L'immortalità è da sempre un caposaldo dei desideri umani. Specialmente in qualche forma di duplicazione digitale, come avviene per esempio nella serie britannica Black Mirror dove la protagonista di un episodio crea una versione digitale del marito morto utilizzando le informazioni sul suo conto raccolte anche su internet. Non è un caso che, di recente, proprio la piattaforma di Menlo Park abbia messo mano alle modalità di gestione degli account post mortem, battezzando e rendendo disponibile anche in Italia la scelta di un Legacy contact, cioè un utente scelto fra gli amici che potrà gestire, ma solo in parte, il nostro vecchio profilo o traghettare la trasformazione dell'account in una pagina commemorativa. A quanto pare, con Eter9 non servirà neanche questo: già mentre siamo in vita il profilo assumerà sempre più autonomia, comportandosi come noi anche mentre non ci siamo.
Eter9, il social network per l'eternità
Una piattaforma semplice ma che presenta le stesse possibilità d'interazione delle altre: il "like" diventa "smile" e la bacheca una corteccia. Con la differenza - fornita da un pannello di controllo sulla destra, una volta entrati anche attraverso la credenziali di Facebook - di scegliere le tipologie di contenuti da visualizzare e, soprattutto, la fonte di quei contenuti. Eter9, il sito lanciato dal programmatore portoghese Henrique Jorge che disegna scenari Existenz, Matrix e Black Mirror, ci consente cioè di interagire con utenti in carne ed ossa, con le loro "controparti" automatizzate o scegliere di rimanere nell'indistinguibile, facendo scorrere sulla nostra timeline post di ogni tipo. Oltre che un social network è anche un esperimento di intelligenza artificiale: secondo gli obiettivi indicati sulla pagina d'accesso, l'idea è quella di consentire al sistema di imparare dai post pubblicati e dalle precedenti interazioni per concedere alla "controparte", una sorta di avatar digitale che tiene traccia delle nostre azioni, di pubblicare e commentare in autonomia anche quando siamo offline. O, potenzialmente, quando saremo morti.
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Il funzionamento, per quanto riguarda la prassi del social, è simile a quello di tutti i social: c'è modo di "sorridere" a un contenuto (come mettere un like) e pubblicare post. Con la differenza di questo rapporto mediato. Si possono infatti adottare utenti virtuali (i Niners) come assistenti - la prima che ci viene presentata appena iscritti è Eliza Nine - e, ovviamente, intrattenere rapporti con profili che - senza possibilità di saperlo - sono magari gestiti in automatico. D'altronde, più ci si muove sul social più Eter9 - messo a punto dal programmatore portoghese Henrique Jorge - più la piattaforma comprende come saremmo e come saremo. Regalandoci onnipresenza ed eternità digitali.
"Eter9 rende possibile dare una vita eterna all'utente e concedergli l'abilità permanente di interagire di continuo, 24 ore su 24, tramite un elemento chiamato controparte, che si attiverà ogni volta che l'utente è offline, sia postando contenuti che commentando", si legge sul sito internet. Un clima a metà fra un'assurda pellicola di David Cronenberg e in fondo la direzione che i nostri stessi atteggiamenti ci hanno condotto a imboccare: l'iperconnessione quotidiana, la sovrapposizione fra offline e online.
"La controparte sarà anche responsabile per l'eternalizzazione dell'utente - si legge ancora - assorbirà tutte le informazioni in base a precedenti post e commenti e le processerà". Per garantirti un'invincibilità, almeno lì sopra. D'altronde la crasi del nome mette insieme "eternity" e "cloud 9", cioè l'espressione inglese che sta per "essere al settimo cielo". Al momento il sito è in versione beta con 5mila iscritti. L'idea è anche quella di acquisire informazioni da profili social già attivi, Facebook su tutti: "Stiamo provando a costruire un sistema di intelligenza artificiale che impara rapidamente da altre reti visto che al momento i dati su Eter9 sono relativamente pochi", ha detto Jorge alla Bbc Newsbeat. Ci sembrerà forse assurdo tanto quanto, appena qualche anno fa, ci sarebbe apparso incredibile chiedere le indicazioni per il ristorante a una signorina digitale di nome Siri.