Roma, Renzi incontra Zuckerberg a Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook. "Abbiamo parlato del terremoto della scorsa settimana e di come la community Facebook in Italia e in tutto il mondo si sia unita per aiutare le persone a ricominciare", ha scritto Zuckerberg sul proprio profilo ufficiale. "Abbiamo anche parlato di come la tecnologia sta aiutando a creare posti di lavoro e far crescere l'economia italiana"
Zuckerberg ha iniziato con una breve introduzione. Meglio: una dichiarazione d'amore per Roma che ovviamente ha strappato un lungo applauso. "Ho studiato latino e storia romana al liceo. Perché sono un disastro con le lingue e il latino ha il pregio che non si deve parlare. Adoro questa città. E la amo così tanto che quando mi sono sposato sono venuto qui in viaggio di nozze. Mia moglie scherzando mi ha detto che eravamo in tre: io, lei e le statue di Augusto". Il botta e risposta è cominciato poco dopo e la prima domanda è stata fatta a proposito del terremoto. "Quando ho saputo", ha detto lui, "mi sono chiesto: cosa può fare Facebook? Una delle funzioni di cui vado fiero è il Safety Check di Facebook. Ogni volta che c'è una calamità, naturale o meno, il nostro social network chiede conferma in automatico a chi è nella zona se sta bene. Ha permesso a 50 milioni di persone di dire alla famiglia che stavano bene. Ma vogliamo fare di più. Per questo abbiamo donato mezzo milione di euro alla Croce Rossa sotto forma di Ad Credits, e quindi pubblicità (cosa che ha generato qualche polemica). Sono fiero di come la comunità ha risposto. C'è un ristorante ad esempio che sulla sua pagina ha scritto che avrebbe donato un euro per ogni piatto di amatriciana ordinato".
Roma, Zuckerberg e la moglie Priscilla ricevuti da papa Bergoglio: "Tecnologie contro povertà"
Papa Francesco ha ricevuto oggi Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, che era accompagnato dalla moglie Priscilla Chan. Lo riferisce il direttore della Sala stampa vaticana, Greg Burke. "Hanno parlato di come usare le tecnologie di comunicazione per alleviare la povertà, incoraggiare una cultura dell'incontro, e fare arrivare un messaggio di speranza, specialmente alle persone più disagiate", spiega il portavoce della Santa Sede.
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Nel corso di un'ora, sia dalla sala sia dalle persone collegate via Web, sono arrivate domande di ogni tipo che hanno toccato più o meno tutti gli aspetti della vita di Zuckerberg, da quelli familiari a quelli lavorativi. E c'è stato anche chi, come Alessio, gli ha chiesto cosa pensasse di Pokémon Go e cosa stesse facendo in fatto di realtà aumentata e virtuale. Ma le risposte migliori sono arrivate per lo più parlando di organizzazione aziendale e di mitologia. Esatto, anche di mitologia: Enea, con la sua perseveranza e l'aver creduto in un progetto assieme ad altri, è un modello per un imprenditore. A Cristina ha spiegato poi che fare l'imprenditore significa saper imparare Non si tratta di sapere tutto, ma apprendere rapidamente. "Nessuno infatti è giudicato alla fine dai fallimenti, che sono necessari, ma da quanto riesce a cambiare il mondo. Una delle miei libri preferiti è l'autobiografia di Albert Einstein. Lui credeva fosse necessario fare molti errori. Ma nessuno se li ricorda, si parla solo dei suoi successi perché sono costruiti su quegli sbagli". Facile a dirsi se uno si chiama Zuckerberg e ancor più Einstein, un po' meno a farsi. Ma è vero che da noi, oltre a non coltivare il valore dell'errore come parte di un processo, si pensa sempre che bisogna partire da una grande idea e che quell'idea si può mettere in pratica da soli. E invece si tratta di un percorso collettivo, graduale, fatto di tanti ostacoli. Un processo nel quale la tenacia gioca un ruolo fondamentale. "Ne conosco tanti che hanno gettato la spugna troppo presto o per i motivi sbagliati", ha sottolineato Zuckerberg. Ha anche ricordato che continua a lavorare con le persone con le quali lavorava all'inizio, raccontando quanto sia importante circondarsi delle figure giuste.
Mark Zuckerberg a Roma: jogging intorno al Colosseo
"E' fantastico essere di nuovo a Roma! Abbiamo iniziato la giornata con una corsa, dal Circo Massimo alla casa di Augusto fino al Colosseo. E' sorprendente correre sulle strade della città che ha contribuito proprio alla loro invenzione". Ha scelto il jogging, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, per cominciare la sua giornata nella Capitale. In seguito incontrerà gli studenti dell'università Luiss. Non è la prima visita di Zuckerberg. Quattro anni fa trascorse una parte della sua luna di miele proprio a Roma
L'unica vera domanda cattiva, relativamente parlando, è arrivata verso la fine. Alessio gli chiede se ha mai pensato di aver rovinato milioni di rapporti faccia a faccia con la nascita di Facebook. Zuckerberg ride, e risponde (ovviamente) di no. "Altrimenti avrei cambiato tutto". Facebook non rovinerebbe i rapporti, non si sostituisce alle relazioni faccia a faccia ma avvicina le persone che sono lontane o che si vedono magari poco. Sostiene lui. Davide chiede invece se si sente un editore. E lui di nuovo risponde di no. "Siamo una aziende hi-tech, non una azienda dei media. Costruiamo gli strumenti per i media. I media sono necessari, ma lo sono altrettanto i social network ben più diversificati e capaci di dar voce a opinioni opposte". Diversi gli accenni alla famiglia, dai valori trasmessi dai suoi nonni e dai suoi genitori, alla figlia che ancora gattona. Molto veloce nel parlare, facile al sorriso e altrettanto rapido nel passare da una battuta a un discorso più serio. Una velocità e una passione confermata anche da quegli imprenditori che lo hanno incontrato dopo l'ora passata con gli studenti. Del cofondatore di Facebook si può pensare più o meno tutto. Ma su una cosa ha ragione: negli anni è cresciuto ed ha appena 32 anni. Più sicuro dei suoi mezzi rispetto al passato quando parla in pubblico, eppure con quella trasparenza di fondo (vera o studiata a tavolino che sia) capace di creare un ponte immediato fra lui e chi lo ascolta. Il tutto malgrado il patrimonio personale da 54 miliardi di dollari e un'azienda che ha oltre un miliardo e mezzo di utenti dei quali 29 milioni in Italia. Anche questa è una abilità e non è possibile che sia solo frutto di un'operazione di immagine.
Zuckerberg a Modena: cena alla Francescana e selfie con Bottura
Il fondatore del social network più conosciuto al mondo non poteva che cenare nel ristorante giudicato il migliore al mondo. Ieri Mark Zuckerberg, durante la sua visita a Modena (nell'ambito di un tour in Italia), ha cenato all'osteria Francescana dello chef Massimo Bottura. "I love my job, especially when I meet amazing people who have changed the world" ha scritto tra le altre cose lo chef, entusiasta: "Amo il mio lavoro, specialmente quanto incontro persone che hanno cambiato il mondo". Ecco le foto ricordo pubblicate sul profilo Instagram di Bottura