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Dall’aeroporto Berlusconi al parco Trump

Dall’aeroporto Berlusconi al parco Trump

VIAGGI DA FERMO: Non solo in Italia si discute sui luoghi pubblici dedicati a politici controversi...

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Ma poi com'è finita quella storia dell'aeroporto di Malpensa intitolato a Silvio Berlusconi? È una decisione definitiva, stanno già preparando le insegne, o c'è ancora spazio per dubbi, del resto espressi perfino dal figlio Pier Silvio? Ne abbiamo parlato, ci siamo accapigliati, ci abbiamo confezionato su decine di meme, poi sono arrivate notizie un po' più importanti e ce ne siamo dimenticati. Del resto diciamoci la verità, in Italia non siamo abituati a chiamare gli aeroporti con i nomi di persona. Chi è che decolla dal Leonardo da Vinci invece che da Fiumicino, chi sa che Linate è dedicato a Enrico Forlanini e Capodichino a Ugo Niutta, entrambi valorosi aviatori ma insomma non proprio sulla bocca di tutti? L'unica parziale eccezione che mi viene in mente è l'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, ma quelli sono indimenticabili eroi (e per la verità anche quel nome è stato contestato).

Di sicuro gli ultrà aeronautici di Silvio sperano di invertire la tendenza, vorrebbero che si cominciasse a dire "Milano Berlusconi" così come si dice "New York Jfk" o "Parigi Charles de Gaulle". Ecco, ma come funziona all'estero con le intitolazioni? È proprio la Francia la più generosa con i propri ex présidents: Pompidou ha il grande centro d'arte parigino, Mitterrand la Biblioteca nazionale, Chirac un importante museo etnografico. Più restii gli inglesi – non risulta granché a nome di Margaret Thatcher, ma del resto loro hanno i reali – e i tedeschi, che per ora a Helmut Kohl hanno dedicato solo qualche strada. Quelli che invece non si tengono sono gli americani, che – ne avevo già parlato in una rubrica di qualche anno fa – per intitolare una strada, una scuola o un aeroporto non aspettano nemmeno la morte del beneficato. Così Reagan e Bush padre hanno avuto un aeroporto ciascuno (rispettivamente a Washington e a Houston) mentre erano ancora in vita, e Bill Clinton figura insieme a Hillary nell'intestazione dello scalo di Little Rock, Arkansas. A Joe Biden, invece, è stata dedicata la stazione ferroviaria di Wilmington, nel suo Delaware, ancor prima che diventasse presidente.

Quanto a Trump, naturalmente ha dato il nome ai suoi alberghi, casino e complessi residenziali, ma di pubblico ha ottenuto solo un parco nei dintorni di New York, il Donald J. Trump State Park. È stato istituito nel 2006 su terreni che Donald aveva comprato per costruirci su un campo da golf, ma poi si è accorto che la zona era impraticabile e quindi ha donato tutto allo Stato in cambio di un sostanzioso sgravio fiscale. Solo che si è dimenticato di stanziare anche i fondi per la manutenzione, il parco negli anni è stato pressoché abbandonato e nello Stato di New York, dominato dai Democratici, sono in tanti che chiedono di cambiargli nome. Una proposta di legge in tal senso si chiama Anything But Trump Act: chissà che a qualcuno non venga in mente di chiamare Malpensa "Aeroporto Tutto Tranne Berlusconi".

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