Beh Wilson è una delle più importanti scrittrici di cultura gastronomica del nostro tempo: i suoi libri parlano della storia culturale delle posate, dei cibi contraffatti e velenosi, e di molto altro. L’ultimo tratta,a prima vista, di uno stampo per torte a forma di cuore.
Dopo molti libri storici, Wilson ha scritto forse il suo capolavoro, che pur contenendo molta ricerca approfondita è anche una storia personale e umana: The Heart-Shaped Tin. Love, Loss and Kitchen Objects prende il via da una coincidenza che forse non lo è: un giorno, passando in cucina per stendere i panni, l’autrice vede cadere uno stampo per torte a forma di cuore. Con quello stampo, vent’anni prima, aveva cucinato una torta per il suo stesso matrimonio, e l’aveva sempre conservato come talismano dell’amore che la legava al marito. Il giorno in cui quello stampo cade, però, Wilson è ancora sconvolta, perché il marito l’ha lasciata soltanto due mesi prima.
«Alcuni oggetti si caricano di un significato in modi che…
Beh Wilson è una delle più importanti scrittrici di cultura gastronomica del nostro tempo: i suoi libri parlano della storia culturale delle posate, dei cibi contraffatti e velenosi, e di molto altro. L’ultimo tratta,a prima vista, di uno stampo per torte a forma di cuore.
Dopo molti libri storici, Wilson ha scritto forse il suo capolavoro, che pur contenendo molta ricerca approfondita è anche una storia personale e umana: The Heart-Shaped Tin. Love, Loss and Kitchen Objects prende il via da una coincidenza che forse non lo è: un giorno, passando in cucina per stendere i panni, l’autrice vede cadere uno stampo per torte a forma di cuore. Con quello stampo, vent’anni prima, aveva cucinato una torta per il suo stesso matrimonio, e l’aveva sempre conservato come talismano dell’amore che la legava al marito. Il giorno in cui quello stampo cade, però, Wilson è ancora sconvolta, perché il marito l’ha lasciata soltanto due mesi prima.
«Alcuni oggetti si caricano di un significato in modi che non possiamo controllare. E ci sono oggetti che - anche se prodotti in fabbriche anonime o acquistati in negozi insignificanti - sembrano portare con sé una forma di magia». Il libro parla di questo, con molte storie e molti esempi di persone reali, immaginarie, famose o sconosciute.
Leggendolo mi sono ricordato di una teglia molto vecchia che comprai in un mercatino anni fa, completamente arrugginita e inutilizzabile: l’ho infine restaurata, e ho inventato una ricetta per usarla: serve a fare dei dolci che un secolo fa si chiamavano gems, gemme. Anch’esse dimenticate, sono un po’ tornate di moda su internet, e basta guardarle per capire perché.
La ricetta: Dolci gemme
Che cosa serve
Per 12 gemme: 1 limone non trattato, 3 uova, 100 g zucchero, 100 g yogurt, 190g farina, 1 cucchiaio baking powder, 50 g burro.
Come procedere:
In una ciotola versate le uova, lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Aggiungete lo yogurt, mescolate, quindi aggiungete la farina e la baking powder. Amalgamate bene e aggiungete infine il burro fuso. Versate negli stampi precedentemente imburrati e infornate a 150° per 15 minuti. Preparate una bagna con due bicchieri d’acqua e il succo del limone rovesciate le gemme in una teglia profonda e versatecelo sopra. Servite a temperatura ambiente.