BERLINO - “Ci siamo sempre concentrati molto sull'ingegneria meccanica dei prodotti, dedicando decenni a perfezionare il funzionamento fisico di ogni macchina. Ora stiamo passando da dispositivi puramente meccanici a macchine intelligenti, capaci di vedere, pensare e reagire”.
Jake Dyson, chief engineer dell'azienda, ha aperto così Dyson Unveiled, la presentazione organizzata a Berlino nei giorni di IFA.
Il filo che lega le novità mostrate sul palco è l'ingresso sempre più esteso di sistemi di visione e machine learning in prodotti che Dyson ha costruito storicamente intorno a motori e ingegneria meccanica.
Dyson vuole costruire macchine che vedono
“Utilizziamo l'intelligenza artificiale, i sistemi di visione e l'apprendimento automatico per permettere alle macchine di comprendere l'ambiente in cui operano. L'approccio è lo stesso, che si tratti della casa, dei capelli o della bocca”, ha spiegato Dyson.
La sede scelta per la presentazione contribuisce alla scenografia. I BOLLE Festsäle si trovano ad Alt-Moabit 98, nel centro di Berlino, a circa due chilometri dalla stazione centrale. Il complesso risale alla fine dell'Ottocento: nacque nell'area della storica latteria C. Bolle e conserva ancora mattoni a vista, grandi finestre con telai in acciaio e colonne in ghisa.
Dentro questo spazio di archeologia industriale, Dyson ha scelto di cominciare da un oggetto molto più piccolo dei suoi aspirapolvere e purificatori. È anche quello che ha prodotto la reazione più immediata tra i presenti e, in seguito al suo annuncio, sui social: uno spazzolino da denti.
Lo spazzolino con una videocamera nella testina
Dyson CameraJet segna l'ingresso dell'azienda nell'igiene orale e nasce da sei anni di sviluppo.
Al progetto hanno lavorato 661 ingegneri. L’obiettivo è riunire in un solo apparecchio l’intera routine di igiene orale, dalla normale pulizia dei denti al trattamento degli spazi interdentali con collutorio.
“Per decenni la routine di igiene orale si è basata su più passaggi: spazzolino, filo interdentale e collutorio. I dentisti ci consigliano di farlo due volte al giorno, ma pochissime persone seguono sempre l'intera routine - ha raccontato Jake Dyson - Abbiamo trascorso sei anni a studiare la salute di denti e gengive e le abitudini di spazzolamento. Alla fine i nostri ingegneri hanno creato qualcosa che va oltre uno spazzolino".
La parte più insolita di CameraJet è una videocamera da 100.000 pixel con lente macro integrata nel dispositivo. Dyson l’ha descritta come una telecamera intraorale di circa un millimetro quadrato, accompagnata da una luce stroboscopica che permette di ottenere immagini sufficientemente nitide anche mentre la testina è in movimento.
Il sistema si chiama Gap Optical Targeting. Attraverso il machine learning distingue i denti dagli spazi che li separano e stabilisce dove intervenire con un getto conico di collutorio.
Dyson dice di aver addestrato il modello su oltre 470.000 immagini dentali. Durante l'uso CameraJet analizza 28 immagini al secondo; il software, secondo l'azienda, comprende 16 milioni di righe di codice.
Jake Dyson ha scelto un paragone molto diretto per descriverne il funzionamento.
“È come un aereo da caccia che aggancia un bersaglio mentre è in movimento. Gli algoritmi riconoscono lo spazio tra i denti mentre li stai spazzolando e il dispositivo dirige un getto conico di collutorio esattamente in quel punto. In questo modo pulisce lo spazio interdentale mentre spazzoli”.
Il getto parte in meno di un decimo di secondo
La videocamera serve proprio a evitare un'erogazione indiscriminata del liquido. “Durante lo sviluppo ci siamo accorti subito che spruzzare alla cieca non avrebbe avuto senso. Dovevamo trovare un modo per individuare con precisione gli spazi tra i denti”, ha spiegato sul palco uno dei responsabili del progetto sull’igiene orale.
Una volta individuato lo spazio, trascorre meno di un decimo di secondo prima che parta il getto. Il serbatoio contiene 12,5 millilitri di liquido e CameraJet ne eroga circa 0,15 millilitri per volta, concentrandolo nella zona selezionata. L'idea è utilizzare meno collutorio ed evitare di riempire la bocca di liquido mentre si continua a spazzolare.
Anche il serbatoio ha richiesto una soluzione specifica. I sistemi tradizionali con un tubicino che pesca il liquido funzionano male quando vengono inclinati, una condizione inevitabile con uno spazzolino. Dyson ha quindi usato una sacca flessibile di silicone inserita in un circuito chiuso: si espande durante l'utilizzo, riduce le sacche d'aria e permette al getto di funzionare nelle diverse inclinazioni con cui si raggiungono i denti.
La testina utilizza inoltre due tipi di setole per aumentare la superficie coperta e un'oscillazione sonica variabile, studiata per evitare che le setole rimangano bloccate nelle aree più difficili da raggiungere.
Dentro l'app si vede quello che vede CameraJet
Lo spazzolino comunica attraverso Wi-Fi e Bluetooth con l'app MyDyson.
Sullo smartphone si può vedere in tempo reale ciò che riprende la videocamera e verificare quanto bene è stata coperta la bocca durante la pulizia. L'app fornisce anche feedback e permette di regolare lo spazzolamento e il getto.
“Potete vedere i punteggi dello spazzolamento e quelli relativi al getto e osservare nell'app ciò che vede la videocamera”, è stato spiegato durante la dimostrazione. Dyson precisa che le immagini della bocca non vengono registrate o archiviate né sul dispositivo né nel cloud.
CameraJet arriverà a ottobre prossimo con un prezzo di 479 euro. È una cifra molto elevata anche nel mercato degli spazzolini elettrici più sofisticati e rende ancora più importante capire quanto le soluzioni mostrate a Berlino incidano realmente sulla qualità della pulizia nella vita quotidiana.
Dyson ha costruito intorno al progetto una quantità considerevole di ricerca e test. Negli ultimi cinque anni l'azienda dice di aver sviluppato, insieme alla facoltà di odontoiatria dell'Università di Singapore, una placca artificiale che riproduce la consistenza della placca reale prima che si indurisca e diventi tartaro. Nei laboratori sono stati utilizzati bracci robotici attivi 24 ore al giorno per verificare sia la capacità di riconoscere lo spazio interdentale sia la rimozione del deposito.
La promessa ingegneristica è sicuramente molto ambiziosa. Il test più interessante inizierà quando CameraJet verrà usato ogni giorno da persone con dentature, abitudini e tecniche di spazzolamento diverse. È lì che si potrà capire se videocamera, riconoscimento automatico e getto mirato producono un vantaggio percepibile rispetto a una buona routine tradizionale.
Dyson ha sviluppato anche dentifricio e collutorio
CameraJet porta Dyson anche in un settore ancora più lontano dal suo catalogo tradizionale. Per il dispositivo l'azienda ha sviluppato un dentifricio e un collutorio propri, con formulazioni non schiumogene e una miscela proprietaria. La scelta è legata al funzionamento dello spazzolino: i due prodotti possono trovarsi contemporaneamente in bocca mentre CameraJet spazzola i denti e invia il collutorio negli spazi interdentali.
“Probabilmente è la prima volta che userete contemporaneamente dentifricio e collutorio. Per questo abbiamo lavorato su combinazioni di sapori che potessero funzionare insieme”, è stato spiegato durante la presentazione.
Quando CameraJet viene riposto, la stazione provvede sia alla ricarica sia al rifornimento del dispositivo: l'operazione richiede circa tre secondi.
I robot Nurovi vedono anche le macchie
Dopo CameraJet, Dyson è tornata a uno dei territori che conosce meglio: la pulizia dei pavimenti.
La nuova famiglia di robot si chiama Nurovi e comprende tre modelli con funzioni diverse.
“La nostra gamma di robot si è ampliata con sistemi capaci di vedere molto di più sul pavimento, comprese condizioni che normalmente non sono visibili - ha spiegato Jake Dyson - Abbiamo lavorato anche su nuovi meccanismi che permettono di arrivare fino agli angoli delle stanze”.
Il modello più sofisticato è Dyson R3 Nurovi Spot+Scrub UV. Combina luce ultravioletta, visione basata sull'intelligenza artificiale e un'illuminazione verde simile a un laser per riconoscere quasi 200 tipi di sostanze e oggetti domestici. Quando individua una macchia, può tornare più volte sulla stessa area fino alla rimozione.
Il rullo autopulente dispone di un sistema di idratazione a 12 punti che utilizza continuamente acqua pulita a 70 °C. Il rullo in microfibra occupa tutta la larghezza del robot e può estendersi di 40 millimetri per avvicinarsi ai bordi.
L'aspirazione raggiunge 30.000 Pa e Dyson dichiara il 65% in più di pressione di aspirazione rispetto al riferimento utilizzato nei suoi test. Dopo la pulizia, una stazione ciclonica senza sacchetto svuota il robot, lo pulisce e lo ricarica.
R2 punta sugli angoli, R1 sulla pulizia a secco
Il secondo modello, R2 Nurovi Wash+Dry, affronta uno dei limiti più comuni dei robot lavapavimenti: la difficoltà dei panni circolari nel raggiungere gli angoli.
Dyson ha scelto panni ispirati al triangolo di Reuleaux, una figura geometrica formata da tre archi che mantiene una larghezza costante mentre ruota.
Il movimento eccentrico permette di portare una parte maggiore del panno verso bordi e angoli. La docking station riscalda inoltre l'acqua a 75 °C per aiutare nella rimozione delle macchie.
R2 introduce anche Twin-capture. Il sistema separa i detriti più grandi dalla polvere fine: le setole convogliano meccanicamente i primi all'interno della macchina, mentre l'aspirazione viene concentrata sulle particelle più piccole. Un sensore piezoelettrico acustico rileva in tempo reale il livello di polvere e il tipo di superficie, modificando di conseguenza la potenza e il comportamento del robot.
R1 Nurovi Dry è invece destinato alla sola pulizia a secco. Condivide Twin-capture con R2 e raggiunge 21.000 Pa di aspirazione. Le spazzole laterali sono state ridisegnate con un connettore flessibile che ne controlla pressione e orientamento e permette di avvicinarsi maggiormente alle pareti.
PencilWash diventa autopulente
Tra le novità per i pavimenti compare anche Dyson W1 PencilWash, evoluzione della lavapavimenti sottile introdotta all'inizio del 2026.
Dyson ha adottato un rullo più assorbente e ha rivisto il sistema di gestione dei residui.
La novità più pratica si trova nella stazione di ricarica, che ora integra una funzione di autopulizia. Il formato della macchina rimane sottile e leggero, coerente con quello della prima PencilWash.
HushJet arriva su tutta la famiglia dei purificatori
L'altro grande aggiornamento riguarda l'aria. Dyson estende la tecnologia HushJet, introdotta nel 2025 con HushJet Compact Purifier e successivamente utilizzata nel ventilatore portatile HushJet Mini Cool Fan.
L'ugello prende spunto dall'aerodinamica. Gli ingegneri hanno lavorato sulla geometria dell'uscita per controllare la turbolenza prodotta da grandi quantità di aria e ridurre il rumore.
“Abbiamo progettato un formato completamente nuovo di purificatore, aumentando il flusso d'aria e la velocità di purificazione - ha detto Jake Dyson - Siamo arrivati al 99,99% di efficienza e stiamo ancora cercando quella particella dello 0,01%. Continueremo a cercarla. Allo stesso tempo abbiamo lavorato per ridurre in modo significativo il rumore all'uscita dell'aria”.
Dyson attribuisce al nuovo HushJet Big+Quiet Cool Pure+ Formaldehyde la capacità di catturare il 99,999% degli inquinanti fino a 0,01 micron.
Il modello usa un compressore a bassa pressione e alto flusso insieme a un sistema di filtrazione a tre stadi che cattura particolato e gas e distrugge la formaldeide.
Il più compatto HushJet Pure Cool+ Formaldehyde è pensato per purificare grandi ambienti con dimensioni più contenute. Dyson dichiara una capacità di purificazione fino a tre volte superiore rispetto ai modelli precedenti e una proiezione dell'aria studiata per spingerla più in profondità nella stanza.
HushJet Hot Cool Pure+ aggiunge il riscaldamento e diventa un sistema 3-in-1: purifica e può produrre un flusso d'aria caldo o fresco a seconda della stagione.
Corrale CoolShine prova a togliere calore alla piastra
Nella cura dei capelli Dyson ha presentato due apparecchi. Il primo è Corrale CoolShine, nuova generazione della piastra Corrale.
“Nella bellezza continuiamo a lavorare su maggiore controllo e flusso d'aria, cercando allo stesso tempo di preservare la salute dei capelli”, ha spiegato Jake Dyson introducendo questa parte della gamma.
Corrale CoolShine mantiene le lamine flessibili del modello precedente e aggiunge un sistema di raffreddamento attivo. All'interno dell'accessorio ci sono condotti che contengono una quantità controllata di acqua: mentre la piastra lavora, assorbono una parte del calore in eccesso e raffreddano i capelli durante la piega.
Dyson dichiara una riduzione dei danni termici fino al 29% e una lucentezza fino al 154% superiore rispetto ai capelli non trattati. L'azienda parla anche di meno passate necessarie e di acconciature che possono durare fino a 24 ore. Sono, anche in questo caso, valori dichiarati dal produttore e andranno verificati nelle prove del prodotto.
Airsmooth è la prima spazzola Dyson ad aria calda
L'altra novità beauty si chiama Dyson Airsmooth ed è la prima spazzola ad aria calda dell'azienda. È pensata per asciugare, lisciare e dare volume utilizzando il flusso d'aria insieme a due differenti sistemi di setole.
Le setole anti-nodi hanno una struttura ad anello flessibile che aiuta a liberare le ciocche durante il passaggio. Le PivotFlex possono invece modificare la propria posizione per accompagnare il movimento sui capelli. Dyson dice di aver progettato Airsmooth per diversi tipi di capello, compresi ricci e afro.
Il controllo elettronico misura la temperatura cento volte al secondo. La spazzola dispone inoltre di voltaggio universale, una caratteristica utile soprattutto per chi vuole utilizzarla durante i viaggi.
MyDyson diventa anche un sistema di assistenza
L'ultima parte della presentazione ha interessato il rapporto tra i prodotti connessi e l'assistenza.
“Collegando i prodotti possiamo monitorarne lo stato e permettere alle macchine di inviare autonomamente informazioni diagnostiche ai clienti e ai nostri ingegneri”, ha spiegato Jake Dyson. “Crediamo che la nostra promessa ai clienti debba continuare anche dopo l'acquisto di una macchina Dyson”, ha aggiunto.
L'azienda vuole quindi ampliare il ruolo di MyDyson, l'app che collega e gestisce i dispositivi del marchio, trasformandola anche in uno strumento per la manutenzione e l'assistenza.
Il programma comprende Dyson Concierge per accompagnare il cliente nella configurazione iniziale, assistenza e riparazioni in alcuni negozi e centri Dyson, la Loan Promise che prevede un apparecchio sostitutivo gratuito quando una riparazione non può essere conclusa subito e Dyson Total Restore, dedicato al controllo e alla manutenzione completa della macchina.