Anthropic, l’azienda che sviluppa dell’assistente digitale Claude, ha usato un modello sperimentale per progettare piccole proteine capaci di legarsi a tossine del veleno di scorpione. Il lavoro descrive 211 progetti provati in laboratorio, 17 dei quali hanno soddisfatto i criteri dei ricercatori. L’idea è che queste proteine, agganciandosi alle tossine, possano impedire l’azione del veleno sul sistema nervoso, eventualità che resta tuttavia da verificare.
Il sistema ha lavorato per 64 ore, con un’istruzione iniziale e quattro interventi successivi dei ricercatori. Ha generato al computer oltre 318 mila possibili proteine e selezionato quelle da provare. Adaptyv Bio e Twist Bioscience, due aziende che eseguono esperimenti per conto di terzi, hanno poi verificato il legame con le tossine.
L’esperimento si inserisce in un movimento più ampio. Le aziende che sviluppano i modelli di intelligenza artificiale più avanzati stanno investendo nelle scienze della vita attraverso gruppi di ricerca, laboratori propri, partecipazioni in società e accordi con l’industria farmaceutica.
Anthropic ha un laboratorio di biologia
Il 23 settembre Anthropic ha presentato un gruppo di ricerca nato nella primavera del 2026 e un laboratorio di biologia molecolare nella Bay Area, in California. Claude esamina archivi di sequenze genetiche, cerca sistemi biologici ancora da caratterizzare e propone spiegazioni. Gli scienziati selezionano le ipotesi ed eseguono gli esperimenti e, cosa più sottile, riunire queste attività nella stessa organizzazione consente di confrontare direttamente le proposte del modello con ciò che accade in laboratorio.
A questa ricerca interna si affianca l’accordo con la fondazione filantropica Gates Foundation, annunciato il 14 maggio. L’impegno complessivo è di 200 milioni di dollari in quattro anni tra sovvenzioni, crediti per utilizzare Claude e assistenza tecnica. Il programma comprende anche istruzione e opportunità economiche, con la quota maggiore destinata alla salute nei paesi a reddito basso e medio. Fra le attività previste c’è la selezione di candidati per vaccini e terapie, da portare poi alle verifiche sperimentali.
OpenAI cerca nuove ipotesi nei dati biologici
OpenAI, azienda che sviluppa ChatGpt, ha descritto una ricerca con PerturbAI e Scripps Research, rispettivamente una società specializzata nell’analisi biologica con l’IA e un istituto di ricerca biomedica. Migliaia di agenti IA, ossia programmi che eseguono compiti usando un modello di intelligenza artificiale, hanno analizzato in parallelo dati già raccolti su milioni di cellule cerebrali di topo. Il modello impiegato, Gpt-Rosalind, è specializzato nelle scienze della vita.
In 32 minuti, stando ai ricercatori, gli agenti IA hanno collegato gli effetti dell’alterazione dei geni con informazioni presenti nella letteratura scientifica. Tra le piste emerse c’è un possibile rapporto fra la distribuzione del colesterolo nei neuroni e la neurodegenerazione. Sono ipotesi che aiutano a scegliere gli esperimenti successivi e che sono ancora lungi dal rappresentare successi veri e propri.
OpenAI punta anche a portare questi strumenti nelle università. Il Rosalind Academic Plan, annunciato il 15 ottobre, offre ai laboratori universitari statunitensi idonei fino a 30 utenze gratuite per un massimo di dodici mesi. L’accesso al modello dedicato alla biologia richiede un’approvazione specifica.
Le partecipazioni di Altman nella longevità e nelle neuroscienze
Sam Altman, cofondatore e Ceo di OpenAI, ha anche interessi personali nel settore. È un investitore di Retro Biosciences, società biotecnologica che studia l’invecchiamento e punta ad aggiungere dieci anni alla vita in buona salute e, anche in questo caso, si tratta di un obiettivo dichiarato e ancora da raggiungere. Nel 2023, un’nchiesta del MIT Technology Review ha documentato che Altman aveva fornito nel 2021 tutti i 180 milioni di dollari del finanziamento iniziale. Retro Biosciences è tuttora attiva. Il 22 maggio 2026 ha annunciato la prima chiusura di un nuovo finanziamento, con una valutazione di 1,8 miliardi di dollari.
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OpenAI e la ricerca
Ad agosto del 2025, OpenAI e Retro Biosciences hanno pubblicato i risultati di una ricerca condotta con GPT-4b micro, un modello sperimentale usato per modificare proteine che aiutano a riportare cellule adulte a uno stato staminale dal quale possono svilupparsi diversi tipi di cellule.
I ricercatori hanno osservato segnali della riprogrammazione cellulare oltre cinquanta volte più elevati rispetto alle prove con proteine naturali. Il risultato riguarda cellule studiate in laboratorio e l’eventuale utilità per prolungare la vita umana resta da stabilire.
Altman figura inoltre, a titolo personale, fra i cofondatori di Merge Labs, che sviluppa interfacce cervello-computer, sistemi pensati per collegare l’attività cerebrale ai dispositivi digitali. Il 15 gennaio OpenAI ha annunciato la partecipazione al finanziamento iniziale e una collaborazione scientifica, dando così corpo a un incrocio tra neuroscienze, bioingegneria e informatica.
Hassabis e le alleanze con le aziende farmaceutiche
Demis Hassabis è tra i cofondatori di DeepMind, il laboratorio di intelligenza artificiale di Google e, nel 2021, ha fondato Isomorphic Labs che guida e che progetta potenziali farmaci. Le due aziende hanno sviluppato insieme AlphaFold 3, che prevede la struttura e le interazioni delle molecole biologiche. Il 12 maggio Isomorphic ha annunciato una raccolta di 2,1 miliardi di dollari, guidata dal fondo Thrive Capital e sostenuta anche da Alphabet, la holding che controlla Google. I fondi serviranno a sviluppare la piattaforma e far avanzare i candidati verso la sperimentazione clinica e, tra i partner, figurano le aziende farmaceutiche Novartis, Lilly e Johnson & Johnson.
Il settore coinvolge anche chi costruisce le infrastrutture per l’IA. Il 12 gennaio Nvidia – azienda produttrice di chip e di sistemi di calcolo – ha annunciato un laboratorio congiunto con il gruppo farmaceutico Eli Lilly, nato con l’obiettivo di collegare esperimenti biologici alla progettazione informatica in un processo continuo. I risultati delle prove dovrebbero aggiornare i modelli IA, che a loro volta suggerirebbero i tentativi successivi con la supervisione degli scienziati.
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Il legame tra i laboratori IA e le scienze della vita
Queste iniziative mostrano che i produttori di IA stanno cercando un ruolo nella scelta delle domande scientifiche e nella progettazione degli esperimenti, oltre che nella fornitura di software. Si avvicinano così ai dati, alle competenze biologiche e alle aziende capaci di sviluppare medicinali. La ricerca sulle tossine di scorpione rende visibile anche la distanza da percorrere. Individuare una proteina che si lega al bersaglio è un risultato misurabile, mentre trasformarla in una terapia sicura, efficace e accessibile richiede altre prove, altre risorse e altri investimenti.