Wave, IA cambia regole della programmazione. Il software diventa alla portata di tutti
di Giuditta MoscaLa diffusione degli agenti IA promette di trasformare la creazione di applicazioni, portando la programmazione oltre i confini delle competenze tecniche. Dal palco delle OGR di Torino Michele Catasta, presidente e responsabile dell'intelligenza artificiale di Replit, è tra i protagonisti di questa trasformazione
Creare un'applicazione informatica partendo da una semplice descrizione in linguaggio naturale. È questa una delle prospettive più significative aperte dall'intelligenza artificiale generativa, destinata a modificare il rapporto tra le persone e il software. Un cambiamento che riguarda le competenze necessarie per realizzare prodotti digitali, il lavoro dei programmatori e la possibilità di trasformare un'idea in un servizio funzionante.
Il tema è stato al centro del panel “When Anyone Can Build – The Agentic Software Revolution”, l'incontro dell'8 ottobre 2026 sul palco Fucine delle OGR di Torino, nell'ambito di Wave by Vento (qui l’agenda completa), la conferenza internazionale dedicata alla tecnologia, all'innovazione e all'imprenditorialità. Protagonista è stato Michele Catasta, presidente e responsabile dell'intelligenza artificiale di Replit, intervistato da Charlotte Jee, responsabile delle notizie del MIT Technology Review.
Dall'idea al software attraverso il linguaggio
Per decenni, la creazione di applicazioni ha richiesto la conoscenza di linguaggi di programmazione, strumenti di sviluppo e infrastrutture informatiche. L’arrivo degli agenti IA sta progressivamente modificando questo processo.
Con piattaforme quali Replit, l'utente può descrivere il risultato che desidera ottenere e affidare a un sistema intelligente una parte considerevole del lavoro tecnico. L'agente interpreta le istruzioni, genera codice, organizza i componenti dell'applicazione e interviene sugli errori riscontrati durante lo sviluppo.
Il cambiamento riguarda soprattutto il ruolo del linguaggio naturale, che diventa uno strumento operativo per costruire prodotti digitali. La capacità di esprimere chiaramente un obiettivo acquista così un valore crescente, insieme alla comprensione del problema che il software deve risolvere.
Si apre una prospettiva interessante anche per chi lavora lontano dal settore informatico. Un imprenditore potrebbe costruire il prototipo di un servizio, un insegnante sviluppare uno strumento didattico personalizzato, un professionista creare un'applicazione per automatizzare attività specifiche.
La rivoluzione degli agenti intelligenti
Ci si muove dai sistemi che suggeriscono codice agli agenti capaci di eseguire sequenze di operazioni.
Un assistente alla programmazione tradizionale interviene generalmente su richiesta, proponendo modifiche o completando istruzioni. Un agente IA può invece ricevere un obiettivo più ampio, suddividerlo in attività e utilizzare diversi strumenti per raggiungerlo.
Replit Agent, il sistema al cui sviluppo Catasta ha contribuito in prima persona, rappresenta un esempio di questa evoluzione. Il suo funzionamento si fonda sull'integrazione tra modelli di IA, strumenti di sviluppo ed esecuzione del software.
Un approccio che promette di comprimere alcune fasi del processo produttivo. La costruzione di un prototipo, che in precedenza poteva richiedere competenze specialistiche e numerosi passaggi tecnici, diventa accessibile attraverso una conversazione con il sistema.
Il risultato è un cambiamento nel modo di organizzare il lavoro. Una parte rilevante dell'attività si concentra sulla definizione degli obiettivi, sulla valutazione dei risultati e sulla verifica del comportamento delle applicazioni.
Il nuovo ruolo dei programmatori
La diffusione degli strumenti di sviluppo basati sull'IA modifica anche il significato delle competenze informatiche. Gli sviluppatori possono dedicare maggiore attenzione all'architettura dei sistemi, alla sicurezza, all'affidabilità e alla qualità del prodotto. L'automazione della scrittura del codice sposta progressivamente il valore professionale verso la capacità di progettare soluzioni e affrontare problemi complessi.
Parallelamente, l'accessibilità degli strumenti apre il mercato dello sviluppo software a nuove categorie di utenti. Persone con competenze professionali approfondite in settori specifici possono partecipare direttamente alla realizzazione delle applicazioni di cui hanno bisogno.
Questa evoluzione introduce anche una questione di responsabilità. Un'applicazione generata da un agente può gestire informazioni personali, eseguire operazioni economiche o interagire con servizi esterni. La semplicità del processo di creazione rende ancora più importante la verifica delle funzionalità e dei requisiti di sicurezza. La qualità del software dipende quindi dalla combinazione tra capacità automatizzate, conoscenze umane e procedure di controllo.
Dalla produzione digitale al mondo fisico
Il software rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le macchine interagiscono con l'ambiente. Sistemi robotici, dispositivi connessi, apparecchiature industriali e strumenti di laboratorio utilizzano programmi per interpretare informazioni e controllare operazioni.
La possibilità di generare e modificare software con maggiore rapidità potrebbe facilitare lo sviluppo di interfacce e applicazioni destinate a questi sistemi.
Il passaggio dal mondo digitale a quello fisico introduce requisiti particolarmente rigorosi. Un errore all'interno di un'applicazione può avere conseguenze differenti quando il programma controlla direttamente un dispositivo o una macchina. Precisione, prevedibilità e supervisione assumono quindi un'importanza centrale.
Chi costruirà il software di domani
La questione più interessante sollevata dalla diffusione degli agenti riguarda l'ampliamento della platea di persone capaci di creare tecnologia.
Se la programmazione diventa progressivamente accessibile attraverso il linguaggio naturale, la produzione di applicazioni potrebbe estendersi a una popolazione molto più ampia di quella degli sviluppatori professionisti.
Questa prospettiva presenta conseguenze economiche rilevanti. Le piccole imprese potrebbero realizzare strumenti personalizzati, le startup sperimentare nuovi servizi con investimenti iniziali inferiori e i singoli professionisti sviluppare applicazioni costruite intorno alle proprie esigenze.
La disponibilità di strumenti più accessibili potrebbe inoltre favorire la nascita di prodotti destinati a mercati molto specifici, fino a oggi poco interessanti per le grandi aziende tecnologiche.
È qui che la rivoluzione degli agenti IA assume un significato più ampio della semplice automazione. La capacità di produrre software diventa una risorsa distribuita tra persone e organizzazioni con competenze, esperienze e obiettivi differenti.
La trasformazione raccontata a Wave by Vento riguarda anche il rapporto tra conoscenza e capacità di realizzazione. Le IA avvicinano progressivamente il momento in cui nasce un'idea a quello in cui diventa un prodotto utilizzabile. In questa distanza sempre più breve si concentra una delle promesse più importanti della nuova generazione di strumenti intelligenti.