Pokémon Go, arriva un'app per far incontrare i giocatori
Si chiama PokeMatch e mette insieme la caccia ai mostri e quella all'anima gemella. In pochi giorni 10 mila appuntamenti
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ERA solo questione di tempo. Si chiama PokeMatch ed è un'applicazione di appuntamenti nata sulla scia del successo del videogioco del momento. Permette di dare la caccia ai Pokémon e all'anima gemella contemporaneamento. Il funzionamento è simile a quello delle altre applicazioni di "dating": si guardano i profili delle persone che sono nelle vicinanze e si dice sì o no. Se il sì è reciproco, allora si può chattare e mettersi d'accordo per un incontro, magari una battuta di caccia ai mostri in coppia per allentare l'imbarazzo del primo appuntamento. Poi se deve nascere qualcosa tra i due, nascerà.
PokémonGo in Italia, la caccia tra monumenti e in spiaggia
Sul mercato da pochi mesi, PokémonGo è già diventato un fenomeno di massa. L'Italia non fa eccezione. Così la caccia ai mostriciattoli conquista turisti e vacanzieri che sui social hanno condiviso le immagini dei Pokémon tra monumenti famosi e sulle bianche spiagge assolate
Questa app, che beninteso consente di cercare non solo partner ma anche amici, è stata sviluppata in tre giorni e messa a disposizione di iPhone e dispositivi Android la settimana scorsa. Nei primi quattro giorni dal lancio ha raggiunto il traguardo dei 10 mila appuntamenti combinati. Ma - sull'onda del successo di Pokémon Go - è facile immaginare che non si fermerà qui.
Pokémon Go, una miniera d'oro senza confini
Dagli hotel alle pizzerie, dai ristoranti ai servizi di ridesharing come Fasten, a Boston, passando per gli stratagemmi più artigianali, come la messa all'asta del proprio profilo da "allenatore esperto" o la vendita del proprio tempo, come ha pensato di fare un 27enne ravennate. Fino ai servizi di dating per incontrare l'anima gemella mentre dai la caccia a Pikachu. Nel giro di dieci giorni Pokémon Go, il videogame per smartphone sviluppato da Niantic e Nintendo che ha trasferito su mobile e con realtà aumentata la saga dei mostriciattoli ideata a metà anni Novanta, ha innescato un mercato parallelo fra marketing e affari veri e propri. Business più o meno redditizi e divertenti che stanno fiorendo soprattutto intorno ai PokéStop, i luoghi digitali in cui trovare PokéBall e uova. Ma anche sfruttando oggetti acquistabili nell'applicazione come i ''moduli esca'' o gli aromi che attraggono esserini e giocatori nei negozi e nei locali. Sono nati servizi di intermediari, come LureDeals, e la stessa Niantic sta pensando si aprire all'introduzione dei PokéStop sponsorizzati. Fra i primi ci saranno, pare ormai ufficiale, i ristoranti McDonald's a partire da quelli nipponici