Viaggi

Idra (Grecia)

Dimore esclusive

A pochi chilometri dalla costa di Atene, l'isola è la nuova meta turistica di imprenditori greci e artisti di tutto il mondo. Le auto sono bandite: si circola a piedi, in bici o sui muli

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Un'isola dove non si produce nulla e tutto, persino l'acqua corrente, arriva dalla terraferma. Un'isola dove non circolano automobili, motorini né tantomeno fuoristrada, e l'unica concessione meccanica è rilasciata ai camion per la raccolta della spazzatura.

Un'isola dove, per raggiungere le spiagge più belle, le baie più isolate e le case più inaccessibili, i mezzi sono quelli di una volta: la barca, le gambe, il mulo. Non è l'Isola del Tesoro o quella del Conte di Montecristo, né un luogo per eremiti in fuga dalla modernità: Idra galleggia nell'azzurro del Mediterraneo, ad appena qualche chilometro dalle coste di Atene.

Chic ed esclusiva, è diventata la nuova terra d'immigrazione di imprenditori greci e artisti di tutto il mondo, a cominciare dal cantautore canadese Leonard Cohen, che qui hanno trovato la loro residenza segreta, il loro esilio dorato. Il benvenuto ai turisti appena sbarcati sul molo di Idra lo danno i ragli di asini e muli, pronti a trasportare persone e bagagli su per il gomitolo di scalinate e vicoli impervi, tra l'intreccio grigio e bianco delle case appollaiate sulla collina.

Lungo il porto circolare - che il Consiglio d'Europa ha inserito tra i monumenti protetti di Grecia, vietando ogni modifica dell'area -un primo assaggio della raffinatezza di Idra sono le vetrine con gli originalissimi monili di Elena Votsi, i vestiti in lino grezzo d'impeccabile eleganza island-style della boutique Nereid e le coloratissime borse di cotone a tracolla di Lulaki, il negozio dell'architetto argentino Enrique Llorca, che prendono il posto delle immancabili T-shirts con i versetti dell'Odissea o degli inevitabili ciondoli con la maschera di Agamennone nella classifica dei souvenir più richiesti.

Oltre ad essere uno dei veterani della folta comunità straniera di Hydra, Llorca è anche artefice del restauro di molte dimore d'epoca dell'isola, che si affittano d'estate. Arroccate sulle zone più alte del paese, arredate con mobili e oggetti d'epoca, completate da piscine ricavate nelle cisterne in pietra dei cortili e abbellite da terrazze squadernate sul mare, sono offerte ai turisti disposti a spendere un po' di più - ma soprattutto a sbuffare e a sudare salendo a piedi centinaia di scalini - pur di godere di un'atmosfera da sogno.

L'abitato, all'inizio nascosto dal promontorio scosceso, si rivela lentamente in un fiorire di porte decorate, di scale d'accesso elegantemente lineari, di cortili lastricati e d'armoniosi archi di pietra, motivi di un'architettura tradizionale legata più alle fortune delle dinastie di armatori greci che alla fatica dei pescatori dell'Egeo.

Nelle ore più calde, i crocieristi affollano i caffè del porto. Nessuno si avventura per le ripide salite che portano alle case più inaccessibili, né sui sentieri verso le baie più isolate, veri nidi tra gli scogli che si raggiungono facendo trottare le gambe, proprie o del malcapitato mulo di turno: assolutamente out sono gli yacht e i motoscafi.

Chi può, come in una Capri d'altro secolo, va al kafenion solo la mattina presto e alla taverna solo la sera tardi, snobbando i locali e riunendosi nell'atmosfera salottiera delle case. I vecchi magazzini di deposito delle spugne sono diventati alberghi di charme, le ville dei commercianti veneziani, dei diplomatici russi e degli armatori ateniesi si sono traformate in residenze private di scrittori, musicisti, architetti inglesi, canadesi e americani assetati di tranquillità, di relax, di ispirazione creativa.

Unica concessione al divertimento collettivo è il Festival Internazionale del Teatro di Marionette, che si tiene ogni anno, nei primi giorni di luglio. Burattinai di ogni parte del mondo mettono in scena spettacoli ed esibizioni; gli artisti non percepiscono alcun compenso e l'ingresso del pubblico è libero (informazioni presso l'Ente Nazionale Ellenico per il Turismo o la Polizia turistica dell'isola, tel. 22980.52205).

Tutto il passato dell'isola si lega alle memorie della vita marinara, alla grandeur degli imprenditori navali e degli armatori greci, all'importanza strategica che Idra rivestì nell'Egeo, a cominciare dalla metà del XVIII secolo fino alla guerra d'indipendenza del 1821.

Le caratteristiche archontiko, le ottocentesche ville di pietra grigia delle ricche famiglie, circondate da mura come fortezze, sono adesso spazi istituzionali come Casa Tsamados, che fronteggia l'approdo dei traghetti ed è stata adibita a sede dell'Accademia Navale, o Casa Tombatzi, all'estremità occidentale del porto, di proprietà dell'Accademia di Belle Arti di Atene.

La storica dimora dell'armatore Lazaros Koundouriotis, figura centrale dell'indipendenza greca, è invece diventata un affascinante spazio espositivo con divani in stile turco e mobili ottomani; il museo, che raccoglie pezzi d'arte, costumi d'epoca, gioielli e ceramiche antichi, si affianca ad altri spazi espositivi come il Museo degli Archivi Storici, che testimonia l'eredità e le radici culturali dell'isola, o il bel museo Bizantino allestito nelle celle del monastero di Kimissis tis Theotokou, sovrastato da un'alta torre campanaria.

Idra non è un'isola per gli amanti delle spiagge a tiro d'albergo: anche il sole e il mare, qui, bisogna guadagnarseli. Dal borgo elegante di Kamini e dal lido di Vlichos, l'unico attrezzato con ombrelloni e sdraio, e fino al litorale pietroso di Bisti o al faro di capo Zouvras, lungo la costa meridionale dell'isola, gli accessi diretti a mare sono rari e difficili.

Le due o tre spiagge dell'isola si concedono soltanto a chi è disposto ad affrontare sentieri di terra battuta, ad affittare una barca o a contrattare il prezzo di un costoso water-taxi.

Isola per camminatori con piedi buoni, Idra regala un ultimo frammento della sua bellezza nel panorama che si gode dal monastero di Aghios Nikolaos: lo sguardo abbraccia tutto il profilo della costa fino allo scoglio roccioso di Dokos, in un abbagliante scorcio d'azzurro che ripaga dai 10 km. di cammino tra la vegetazione mediterranea, sotto il sole cocente, lungo un sentiero solitario. Da affrontare, a piedi oppure a dorso di mulo.