell'intera azienda.

Per questo il 9 settembre avrà un valore particolare. Il primo prodotto simbolicamente associato al nuovo CEO appartiene esattamente al campo nel quale Ternus ha trascorso venticinque anni.

L'uomo dell'hardware

Ternus ha 50 anni e una biografia molto diversa da quella di Cook.

Si è laureato in ingegneria meccanica alla University of Pennsylvania e, prima di Apple, ha lavorato alla Virtual Research Systems, una società che produceva sistemi di realtà virtuale. È entrato nel team di product design di Apple nel 2001, quando Steve Jobs era ancora CEO e l'iPod aveva appena iniziato a trasformare l'azienda.

Nel 2013 è diventato vicepresidente dell'Hardware Engineering. Nel 2021 è entrato nel gruppo dei massimi dirigenti come Senior Vice President of Hardware Engineering. Da lì ha supervisionato l'ingegneria dei principali dispositivi Apple, contribuendo allo sviluppo di iPad, AirPods, iPhone, Mac e Apple Watch.

Una parte decisiva della sua reputazione interna deriva dal Mac.

Ternus è stato tra i protagonisti della transizione dai processori Intel ad Apple Silicon, l'operazione iniziata nel 2020 che ha permesso a Cupertino di controllare direttamente l'architettura dei chip dei propri computer. Quella scelta ha prodotto Mac più efficienti, con maggiore autonomia e prestazioni molto competitive, trasformando contemporaneamente il rapporto tra hardware e software.Il suo curriculum comprende anche decisioni meno visibili.

Apple gli attribuisce parte del lavoro sui nuovi materiali, sull'alluminio riciclato e sul titanio stampato in 3D utilizzato nell'Apple Watch Ultra 3, oltre a modifiche progettuali pensate per rendere alcuni dispositivi più facilmente riparabili.

“L'obiettivo è costruire prodotti che durino”

Ternus concede poche interviste e, rispetto a Cook o a Craig Federighi, il capo del software, ha costruito per anni un profilo pubblico molto discreto.

Nel 2024, parlando con TechCrunch delle modifiche introdotte da Apple per facilitare la riparazione degli iPhone, spiegò così la sua posizione: “L’obiettivo è costruire prodotti che durino”. Nella stessa intervista spiegava che la riparabilità è uno strumento per prolungare la vita di un dispositivo e che un componente più facile da sostituire può talvolta introdurre altri compromessi progettuali.

Un approccio simile emergeva già nel 2018, quando Apple stava ripensando il Mac Pro dopo aver ammesso gli errori della generazione precedente. Ternus raccontò sempre a TechCrunch che l'azienda aveva portato dentro Apple professionisti del cinema, della grafica e della musica per studiarne direttamente i flussi di lavoro. L'hardware, nella visione di Ternus, parte dall'osservazione concreta di ciò che gli utenti professionali cercano di fare.

Questa cultura ingegneristica spiega parte della scelta compiuta dal consiglio di amministrazione. Cook ha definito il suo successore una persona con “la mente di un ingegnere” e una profonda conoscenza tecnica. Ternus, accettando l'incarico, ha promesso di guidare Apple secondo “i valori e la visione che hanno plasmato un posto speciale”.

Da capo dell’hardware a CEO

Resta da vedere come Ternus adatterà il proprio modo di lavorare passando dalla guida dell’ingegneria hardware alla gestione dell’intera Apple. La differenza ovviamente è enorme.

Un ampio profilo di Bloomberg, pubblicato nei giorni della sua nomina, descrive Ternus come un dirigente estremamente tecnico, capace di entrare nei dettagli dei prodotti, ma anche attento alla redditività dei progetti.

Da quel profilo emerge un personaggio prudente. Era stato scettico sul progetto dell'auto Apple, giudicandolo potenzialmente troppo costoso e dispersivo, e aveva espresso dubbi anche sul Vision Pro. L'auto è stata infine cancellata; il visore ha avuto un impatto commerciale limitato rispetto alle dimensioni di Apple.

Il modo in cui Ternus guiderà l’azienda sarà decisivo in una fase in cui Microsoft, Google, Meta e Amazon investono decine di miliardi di dollari all'anno nell'intelligenza artificiale e nelle infrastrutture necessarie a sostenerla.

Ternus dovrà decidere quanto Apple debba partecipare direttamente a quella corsa e quanto possa continuare a puntare sulla propria specialità: trasformare tecnologie sviluppate anche altrove in prodotti integrati nell'iPhone, nel Mac e nei dispositivi futuri.

Apple ha già perso molti dei suoi veterani

Il cambio di CEO arriva dopo una rotazione dei vertici insolita per un'azienda famosa per la stabilità del proprio gruppo dirigente.

Jeff Williams, storico Chief Operating Officer e per anni considerato uno dei possibili successori di Cook, ha lasciato il ruolo nel 2025 e si è ritirato alla fine dell'anno. Al suo posto è arrivato Sabih Khan, veterano dell'azienda e profondo conoscitore della supply chain.

John Giannandrea, responsabile della strategia di machine learning e intelligenza artificiale, ha lasciato l'incarico alla fine del 2025 dopo una fase molto difficile per Apple Intelligence e Siri, rimanendo temporaneamente come consulente prima del pensionamento previsto nella primavera del 2026. Parte delle sue responsabilità è passata a Craig Federighi, mentre Apple ha assunto Amar Subramanya, proveniente da Microsoft e in precedenza da Google.

Pochi giorni dopo l'annuncio di Giannandrea, Meta ha assunto Alan Dye, per un decennio responsabile dello Human Interface Design di Apple e una delle figure che avevano definito l'aspetto del software dell'iPhone, dell'Apple Watch e del Vision Pro.

Lisa Jackson, a lungo responsabile delle iniziative ambientali e delle relazioni politiche, ha annunciato a sua volta il pensionamento, mentre Apple ha riorganizzato anche la propria struttura legale.

Bloomberg ha descritto questa fase come un periodo di turnover storico e considera la capacità di trattenere i migliori dirigenti e ingegneri una delle prime prove di Ternus.La sua prima riorganizzazione suggerisce già come intenda intervenire.

Ternus ha trovato il suo successore in Johny Srouji, l'architetto della strategia dei chip Apple, che è stato promosso a Chief Hardware Officer e ora controlla un'organizzazione unificata che comprende ingegneria hardware, silicon e tecnologie avanzate.

La sfida più difficile arriva dal software

Per un ingegnere hardware, il problema più urgente di Apple si trova però dall'altra parte dell'organizzazione.

Apple è arrivata tardi alla nuova generazione dell'IA. Apple Intelligence, presentata nel 2024, ha accumulato ritardi e soprattutto Siri ha faticato a raggiungere le capacità promesse. Nel frattempo OpenAI, Google e Anthropic hanno abituato centinaia di milioni di persone a sistemi capaci di conversare e svolgere operazioni complesse.

Il compito di Ternus sarà trasformare quella tecnologia in qualcosa che abbia senso dentro l'ecosistema Apple. La questione coinvolge direttamente il suo passato: chip proprietari, memoria unificata e controllo simultaneo di hardware e software permettono all'azienda di eseguire una parte crescente dell'IA direttamente sui dispositivi, con vantaggi in termini di velocità e privacy.

L'esecuzione richiederà però una collaborazione ancora più stretta con Federighi, e con i nuovi responsabili dell'IA. Il CEO che arriva dall'hardware dovrà evitare che la cultura del prodotto fisico diventi un limite proprio mentre il valore si sta spostando verso modelli e agenti IA.

Cina, costi e politica

Poi esiste l'Apple che Cook ha amministrato per quindici anni lontano dal palco dei keynote.

La produzione rimane profondamente legata all'Asia e alla Cina, anche se l'azienda ha aumentato gli investimenti in India, Vietnam e Stati Uniti. Le tensioni commerciali tra Washington e Pechino rendono ogni decisione sulla supply chain anche una scelta geopolitica.

A questo si aggiunge la pressione sui costi dei componenti.

Nel 2026 l'esplosione degli investimenti nei data center per l'IA ha spinto verso l'alto la domanda e i prezzi delle memorie. Apple ha già aumentato i prezzi di alcuni Mac e iPad e Cook ha avvertito durante l'estate che proteggere completamente i consumatori dagli aumenti era diventato insostenibile.

Ternus eredita infine il confronto con i regolatori.Il modello economico dell’App Store è da anni al centro dello scontro con le autorità negli Stati Uniti e in Europa, che stanno cercando di limitare il controllo esercitato da Apple sulla distribuzione delle applicazioni e sui sistemi di pagamento digitali.

La divisione Services, costruita durante l'era Cook, è ormai una componente essenziale della redditività dell'azienda. Difenderne i margini senza compromettere il rapporto con sviluppatori e governi richiederà capacità politiche molto diverse da quelle necessarie per progettare un iPhone.

Anche Siri AI apre un fronte delicato in Europa. La nuova versione dell’assistente non sarà disponibile su iPhone e iPad nell’Unione europea con il lancio di iOS 27 e Apple, dopo mesi di confronto con Bruxelles, dice di non avere ancora una data per portarla nel mercato europeo.

L’azienda sostiene che gli obblighi di interoperabilità previsti dal Digital Markets Act creino rischi per privacy e sicurezza. La Commissione europea contesta questa interpretazione e ritiene che Apple possa lanciare il servizio adeguandolo alle regole.

Cook rimane sopra Ternus, ma con un ruolo diverso

Il ruolo di Presidente esecutivo mantiene Cook dentro la struttura di potere di Apple, senza lasciargli la gestione quotidiana che dal 1° settembre appartiene a Ternus.

Il consiglio di amministrazione ha il compito di supervisionare il CEO e il senior management. Cook ne sarà il presidente e continuerà inoltre ad avere incarichi operativi limitati: Apple ha indicato esplicitamente le relazioni con i policymaker di tutto il mondo, un campo in cui l'ex CEO ha costruito negli anni rapporti personali difficili da trasferire rapidamente a un successore. Levinson, come Lead Independent Director, servirà contemporaneamente a preservare una guida indipendente del board.

La struttura offre a Ternus una protezione durante la transizione e comporta anche una delicata questione di leadership. Ogni nuovo CEO deve conquistare autonomia, soprattutto quando il predecessore rimane fisicamente vicino. La presenza di Cook resterà ingombrante: conserva un enorme prestigio interno e, da presidente esecutivo, guiderà lo stesso consiglio di amministrazione chiamato a valutare il lavoro di Ternus.

Proprio Cook conosce bene questa situazione. Quando diventò CEO nel 2011, dovette guidare Apple nell'ombra gigantesca di Steve Jobs e trovare progressivamente un proprio metodo.

Ternus affronta una versione diversa dello stesso problema. Il 9 settembre salirà sul palco da amministratore delegato per la prima volta davanti al pubblico di un evento iPhone. Se davvero Apple presenterà il suo primo telefono pieghevole, sarà una coincidenza quasi perfetta: un ingegnere hardware diventa CEO proprio mentre l'azienda tenta una delle modifiche fisiche più radicali apportate all'iPhone dalla sua nascita.

Dopo quel lancio inizierà il lavoro più difficile. Ternus dovrà dimostrare di saper progettare anche l'organizzazione che costruisce quei prodotti e decidere dove Apple deve investire.