Consegnati a Roma gli Oscar italiani dei videogame con i tre riconoscimenti più ambiti al videogioco polacco: è il migliore dell'anno. Ma la vera sorpresa sono gli indipendenti. Fanno incetta di premi Life is Strange, Her Story, Rocket League ed Ori and the blind forest. Ce ne sono anche per gli italiani
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ROMA - Il polacco The Witcher 3 è il gioco dell'anno. Si porta a casa tre premi ed esce trionfatore dalla quarta edizione dei Drago D'Oro, gli Oscar italiani dei videogame organizzati dalla Aesvi, l'associazione che riunisce tutte le aziende di settore. L'ultimo capitolo della saga fantasy nata a Varsavia, tratta dall'opera dello scrittore Andrzej Sapkowski, è il più votato dal pubblico e dalla giuria, oltre ad esser stato giudicato il miglior gioco di ruolo in assoluto. Risultato scontato per certi versi, vista la profondità, la bellezza e il successo dei titolo della Cd Projekt Red. Altrettanto scontato il premio per il più venduto che, stando alla Gfk, è il gioco di calcio Fifa 16.
Videogame, The Witcher e gli altri: i vincitori del Drago d'Oro
Ecco i vincitori del Premio Drago d'Oro, gli Oscar italiani dei videogame. Sono i 14 giochi che hanno vinto le 19 statuette in palio. The Witcher 3 ne vince tre, iniziando da quella più importante per il gioco dell'anno. A sorpresa vincono molti titoli indipendenti. Da Her Story ad Ori fino a Life is Strange
Ma fra gli sportivi il migliore è Rocket League, un indipendente, che supera colossi come Pes e lo stesso Fifa. Un segno interessante. Anche perché a proposito di indipendenti o comunque di videogame che nascono da software house lontane per attitudine e per stazza da quelle maggiori, Life Is Strange della parigina Dontnod Entertainment si porta a casa due statuette: miglior sceneggiatura e miglior personaggio. Un "super indie" che combina la narrazione delle serie tv con l'interattività di console e pc, raccontanto la storia di una adolescente e toccando temi che in genere i blockbuster non si azzardono a sfiorare. Altra sorpresa è Her Story, l’app di Sam Barlow, che vince tre draghi: migliore app, videogame più innovativo e miglior gioco indipendente. Non male per un progetto tanto sperimentale e coraggioso. Ori and the Blind Forest di statuette ne ha conquistate due e anche lui è a tutti gli effetti un indie.
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Fra gli italiani c’è poi la vittoria di Nero, che si porta a casa due statuette. Seguono In Verbis Virtus, premiato per il miglior design, e Ride della Milestone. Il team di Milano, una delle software house italiane più note e con una lunga tradizione alle spalle, ha ritirato il riconoscimento fra lacrime e commozione facendo capire a tutti quanta passione, tenacia e fatica ci sia dietro la realizzazione di un gioco.