I titoli più belli o interessanti visti all'Electronic Entertainment Expo, la grande fiera dei giochi di Los Angeles
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LOS ANGELES - A volte crescono. Perfino i videogame, che hanno come pubblico di riferimento venticinquenni per lo più di sesso maschile. Eppure all’Electronic Entertainment Expo 2016, la fiera dedicata ai giochi elettronici più in vista, quest’anno c'erano avventure più adulte del solito. Il ''cattivo'' da far fuori non è scomparso, ma lo si combatte per proteggere qualcuno al quale teniamo. Merito dell’effetto The Last of Us, videogame post apocalittico del 2013 che al racconto consumato dell'umanità vicina all’estimazione aggiungeva il rapporto fra i due protagonisti: un padre che aveva perso la figlia e si era poi inaridito nella partica della sopravvivenza e una ragazzina senza famiglia altrettanto indurita dalla vita.
God of War, nuovo capitolo di uno dei titoli più adolescenziali e di successo per PlayStation, con un volo pindarico non da poco si sposta dalla mitologia greca a quella nordica. Il protagonista, quel Kratos flagellatore degli dei dell’Olimpo, ora ha un figlio al quale insegna a vivere in un ambiente ostile. Vedere un personaggio tanto bidimensionale diventare vecchio per i videogame è già una conquista. Un'altra coppia che ha fatto parlare di sé è quella di The Last Guardian. Un bambino e una sorta di grifone gigante che per riuscire a superare le tante prove che hanno davanti dovranno aggirare la diffidenza e collaborare. Atteso da anni, lo abbiamo provato per circa 40 minuti. E’ bello, ispirato (e imperfetto) come pochi altri. Via di mezzo fra Shadow of the Colossus e Ico, il primo e il secondo gioco del creatore di The Last Guardian, Fumito Ueda.
E3, dai classici ai superindie: i titoli 'top'
Ecco i 13 migliori videogame dell'e3 2016, la grande fiera dei giochi elettronici di Los Angeles. Dagli indipendenti Abzu, Bound, Cuphead, Inside, alle grandi produzioni come Horizon, Detroit, Battlefield 1, The Last Guardian, The Legend of Zelda, Forza Horizon 3, God of War, Death Stranding
ReCore per Xbox One tanta di percorre una strada simile, la coppia stavolta è una ragazzina e un robot, senza però nemmeno avvicinarsi a quelle vette. Ma Microsoft ha (ri)mostrato alcuni ''superindie'', ovvero indipendenti ad alto budget, di qualità. Cuphead, che è tratto dai cartoni animati degli anni Trenta e Inside, nuovo incubo orwelliano della danese Playdead, quella di Limbo. A proposito di superindie. C’era nuovamente anche Abzu, viaggio nelle profondità sottomarine nato dalle ceneri dello stesso team dietro Journey. Al padiglione Sony invece spiccava Bound, che è anche per realtà virtuale. Narra di una donna in cinta e del suo subconscio. La protagonista è una danzatrice, che attraversa ballando scenari onirici e astratti. Una mosca bianca fra tante guerre futuribili e invasioni di zombie. Non a caso il modello di riferimento del team polacco che ha sviluppato Bound è un capolavoro intitolato Papo & Yo.
Gli ''open world'' alla Grand Theft Auto, che dominavano da qualche tempo, erano meno omnipresenti all'E3 2016. Ma è ovviamente ancora il genere di riferimento: da Mafia III, che si svolge in una New Orleans degli anni Sessanta, a Ghost Dog 2 fino a Ghost Recon Wildlands e a The Legend od Zelda, unico gioco vero presentato dalla Nintendo. Un gran bel titolo, anime interattivo elegante anche se non rivoluzionario. Belli poi Battlefield 1 e Forza Horizon 3 per Xbox One che si conferma come uno dei migliori videogame di corse automobilistiche e un altro Horizon, Horizon Zero Dawn, stavolta per PlayStation 4 che mette in scena un mondo post apocalittico dominato da una fauna robotica e l’umanità regredita ad uno stadio tribale.
La vita artificiale, e il pericolo potenziale che comporta, è alla base di Detroit. Fra Ghost in The Shell, Ex Machina e Blade Runner, tratta di tensioni sociali che potrebbero nascere con la diffusione degli androidi. L’autore è David Cage, quello di Heavy Rain, e come in quel caso la trama cambia secondo le scelte del giocatore ricombinandosi volta per volta. Da quel che abbiamo visto promette bene. Chiudiamo con Death Stranding, il nuovo progetto per PlayStation di Hideo Kojima, “padre” di Metal Gear. Non si è capito bene cos’è, se gioco o film, ma è visionario ed estremo quanto un film di David Lynch. Basta e avanza per meritarsi una menzione.