Spotify ha iniziato a chiedere ad alcuni iscritti Premium Family, il piano che permette a più persone di condividere un solo abbonamento, di dimostrare di vivere con chi lo gestisce. La pagina di assistenza in italiano spiega che la verifica avviene di persona: il gestore apre sul telefono un codice Qr che cambia ogni pochi secondi e il membro lo inquadra con la fotocamera, trovandosi nello stesso luogo. Chi riceve la richiesta ha sette giorni per completare la scansione, altrimenti non può unirsi a un altro piano Family o Duo per 12 mesi, pur restando libero di scegliere altri piani. Spotify non indica con quali criteri sceglie chi controllare. La novità è emersa dalle segnalazioni degli utenti sui forum ed è stata ripresa nei giorni scorsi dalla stampa specializzata, mentre alcuni utenti sostengono di averla già aggirata con più dispositivi o in videochiamata. Non è chiaro se la verifica sia già in corso anche in Italia.
Sul fronte podcast, lpotify ha lanciato ieri le Iscrizioni (Memberships), lo strumento con cui i creator possono far pagare contenuti podcast riservati ai propri fan più fedeli, senza uscire dalla piattaforma. La funzione è disponibile in 34 paesi, Italia compresa, e riguarda gli show ospitati su Spotify for Creators o su Megaphone, la sua piattaforma di archiviazione e distribuzione degli episodi. Spotify fissa tre requisiti minimi: almeno tre episodi pubblicati e, negli ultimi 30 giorni, 100 tra ascoltatori e spettatori e 100 ore di fruizione. Il 90% dei guadagni resta ai creator, afferma l'azienda.
Il creator decide come strutturare l'offerta: può definire più livelli di accesso e più opzioni di fatturazione, scegliere il prezzo e riservare ai membri contenuti esclusivi in audio e in video, come episodi bonus o accesso anticipato. La piattaforma aggiunge strumenti di promozione, tra cui mail mirate e prove gratuite, e un'analisi del passaggio da semplice appassionato a membro pagante. I membri ricevono un badge di riconoscimento accanto ai commenti sugli episodi, mentre i creator possono registrare brevi clip per accogliere chi si iscrive.
Un'evoluzione, non un debutto
Le Iscrizioni non nascono da zero. Spotify aveva già lanciato i podcast a pagamento nel 2021, con il nome di Podcast Subscriptions e attraverso Anchor, la piattaforma di creazione di podcast che aveva acquisito. E di fatto anche in Italia Podcast Subscriptions diventa Iscrizioni, con nuovi termini per i creator e una nuova tabella delle commissioni.
La novità era già nota dalla scorsa primavera, quando Spotify ne ha anticipato i primi dettagli durante il suo Investor Day. L'azienda ha dichiarato che i creator avrebbero mantenuto la titolarità del rapporto con il pubblico, compresa la possibilità di esportare i dati tra piattaforme diverse.
Che cosa comprende il 90%
La commissione di Spotify è del 10% e include l'elaborazione dei pagamenti, il cambio di valuta e i costi di prelievo, secondo la tabella pubblicata nella pagina di assistenza per i creator. L'importo viene detratto dai guadagni netti, cioè dopo la sottrazione delle tasse, che dipendono dal paese del membro e possono essere incluse nel prezzo oppure aggiunte sopra. I pagamenti passano da Stripe e arrivano al creator con un ciclo mobile di 30 giorni, a condizione che siano trascorsi 30 giorni dal primo guadagno e che i proventi del periodo raggiungano almeno 10 dollari.
Il trattamento cambia per gli abbonamenti già attivi. Gli abbonamenti creati con Podcast Subscriptions e migrati a Iscrizioni mantengono la vecchia struttura, cioè il 5,5% per l'elaborazione dei pagamenti più il costo di cambio, tra lo 0,8% e l'1,6% quando serve, fino a quando l'abbonato non disdice. La differenza si vede con un esempio indicativo: su un abbonamento da 5 euro al mese, la commissione del 10% delle nuove iscrizioni vale 50 centesimi, tasse escluse, mentre quella del 5,5% delle vecchie vale 27,5 centesimi, a cui si aggiunge il costo di cambio quando serve.
Il confronto con Patreon, il servizio di abbonamenti a cui Spotify viene spesso paragonato, richiede cautela. Patreon dichiara per i creator che hanno pubblicato la pagina dopo il 4 agosto 2025 un piano standard del 10%, calcolato sul pagamento senza imposte, a cui si aggiungono elaborazione dei pagamenti, conversione di valuta e costi di prelievo. La stessa percentuale nominale corrisponde quindi a perimetri diversi, e il costo effettivo dipende dal prezzo, dal paese degli abbonati e dal metodo di pagamento.
Che cosa cambia per chi ascolta
L'abbonamento al podcast non dipende da Spotify Premium e si sottoscrive dalla pagina di acquisto del creator, dove l'utente inserisce nome, indirizzo mail, dati della carta e dati di fatturazione, con la facoltà di condividere nome e mail con il creator. I contenuti si sbloccano su Spotify, ma la mail di conferma contiene anche un link privato al flusso degli episodi che consente l'ascolto in qualsiasi altra app per podcast. Il rinnovo è automatico, a meno che l'utente non annulli prima della data di scadenza.
Il contesto italiano
Le Iscrizioni affiancano lo Spotify Partner Program, il programma di monetizzazione che remunera i creator con la pubblicità e con la fruizione video degli abbonati Premium. I due strumenti seguono logiche diverse: il Partner Program lega i ricavi alle riproduzioni, mentre le Iscrizioni mettono il fan in un rapporto di pagamento diretto con un singolo show.
Spotify ha presentato le novità ieri al Teatro Elfo Puccini di Milano, durante il Video Podcast Club e un incontro riservato agli addetti ai lavori. Secondo i dati di Spotify, l'Italia occupa la sesta posizione mondiale per diffusione dei podcast in video. Il tempo di visione è salito del 97% rispetto al 2025, mentre il pubblico mensile che sceglie il video è cresciuto di oltre il 40%, stando ai dati di Spotify. I titoli della Top 100 dei podcast italiani che pubblicano video con regolarità superano il 60%, mentre gli show in italiano che offrono anche la versione video sono il 65% in più rispetto a un anno fa. Francesco Buccino, Podcast Solutions Manager Southern Europe di Spotify, ha collegato le due novità alla crescita del settore: "Con lo Spotify Partner Program e Memberships ampliamo le opportunità di monetizzazione e le modalità con cui il pubblico può partecipare alle community che ama". Sul Partner Program Buccino ha aggiunto: "Da una parte gli utenti premium potranno guardare video podcast nel modo che hanno sempre voluto, senza interruzioni, e dall'altra i creator hanno ora il vantaggio di una nuova fonte di revenue, anche più stabile rispetto alla sola pubblicità o alle sole sponsorship".
Il valore reale della funzione per i creator italiani è ancora da verificare. Le pagine ufficiali consultate non indicano quanti show usino già le Iscrizioni né quanti abbonati paganti abbia raccolto la versione precedente del servizio. La soglia di accesso è bassa, con 100 ascoltatori e 100 ore di fruizione negli ultimi 30 giorni, mentre la vera incognita è quanti ascoltatori accetteranno di pagare.