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Siemens verso la fabbrica “AAA”

Siemens verso la fabbrica “AAA”

Nella visione dell’azienda tedesca i nuovi stabilimenti produttivi saranno adattivi, autonomi e AI-powered

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L’intelligenza artificiale sta compiendo un salto: dal mondo digitale entra in quello fisico, integrandosi nelle fabbriche, nelle infrastrutture e nelle reti energetiche. Una trasformazione che ha una portata simile alle grandi rivoluzioni tecnologiche del passato, ma con tempi molto più rapidi: se il vapore ha impiegato circa 60 anni per diffondersi, l’elettricità 30 e l’informatica 15, per l’IA l’orizzonte stimato è di appena sette anni.

È in questa convergenza che Floriano Masoero (nella foto), ceo di Siemens Italia, colloca l’evoluzione del gruppo da impresa industriale a tech company. «Con la convergenza tra mondo fisico e mondo digitale, la separazione tra hardware e software ha perso significato».

Al centro ci sono l’integrazione tra Information technology e Operational technology, il digital twin e la Physical AI, che consente alle macchine non soltanto di elaborare informazioni, ma di comprendere l’ambiente e interagire con esso.

Il gemello digitale rappresenta uno degli strumenti chiave. Impianti, edifici o prodotti possono essere progettati e simulati nel mondo virtuale prima di essere realizzati, verificando differenti configurazioni e individuando eventuali criticità.

«Il principio è progettare nel virtuale prima di costruire nel reale», spiega Masoero. Una logica che si estende dalla progettazione alla produzione. Gli agenti di IA possono infatti generare codice, costruire piani di lavoro e validare soluzioni, mentre team di ingegneria e produzione lavorano sulla stessa base informativa.

Il punto di arrivo è quella che Siemens definisce fabbrica “AAA”: Adaptive, Autonomous, AI-powered. Rispetto all’automazione tradizionale, basata su scenari predefiniti, il nuovo modello punta a sistemi capaci di apprendere dall’esperienza e reagire agli imprevisti. Un’applicazione italiana arriva dalla collaborazione con Ima, attiva nelle macchine automatiche per il confezionamento: l’integrazione dell’IA negli industrial Pc ha consentito di ridurre fino al 70% i tempi di avvio dei macchinari.

La tecnologia, tuttavia, non basta. Il rischio per le imprese è moltiplicare progetti senza individuare quelli realmente capaci di creare valore. «Le trappole sono applicare l’IA indiscriminatamente, costruire applicazioni isolate che non comunicano tra loro e pensare di poter sviluppare tutto internamente», osserva Masoero.

La crescita dell’IA aumenta la domanda di elettricità, ma proprio l’intelligenza industriale può contribuire a rendere più efficiente il sistema. Attraverso previsione, simulazione e ottimizzazione dei flussi in tempo reale, secondo stime della stessa Siemens, è possibile aumentare fino al 20% la capacità delle reti esistenti senza realizzare nuove infrastrutture fisiche.