L'Apple Watch arriva in Italia
Arriva in Italia il 26 giugno, l'Apple Watch. Lo smartwatch di Apple arriva dopo l'annuncio della versione 2 del suo sistema operativo alla WWDC 2015, e con un numero di applicazioni già importante. Disponibile in tre edizioni, Sport, Watch e Edition con prezzi a partire da 349 euro (i prezzi dei vari modelli saranno comunicati venerdì) , l'Apple Watch è l'idea con cui Apple punta a rendere ancora più mobile la tecnologia personale. Per funzionare ha bisogno di un iPhone a cui abbinarsi, per trasmettere e ricevere dati. Attraverso l'uso dell'assistente vocale, l'utente "parla" all'orologio e può disporre diverse azioni, dal chiamare/messaggiare un contatto al cercare direzioni nelle mappe. Quello degli smartwarch è un mercato appena all'inizio e l'arrivo di Apple con un dispositivo dall'interfaccia innovativa ha già sparigliato le carte in tavola. Il boom è previsto dall'autunno, con molte altre app in arrivo.
Come che sia, l'Apple Watch è un orologio quanto è telefono uno smartphone. È quindi capace di fare un bel po' di cose oltre a dirci l'ora e questo grazie all'integrazione del suo software con l'ecosistema iPhone con il quale lui si parla via Bluetooth o WiFi. Già in questa configurazione - come fosse il tender di una nave madre - mostra di avere le carte in regola per cambiare alcune delle nostre abitudini digitali (come da promessa di Tim Cook) con la forza di Siri, l'assistente vocale che qui diventa ancora più importante. Anche perché l'azienda californiana sembra confermare ciò che l'ha caratterizzata negli anni della ripresa prima e del boom poi: riuscire a fare meglio quello che gli altri hanno già fatto prima ma forse un po' meno bene (basti pensare a cosa c'era prima di iPod, iPhone e iPad). "Reinventare, ridefinire", è il mantra che si sente dalle parti di Cupertino.
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Poi c'è un segmento di mercato a cui dare un senso, considerando che finora gli smartwatch non hanno sfondato affatto: i numeri parlano di 10 milioni di unità vendute in tutto il mondo nel 2014 che - nelle ottimistiche previsioni degli analisti - potrebbero diventare 40 (fonte Forrester) nel 2015. Questo scenario si realizzerà anche grazie all'effetto Apple? Vedremo. La strategia dell'attesa c'è stata anche questa volta. Diverse dal solito, invece, le modalità di vendita in Italia: dal 26 si può acquistare online o prenotarlo per andarlo poi a prendere all'Apple Store più vicino. Non si tratta di un preordine, semplicemente si prenota l'unità e la si va a ritirare allo store. Ma torniamo a vedere più da vicino l'Apple Watch, mettendo in fila alcune delle caratteristiche che ci hanno colpito di più.
Apple Watch, Tim Cook lancia il gioiello hi-tech
Il design. È un gran bell'oggetto. Poco da dire. Forma, stile, leggerezza, scelta dei materiali, attenzione ai particolari: anche qui Cupertino ha applicato con sapienza il suo credo. Una bellezza che riconosci non solo nell'hardware ma anche nel software, a cominciare da quello che ci fa scegliere che tipo di quadrante vogliamo avere al polso e ce lo fa poi personalizzare in pochi tocchi. Abbiamo la novità del force-touch che apre un mondo interno agli sviluppatori e ci sono le funzioni aggiuntive della corona digitale. I pulsanti in tutto sono due: una è la corona digitale e l'altro serve a richiamare la lista dei contatti preferiti, a impostare la modalità basso consumo o spegnere il dispositivo. Certo, si tratta di familiarizzare con un nuovo linguaggio ma l'impatto non è traumatico: l'uso è intuitivo come nella tradizione della Mela e alla fine ci si mette poco a prendere confidenza.
Giappone, l'ora di Apple Watch: ironia e scatti social
Al via le prenotazioni online per l'acquisto dell'Apple Watch, dalle 12.01 (ora del Pacifico). L'orologio di Cupertino sarà in vendita negli store dal 24 aprile in Usa, Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong e Regno Unito. Intanto, a Tokyo - nel 'department store' Isetan di Shinjuku - è già possibile provare l'orologio in versione di lusso: si tratta del modello in oro da oltre 10mila euro.
Nonostante la grande attesa, rispetto alle passate grandi occasioni - come per l'iPhone 6 - le file e la ressa sono state ben inferiore all'orario di apertura degli Apple Store di Sapporo e Fukuoka, o in altri grandi negozi autorizzati, come Softbank di Shibuya.
Nessuna ressa anche a Parigi, dove giornalisti e curiosi sono entrati ordinatamente nel grande negozio Apple dietro alla place de l'Opera, mettendosi in fila per la dimostrazione dell'atteso orologio della casa di Cupertino, ma altri si sono al tempo stesso distribuiti nei vari spazi dedicati a iPhone, iPad e iPod. Niente calca neppure davanti alle vicinissime Galeries Lafayette, i grandi magazzini parigini dove viene presentata da oggi un'edizione "lusso" in oro e platino dell'Apple Watch. Mentre sui social network c'è un flusso continuo di immagini e tweet con l'immancabile hashtag #applewatch
App native per fitness e salute. Una si chiama "Allenamento" e l'altra "Attività". La prima fa semplicemente quello che fanno altre app sugli smartphone, grazie all'accelerometro e il giroscopio incorporati per effettuare - con o senza obiettivi di calorie o distanza - una camminata, una corsa, un giro in bici, una sessione indoor col vogatore o con lo stepper. "Attività" invece monitora quello che facciamo con l'orologio al polso: grazie a due diodi a infrarossi e due sensori rileva il battito cardiaco ogni 10 minuti e con gli altri sensori registra quanto esercizio, quanti passi facciamo e quanto tempo stiamo in piedi nell'arco della giornata. Quest'app ci chiede di impostare il numero di calorie che vogliamo bruciare in 24 ore, e poi ci avvisa quando raggiungiamo l'obiettivo o siamo in ritardo e ci invita ad alzarci dalla sedia o dal divano quando vi passiamo troppo tempo. Un personal trainer essenziale e abbastanza discreto.
WatchOS 2, anche Apple Watch avrà un nuovo sistema operativo
Messaggi, mail, notifiche e telefonate. Dunque, ai primi si può rispondere direttamente dall'orologio, con frasi suggerite dal sistema sulla base del messaggio ricevuto o meglio ancora dettando la nostra risposta a Siri, l'assistente vocale. Ma questo solo se si tratta di sms o con l'applicazione Messaggi o con Skype. Funziona. Ovunque. In auto soprattutto. Il nostro smartphone può restare nella borsa o in tasca e facciamo tutto con qualche tap sul polso. Le mail possiamo leggerle, cancellarle ma per ora non si può rispondere (questo accadrà con la prossima versione di WatchOS, in autunno). Peccato. Le notifiche risultano molto utili perché ti avvisano che è arrivato un messaggio WhatsApp e Facebook Messenger. Per ora si può rispondere solo a Messenger e solo con un pollice alzato in segno di assenso. Questione di poco e anche queste app si adegueranno. Per fortuna non ci sono notifiche doppie: se stiamo usando l'iPhone queste non arriveranno sull'Apple Watch. La possibilità di rispondere alle chiamate è cosa molto comoda quando si è in auto oppure si è in casa in una stanza lontana dallo smartphone: non c'è bisogno di andarlo a recuperare per rispondere a una telefonata, lo si può fare direttamente dall'orologio. L'audio non è straordinario ma è quanto basta per capirsi. Per salvaguardare la nostra privacy, se si è in compagnia, è meglio associare all'Apple Watch un buon auricolare bluetooth. Allo stesso modo dall'Apple Watch si può far partire una chiamata o un messaggio. Basta svegliare Siri con la frase "Ehi Siri" e chiedergli di chiamare o mandare un sms a una persona in elenco. Tutto va come deve.
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Passbook, aspettando Apple Pay. Il primo lo abbiamo testato, il secondo soltanto immaginato perché il servizio in Italia non c'è. Già il programma per avere le carte d'imbarco e un QR code per poter passare i controlli negli aeroporti rappresenta una svolta. Avere questa possibilità al polso lo è ancora di più. Bella app, può soltanto migliorare. Quanto ad Apple Pay, al portafoglio elettronico che da anni si vuole perno degli acquisti del futuro, la tecnologia è già matura. Grazie all'NFC, nei negozi con i terminali abilitati, basta avvicinare lo smartwatch al lettore per pagare. Il sistema antifurto è garantito dal fatto che può usare questo sistema soltanto il proprietario dello smartwatch (che si deve autenticare con un codice) e il tutto funziona solo se l'Apple Watch è tenuto al polso. È la carta di credito del presente negli Usa e in altri Stati eletti e la carta di credito futuro da noi. Chissà quando arriverà.
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Le mappe. Comanda Siri, e come potrebbe essere diversamente? All'assistente vocale chiediamo di andare in una certa via e lui - insieme all'app mappe sul nostro iPhone - si mette all'opera e ci guida. Attenzione, non è necessario stare con gli occhi puntati sul piccolissimo schermo, con tutti i rischi che ne possono derivare soprattutto se siamo alla guida. Sono le vibrazioni della cassa, grazie al feedback tattile, a indirizzarci: vibra a destra se dobbiamo andare a destra, a sinistra se dobbiamo girare da quella parte. Bisogna solo prenderci confidenza, poi fa il suo.
Le app. Sono quasi tutte figlie dell'iPhone, per adesso. Presto, dopo la rivoluzione annunciata al WWDC dell'8 giugno a San Francisco, arriveranno quelle native di terze parti e le altre che già ci sono saranno migliorate con WatchOS 2. Aspettiamoci un diluvio di app. Tutte con il layout adattato allo schermo più piccolo, ovviamente. Al momento ci sono quelle social più famose come Twitter, Skype, Instagram, Foursquare, di localizzazione come Citymapper, Mappe, c'è Uber, Mytaxi, ci sono Ballel, TripAdvisor, Shazam, Runtastic. Non mancano app di dating coma Twitter e Tinder e poi naturalmente Mail, Calendario e il Meteo, la Borsa: Ancora, c'è Foto per vedere le immagini scattate dall'iPhone anche al nostro polso, c'è un'app che richiama la videocamera dell'iPhone e può scattare a distanza, un micro iTunes per poter riprodurre musica e ci sono le app per le news. Qui abbiamo una manciata di titoli, dei sommari, talvolta una piccola foto o in qualche caso un breve testo che raramente supera le 20 battute al termine delle quali si invita il lettore a continuare la lettura sul proprio iPhone. Abbiamo "sfogliato" l'app del New York Times, così come quella dell'Huffington post Italia, Radio Deejay e per ultima quella di Repubblica.it uscita proprio oggi. Tutte offrono un'informazione immediata e sintetica, in fondo il massimo che si può chiedere a un dispositivo da polso. Qualcuno osserva: "Ma chi mai leggerà notizie su uno schermo così piccolo?" È un'obiezione legittima. Ma è anche la stessa di appena qualche anno fa, quando uscirono le prime app di informazione a misura di smartphone. E abbiamo poi visto cosa è successo.
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La gestione del Watch dall'iPhone. Delegare allo schermo dello smartwatch la configurazione di tutte le opzioni era impossibile: troppo piccolo. Avrebbe richiesto abilità fuori dal comune e innervosito i più. Dall'app Apple Watch sul nostro iPhone, invece, possiamo gestire la presenza delle app nella home screen del telefono e decidere i loro comportamenti, possiamo scaricarne di nuove, settare le app di salute e fitness, decidere che livello di privacy attribuire loro, regolare il suono e luminosità dell'Apple Watch e tanto altro ancora. Quando un'app che abbiamo sull'iPhone rilascia la sua versione compatibile con l'Apple Watch questa ci viene segnalata e possiamo decidere se farla comparire o meno nella home screen dello smartwatch. Tutto più chiaro, tutto più a portata di dito.
Conclusioni. La sensazione è che questo dispositivo, nonostante abbia ancora un grande potenziale inespresso (con il nuovo WatchOS il salto si preannuncia notevole, proviamo soltanto a immaginare cosa diventerà quando avremo Homekit per la gestione della smart home), sia già in grado di aprirci a nuove soluzioni per il nostro modo di comunicare e stare in rete. Solo il tempo dirà quali di queste entreranno a far parte della nostra quotidianità fino a farcele sentire naturali. Un'ultima annotazione: dopo qualche giorno di iperattenzione verso il nuovo device, quasi ci siamo dimenticati di averlo al polso tra uno sguardo all'ora esatta, una notifica e un messaggio al quale rispondere con Siri. Tanto - non si sfugge - è sempre lui a ricordarsi di noi. Qualche minuto fa, per esempio, si è accorto che sono fermo da troppo tempo. Così, con un lieve tintinnio, mi ha suggerito di alzarmi in piedi e muovermi per un minuto. Penso proprio che abbia ragione.
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