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Ecco il nuovo MacBook Pro con schermo touch PROLED XDR: per Apple è una rivoluzione

Ecco il nuovo MacBook Pro con schermo touch PROLED XDR: per Apple è una rivoluzione

Apple presenta i nuovi portatili professionali da 14 e 16 pollici con schermo OLED sensibile al tocco, chip M5 Pro e M5 Max e un design più leggero. Il lancio arriva appena un giorno dopo quello del MacBook Pro 14" con M6, creando due linee distinte per prestazioni e modalità d'uso. Prezzi italiani a partire da 3.399 euro, disponibilità dal 6 novembre

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È successo davvero. Il MacBook Pro diventa touch, dopo anni di separazione dall'iPad.

Apple introduce per la prima volta uno schermo sensibile al tocco sul suo notebook più potente, superando uno dei confini che hanno storicamente distinto i suoi computer dai suoi tablet. Ora i due sistemi convivono sullo stesso dispositivo, lasciando all'utente la possibilità di scegliere quello più conveniente per l'operazione da svolgere.

I nuovi MacBook Pro con display PROLED XDR, presentati a Los Angeles, permettono di interagire con lo schermo direttamente con le dita, mantenendo tastiera e trackpad come strumenti tradizionali di controllo.

Toccando il display si può scorrere una pagina web, ingrandire una fotografia con due dita o trascinare un file da una cartella all'altra.

Il touchscreen assume un ruolo particolarmente interessante nelle applicazioni professionali: un grafico può intervenire su un'immagine direttamente con le dita, un musicista suonare strumenti virtuali sul display. Il beneficio interessa, inoltre, chi lavora con modelli tridimensionali: ora possono essere manipolati con le mani.

Una cerniera tutta nuova

Apple ha riprogettato la cerniera del nuovo MacBook Pro per rendere lo schermo più stabile quando viene toccato.

È un accorgimento importante per un portatile touchscreen, perché permette di interagire direttamente con il display senza doverlo sostenere con l'altra mano.

Il sensore tattile, integrato direttamente nel pannello anziché aggiunto come strato separato, riduce invece la latenza tra il gesto e la risposta dello schermo, rendendo l'interazione più immediata.

macOS 27 si prepara al tocco, ma resta un’incognita

Il nuovo hardware è accompagnato da macOS 27 Golden Gate, che nel caso di questo MacBook introduce, appunto, il supporto all'interazione tattile.

Apple ha comunicato una cosa piuttosto logica: il sistema operativo è in grado ora di tradurre automaticamente i tocchi in clic del mouse, permettendo a molte applicazioni esistenti di funzionare anche con le dita.

È quanto avviene, per esempio, con Pixelmator Pro, dove si può disegnare direttamente sulla superficie dello schermo, con Logic Pro, che introduce una tastiera musicale multitouch, e con Final Cut Pro, nel quale le dita possono essere utilizzate per selezionare intervalli e spostare clip sulla timeline.

macOS 27 permette anche di ingrandire le finestre con un doppio tocco o affiancarle attraverso un gesto rapido.

L’elemento di novità più interessante, a nostro avviso, è che nuove API dedicate ai gesti consentiranno agli sviluppatori di realizzare funzioni pensate specificamente per il touchscreen.

Un'altra novità è la Dynamic Island, che arriva dall'iPhone e ospita attività in tempo reale, Spotlight e Siri AI, consentendo di controllare alcune funzioni direttamente sullo schermo.

Rimane al momento un’incognita: la presentazione di Los Angeles non ha chiarito fino a che punto Apple abbia riprogettato l'interfaccia del sistema operativo per renderla adatta alle dita, oppure se abbia semplicemente scelto di aggiungere il riconoscimento dei tocchi a un ambiente costruito intorno al puntatore.

PROLED XDR, un nuovo schermo per chi lavora con le immagini

Il nuovo display PROLED XDR segna il passaggio dalla tecnologia mini-LED dei precedenti MacBook Pro a un pannello tandem OLED.

Il nuovo schermo utilizza due strati OLED sovrapposti, una tecnologia che permette di ottenere immagini più luminose e colori più intensi. A differenza degli schermi tradizionali, ogni singolo punto dell'immagine – ogni pixel insomma - produce luce autonomamente e può spegnersi del tutto per riprodurre il nero. Questo consente di ottenere un contrasto molto elevato, con una maggiore differenza tra le parti chiare e quelle scure dell'immagine.

Apple dichiara una luminosità massima di 2.000 nit, un valore particolarmente alto per un portatile, che migliora la visibilità anche negli ambienti molto illuminati. Un sistema dedicato regola continuamente la luminosità e il colore di ogni pixel, per mantenere la qualità delle immagini uniforme anche quando cambiano la temperatura dello schermo e le condizioni di utilizzo.

Per chi lavora con fotografie e video, il nuovo schermo offre una riproduzione dei colori particolarmente accurata, grazie al supporto di standard professionali utilizzati nella fotografia, nella stampa e nella produzione cinematografica. Ogni pannello viene calibrato in fabbrica per garantire che i colori visualizzati siano il più possibile fedeli a quelli originali. La tecnologia ProMotion regola automaticamente la frequenza di aggiornamento dello schermo, fino a 120 volte al secondo, rendendo più fluidi i movimenti e riducendo i consumi quando le immagini sono statiche. Apple ha inoltre introdotto un trattamento che limita i riflessi della luce sul display, con la possibilità di scegliere un vetro con trattamento nanotexture, più opaco, che migliora ulteriormente la visibilità negli ambienti molto illuminati.

Due taglie e due processori: le versioni disponibili

I nuovi MacBook Pro con PROLED XDR sono disponibili nelle versioni da 14,2 e 16,3 pollici, entrambe configurabili con i chip M5 Pro e M5 Max.

Sono processori destinati alle attività più impegnative, dalla modellazione tridimensionale al montaggio di video 8K, fino all'esecuzione locale di modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni. La memoria unificata può raggiungere 128 GB, mentre lo spazio di archiviazione arriva a 16 TB.

Apple dichiara fino a 24 ore di autonomia e ha ridotto sensibilmente il peso dei portatili: il modello da 14 pollici pesa circa 1,36 kg e quello da 16 pollici circa 1,81 kg. Entrambi sono anche più sottili, grazie soprattutto alla nuova struttura del display. La dotazione comprende tre porte Thunderbolt 5, HDMI, lettore di schede SDXC, MagSafe e connettore per cuffie.

Sono presenti Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, una videocamera Center Stage da 12 megapixel e un sistema audio a sei altoparlanti, che secondo Apple offre bassi più profondi del 50% rispetto alla generazione precedente.

Il modello M5 Pro può gestire fino a tre monitor esterni, mentre quello M5 Max arriva a quattro.

Due MacBook Pro in due giorni: come cambia la gamma e quanto costano

Il lancio del MacBook Pro touchscreen arriva appena ventiquattr'ore dopo la presentazione del nuovo MacBook Pro 14" con chip M6.

La vicinanza tra i due eventi crea una situazione curiosa: il modello con il processore più recente mantiene il display Liquid Retina XDR tradizionale, mentre i nuovi portatili touchscreen utilizzano i chip M5 Pro e M5 Max, appartenenti alla generazione precedente ma progettati per carichi di lavoro superiori rispetto al chip standard.

Il MacBook Pro 14" con M6 parte da 2.349 euro e si rivolge a chi cerca un computer potente per produttività e attività creative, con una CPU a 12 core, una GPU a 12 core e funzioni avanzate per l'intelligenza artificiale.

I modelli PROLED XDR partono invece da 3.399 euro, una differenza di almeno 1.050 euro che riflette il nuovo schermo e la maggiore capacità di elaborazione delle configurazioni professionali.

Tutti i modelli annunciati da Apple si possono già preordinare e saranno disponibili dal 6 novembre prossimo. Per chi deve scegliere un computer da lavoro, la distinzione riguarda soprattutto le attività da svolgere: il modello M6 offre una piattaforma aggiornata a un prezzo più accessibile, mentre i nuovi PROLED XDR si rivolgono a chi può sfruttare la maggiore potenza di calcolo, la qualità dello schermo e le nuove possibilità offerte dall'interazione diretta.