Italian Tech

E3, gli sviluppatori italiani alla conquista di Los Angeles

E3, gli sviluppatori italiani alla conquista di Los Angeles
Da Assetto Corsa, gioco paragonato ai colossi del genere, alla piccola startup di Torino che sta lavorando con Sony: i nostri creatori di videogame si stanno facendo strada nel mondo. Ma nel nostro paese mancano ancora politiche di sviluppo adeguate
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C'È ANCHE un po' di Italia tra i corridoi del Convention Center di Los Angeles, dove si è appena concluso l'Electronic Entertainment Expo, la fiera di videogame più importante del mondo. "Vedere il nostro gioco paragonato a colossi come Gran Turismo o Forza Motorsport è motivo di grande orogoglio. In Italia siamo bravi a lamentarci ma in realtà abbiamo tanto talento e voglia di fare, basta provarci seriamente". Marco Massarutto è il fondatore di Kunos, piccola azienda con sede all'interno dell'autodromo di Vallelunga, alle porte di Roma, e il creatore di Assetto Corsa. Una simulazione di guida per Pc con auto da sogno come Ferrari, Lotus o McLaren, con modelli che spaziano dalla supersportiva come la 458 Italia a glorie del passato come la McLaren F1 e addirittura auto da corsa, dai prototipi di LeMans fino alle Formula Uno di qualche anno fa. C'è di tutto, in Assetto Corsa, soprattutto c'è la passione di un team di appena 20 persone che è riuscito nel miracolo di combattere ad armi pari con società che hanno centinaia di impiegati e budget milionari.

E proprio qui a Los Angeles è arrivata la notizia che Assetto Corsa, nel 2016, farà il grande passo e arriverà su console, su PlayStation 4 e Xbox One, grazie alla collaborazione con un'altra realtà italiana dei videogame, la 505 Games. "Abbiamo decine di anni di esperienza nel settore", racconta a Repubblica Raffaele Galante, uno dei fondatori di 505 e amministratore delegato di Digital Bros, uno dei maggiori distributori di videogame nel nostro paese. "Con 505 Games vogliamo mettere a frutto la nostra esperienza, creando una società che punta su sviluppatori di talento e giochi di qualità, offrendo tutto il supporto possibile affinché le buone idee si trasformino in qualcosa di concreto". 505 Games ha pochi anni sulle spalle, e non può certamente competere con colossi del calibro di Electronic Arts o Activision, ma ha già diversi successi alla spalle, come PayDay e il relativo seguito, e altri in arrivo, come l'onirico Abzù o il dramma nello spazio Adrift, che ricorda per certi versi il film Gravity. "Abbiamo appena aperto un ufficio qui a Los Angeles e stiamo reclutando tanti sviluppatori in giro per il mondo. Ma quello che facciamo negli Stati Uniti o in Europa possiamo farlo anche in Italia", racconta Galante. "Con Assetto Corsa e il suo arrivo su console vogliamo lanciare un messaggio positivo: anche nel nostro paese si possono creare videogame in grado di competere in campo internazionale", conclude.

Ma è davvero così difficile sviluppare videogiochi in Italia? "C'è tanto talento, c'è voglia di fare. Il problema è che mancano politiche di sviluppo che agevolino le piccole startup e le aziende come la nostra". A parlare è Mauro Fanelli, uno dei fondatori di Mixed Bag, piccolissima startup di Torino che ha da poco lanciato lo sparatutto spaziale Futuridium per PS Vita. Un titolo che si rifà ai vecchi classici 8-bit e che ha riscosso un certo successo, tanto che presto arriverà su PlayStation 4, anche con il supporto di Project Morpheus, visore per la realtà virtuale che Sony sta sviluppando per la sua console. "Non è facile, ma fare videogame non è semplice in assoluto, è un mercato molto competitivo dove basta un errore per rimanere indietro. Però in Italia abbiamo ragazzi di talento e stanno nascendo tante realtà interessanti. Oggi grazie alle piattaforme digitali si può raggiungere un gran numero di utenti con investimenti relativamente contenuti. È un momento perfetto per fare videogame. Sono piuttosto ottimista per il futuro", racconta Fanelli.

In effetti, altri sviluppatori tricolore stanno ottenendo consensi e affacciandosi sul mercato. Dalla storica Milestone, la compagnia di videogame più antica e famosa in Italia, che all'E3 ha appena presentato il nuovo gioco ufficiale della MotoGP e il gioco di rally dedicato al campione francese Sebastien Loeb, fino alla romana Storm in a Teacup, che ha appena annunciato un nuovo survival horror per Pc di nome Enki (anche se non è presente qui all'E3). "Ci vorrebbe più aiuto da parte delle istituzioni per essere davvero competitivi, bisogna seguire l'esempio inglese o quello canadese, dove ci sono politiche di agevolazione per chi realizza videogame. Bisogna migliorare le infrastrutture, dare più strumenti alle aziende. Ma non c'è dubbio: l'Italia ha abbastanza talento per poter competere ad armi pari anche con i grandi del settore", conclude Massarutto. Insomma, è tempo di rompere gli indugi e schiacciare sull'acceleratore. Già, come in un gioco di corse.