AMSTERDAM - Bandit è l'evocativo nome scelto da TomTom per la sua prima "action camera", il guanto di sfida a lanciato a quella icona dei nostri giorni digitali chiamata Go-Pro. Impresa ardua e coraggiosa che, se andrà a buon fine, candiderà la compagnia multinazionale olandese a caso di studio, esempio di sopravvivenza al darwinismo industriale in un ambiente tecnologico in perenne movimento. Che oggi può favorire la tua ascesa, ma domani può affondare nelle sabbie mobili le certezze su cui hai radicato il tuo business.
Fondata nel 1991, TomTom è sinonimo di Gps e navigatori satellitari per automobili, i Pnd (Portable Navigation Device). E 77 milioni di scatolette nere vendute in tutto il mondo non sono uno scherzo. Ma TomTom vive anche nei navigatori integrati nei cruscotti dai costruttori automobilistici, è soluzioni di fleet management, è telematica applicata alla risoluzione del problema traffico. Soprattutto, TomTom è qualità del software, dei contenuti e dei servizi offerti a chi si pone alla guida. Come MyDrive, che nei nuovi navigatori, appena presentati, permette di sincronizzare in un cloud il dispositivo con lo smartphone e il pc, permettendo al viaggiatore di programmare rotte, tappe intermedie e punti di interesse, come al pendolare di analizzare la viabilità e individuare percorsi alternativi per arrivare al lavoro, il tutto ancor prima di entrare in auto.
Peter-Frans Pauwels, il "fattore umano" di TomTom Bandit
Solo l'ultimo passaggio di una lunga evoluzione che ha avuto nel 2008 la sua accelerazione con l'acquisizione da parte di TomTom di Tele Atlas e dei suoi "big data" sul globo terracqueo. La base da cui partire per raffinare centimetro per centimetro le rotte che lo attraversano interagendo con le informazioni fornite anonimamente dagli stessi automobilisti attraverso i loro dispositivi. Eppure, proprio l'avvento dello smartphone e con esso della "portabilità" di Google Maps, ha determinato l'inevitabile contrazione del mercato dei navigatori e imposto al management olandese un serio ragionamento sul futuro.
Per non annegare aggrappati ai navigatori, bisognava esplorare nuovi mercati in cui essere comunque credibili chiamandosi TomTom. Questo, mentre la regressione degli utili e la repentina fragilità poneva la compagnia a rischio scalata. Il primo passo della nuova strategia nel 2013: TomTom debutta nel settore degli sport watch, Gps da polso capaci di indicare a runner, ciclisti e nuotatori tempi e distanze, altezze e profondità, di registrare il battito cardiaco e segnalare il suo range ottimale. La risposta di un mercato di grande prospettiva è ottima e a TomTom viene oggi attribuito un quarto del fatturato mondiale. Ma non poteva bastare. Per demolire, nella mente dei consumatori, l'identificazione tra TomTom e Pnd serviva qualcosa di veramente audace. Quel qualcosa è arrivato, presentato in un evento monstre lo scorso 29 aprile ad Amsterdam, davanti a centinaia di giornalisti appesi alle parole di Peter-Frans Pauwels, chief technical officer e cofondatore di TomTom.
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Come Go-Pro, TomTom Bandit è in estrema sintesi un'action camera dotata di Gps che unisce ottima qualità delle immagini, dimensioni minime e grandi prestazioni. Si comanda con un unico pulsante, la si può portare sulla neve, sott'acqua, sulla moto, in bicicletta e la sua batteria assicura tre ore di autonomia. È pronta a raccontare in soggettiva le gesta più estreme. Ma i consumatori più sportivi oggi identificano l'action camera con Go-Pro, esattamente come per gli automobilisti il Pnd richiama immediatamente il brand TomTom. Come superare questa barriera?
TomTom ha individuato il vantaggio competitivo di Bandit in una novità assoluta: la possibilità di montare in automatico una sequenza di alcuni minuti e di poterla condividere subito dopo la discesa sugli sci, la corsa o l'immersione, senza dover scaricare il girato in un computer ed editarlo con un programma di montaggio. Quindi subito, non al ritorno dalle vacanze. E' tutto nello slogan scelto per il lancio: "Share it while it's hot", condividilo quando è ancora caldo. Per ottenere questo risultato, TomTom ha sintetizzato un algoritmo capace di guidare i sensori di movimento nella individuazione delle parti più "action" delle riprese, leggendo la velocità, l'altitudine, la forza G, l'accelerazione e persino l'eccitazione nella pulsazione cardiaca. Grazie a un media server integrato nella camera e a un'app, le scene selezionate vengono acquisite dallo smartphone. Non è esclusa la selezione manuale del materiale. A quel punto basta letteralmente shakerare il cellulare per ritrovarsi il filmato editato, pronto per essere visto e condiviso, mostrando dove si è e cosa si fa in tempo praticamente reale.
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TomTom Bandit è un prodotto realmente innovativo, nel senso che trova la sua ragione di esserci in una tecnologia che migliora la vita delle persone, come era già avvenuto con i navigatori per gli automobilisti. In questo caso, i giovani, gli sportivi, gli amanti della vita all'aria aperta. Che per indole non dovrebbero essere contrari all'idea di risparmiarsi lunghe sedute davanti al pc per trarre un video di tre minuti da ore di riprese. La sfida a Go-Pro arriva dunque da un prodotto di ottime potenzialità commerciali. Se confermate dalle vendite, possono diventare la spallata in grado di sgretolare una volta per tutte il vecchio immaginario legato a TomTom e farne un marchio rinnovato e libero di espandersi. Anche oltre la tradizione.
Fondata nel 1991, TomTom è sinonimo di Gps e navigatori satellitari per automobili, i Pnd (Portable Navigation Device). E 77 milioni di scatolette nere vendute in tutto il mondo non sono uno scherzo. Ma TomTom vive anche nei navigatori integrati nei cruscotti dai costruttori automobilistici, è soluzioni di fleet management, è telematica applicata alla risoluzione del problema traffico. Soprattutto, TomTom è qualità del software, dei contenuti e dei servizi offerti a chi si pone alla guida. Come MyDrive, che nei nuovi navigatori, appena presentati, permette di sincronizzare in un cloud il dispositivo con lo smartphone e il pc, permettendo al viaggiatore di programmare rotte, tappe intermedie e punti di interesse, come al pendolare di analizzare la viabilità e individuare percorsi alternativi per arrivare al lavoro, il tutto ancor prima di entrare in auto.
Peter-Frans Pauwels, il "fattore umano" di TomTom Bandit
Solo l'ultimo passaggio di una lunga evoluzione che ha avuto nel 2008 la sua accelerazione con l'acquisizione da parte di TomTom di Tele Atlas e dei suoi "big data" sul globo terracqueo. La base da cui partire per raffinare centimetro per centimetro le rotte che lo attraversano interagendo con le informazioni fornite anonimamente dagli stessi automobilisti attraverso i loro dispositivi. Eppure, proprio l'avvento dello smartphone e con esso della "portabilità" di Google Maps, ha determinato l'inevitabile contrazione del mercato dei navigatori e imposto al management olandese un serio ragionamento sul futuro.
Per non annegare aggrappati ai navigatori, bisognava esplorare nuovi mercati in cui essere comunque credibili chiamandosi TomTom. Questo, mentre la regressione degli utili e la repentina fragilità poneva la compagnia a rischio scalata. Il primo passo della nuova strategia nel 2013: TomTom debutta nel settore degli sport watch, Gps da polso capaci di indicare a runner, ciclisti e nuotatori tempi e distanze, altezze e profondità, di registrare il battito cardiaco e segnalare il suo range ottimale. La risposta di un mercato di grande prospettiva è ottima e a TomTom viene oggi attribuito un quarto del fatturato mondiale. Ma non poteva bastare. Per demolire, nella mente dei consumatori, l'identificazione tra TomTom e Pnd serviva qualcosa di veramente audace. Quel qualcosa è arrivato, presentato in un evento monstre lo scorso 29 aprile ad Amsterdam, davanti a centinaia di giornalisti appesi alle parole di Peter-Frans Pauwels, chief technical officer e cofondatore di TomTom.
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Come Go-Pro, TomTom Bandit è in estrema sintesi un'action camera dotata di Gps che unisce ottima qualità delle immagini, dimensioni minime e grandi prestazioni. Si comanda con un unico pulsante, la si può portare sulla neve, sott'acqua, sulla moto, in bicicletta e la sua batteria assicura tre ore di autonomia. È pronta a raccontare in soggettiva le gesta più estreme. Ma i consumatori più sportivi oggi identificano l'action camera con Go-Pro, esattamente come per gli automobilisti il Pnd richiama immediatamente il brand TomTom. Come superare questa barriera?
TomTom ha individuato il vantaggio competitivo di Bandit in una novità assoluta: la possibilità di montare in automatico una sequenza di alcuni minuti e di poterla condividere subito dopo la discesa sugli sci, la corsa o l'immersione, senza dover scaricare il girato in un computer ed editarlo con un programma di montaggio. Quindi subito, non al ritorno dalle vacanze. E' tutto nello slogan scelto per il lancio: "Share it while it's hot", condividilo quando è ancora caldo. Per ottenere questo risultato, TomTom ha sintetizzato un algoritmo capace di guidare i sensori di movimento nella individuazione delle parti più "action" delle riprese, leggendo la velocità, l'altitudine, la forza G, l'accelerazione e persino l'eccitazione nella pulsazione cardiaca. Grazie a un media server integrato nella camera e a un'app, le scene selezionate vengono acquisite dallo smartphone. Non è esclusa la selezione manuale del materiale. A quel punto basta letteralmente shakerare il cellulare per ritrovarsi il filmato editato, pronto per essere visto e condiviso, mostrando dove si è e cosa si fa in tempo praticamente reale.
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TomTom Bandit è un prodotto realmente innovativo, nel senso che trova la sua ragione di esserci in una tecnologia che migliora la vita delle persone, come era già avvenuto con i navigatori per gli automobilisti. In questo caso, i giovani, gli sportivi, gli amanti della vita all'aria aperta. Che per indole non dovrebbero essere contrari all'idea di risparmiarsi lunghe sedute davanti al pc per trarre un video di tre minuti da ore di riprese. La sfida a Go-Pro arriva dunque da un prodotto di ottime potenzialità commerciali. Se confermate dalle vendite, possono diventare la spallata in grado di sgretolare una volta per tutte il vecchio immaginario legato a TomTom e farne un marchio rinnovato e libero di espandersi. Anche oltre la tradizione.