Questa statua di Charles Darwin, accompagnato da un leone marino e da una tartaruga gigante, troneggia sulla costa di San Cristóbal, una delle isole Galápagos: è il punto in cui, nel 1835, il grande naturalista inglese attraccò nell'arcipelago del Pacifico, dove studiando le piccole variazioni della fauna da un'isola all'altra avrebbe posto le basi per la sua teoria dell'evoluzione. Il Viaggio da fermo alle Galápagos non è solo un omaggio alla rubrica di Riccardo Staglianò dallo stesso titolo che lo precede nella newsletter del Venerdì (a proposito, iscrivetevi!), ma anche una segnalazione di un bel reportage che trovate sul numero del 16 gennaio e sul sito.
Adam Popescu del New York Times è andato a Puerto Ayora, principale centro abitato dell'arcipelago ecuadoriano, scoprendolo in preda all'overtourism. Grazie ai voli low cost e alla proliferazione di Airbnb, quest'anno le isole hanno attirato cirrca 300 mila turisti. È il solito dilemma: il turismo porta soldi ma rischia di compromettere il già fragile ecosistema locale; d'altra parte vietarlo potrebbe persino peggiorare le cose, visto che le altre attività economiche locali – la pesca, e da qualche tempo anche il narcotraffico – non sono certo più rispettose dell'ambiente. L'anno scorso poi Daniel Noboa, giovane e ricco presidente dell'Ecuador, ha dato un chiaro segnale abolendo – per risparmiare, dice lui – il Ministero dell'Ambiente, e accorpandolo a quello dell'Energia, vale a dire del petrolio. Non a caso è in ottimi rapporti con Trump. Questo però non ha impedito agli elettori, a novembre, di bocciare con un referendum la proposta di Noboa di cambiare la costituzione e consentire l'apertura di basi militari straniere – leggi statunitensi – sul territorio nazionale. Speriamo che Donald non la prenda troppo male.
Dalla newsletter Finalmente è Venerdì del 16 gennaio 2026. Clicca qui per iscriverti, è gratis