Viaggi

Il viaggio aereo del futuro è fai-da-te. Dai robot ai bagagli, le novità hi-tech

Tra smartphone e chioschi intelligenti i passeggeri sono sempre più autonomi e pretendono un'esperienza personalizzata. Al summit mondiale di Sita, cooperativa dei vettori dei cieli, lo scenario degli scali, dei voli e della sicurezza nell'era mobile
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BARCELLONA - Il viaggio aereo è sempre più tecnologico, fai-da-te, libero di arricchirsi dai numerosi dispositivi da cui non riusciamo a separarci. Smartphone su tutti. Ma è anche un processo che, anno dopo anno, tende a smaterializzarsi e velocizzarsi, dimenticando la carta e magari - se per esempio siamo all'aeroporto di Ginevra, dove lavora il robot Leo - anche la valigia. Tutto questo è evidente dalle novità presentate a Barcellona da Sita, la supercooperativa delle compagnie aeree specializzata nello sviluppo delle soluzioni tecnologiche per i vettori e gli aeroporti, in occasione del suo annuale Air Transport It Summit.
 
Passeggeri connessi e indipendenti
D'altronde sono gli stessi passeggeri a non riuscire più a fare a meno di questo approccio. Una corposa ricerca presentata durante l'evento, il tradizionale Passenger It Trends Survey (realizzato ascoltando 9mila persone da 19 Paesi), racconta infatti che i viaggiatori "convertiti" alla tecnologia self-service non riescono a tornare indietro. Anche per questo il comparto dell'aviazione civile è in assoluto uno dei più dinamici per l'information technology. Il check-in, per esempio, è ormai effettuato quasi per interno da smartphone (92%). Mentre più della metà dei passeggeri mondiali (56%) consegna il bagaglio da sé, attraverso i sempre più numerosi chioschi per il bag drop. Sita ne ha presentato un modello di ultima generazione in grado di sbrigare una quantità di operazioni connesse al volo, dal check-in all'etichettatura, attraverso il quale si può anche saldare via Nfc (Apple Pay e compagnia) l'eventuale extra per la valigia troppo pesante o il trolley aggiuntivo. Già se ne trovano di questo tipo all'aeroporto Schiphol di Amsterdam o negli scali parigini Charles de Gaulle e Orly.
  La personalizzazione
Il fatto è che l'esperienza di viaggio sta diventando più soddisfacente e in parte divertente. Non è più da tempo solo una faccenda basilare. Se ne sono accorte perfino le low-cost, che negli ultimi mesi hanno avviato programmi di maggiore attenzione al cliente. Secondo l'indagine l'85% dei viaggiatori ha riportato lo scorso anno un'esperienza di viaggio positiva. Questa sensazione, qui l'elemento interessante, s'impenna proprio quando si ha più possibilità di scelta e maggiore controllo sulla gestione del viaggio. Basti pensare ai bagagli disguidati, che ormai sono una rarità: secondo il Baggage Report continuano a diminuire di anno in anno. Sono ormai solo 6,5 ogni mille passeggeri. Vi sembrano molti? L'anno scorso sono atterrati e decollati 3,5 miliardi di persone: mezzo pianeta. In generale, la soglia accettabile d'attesa alla riconsegna si colloca intorno al 10 minuti. Le sfide logistiche per gli scali sono enormi.
 
"La consapevolezza che i passeggeri durante il viaggio preferiscono utilizzare i propri dispositivi e le tecnologie self-service dovrebbe incoraggiare compagnie aeree, aeroporti e agenzie governative a scoprire come queste tendenze possano migliorare l'esperienza dei passeggeri nei momenti per loro più negativi. La tecnologia oggi è pronta, e anche i viaggiatori lo sono" ha spiegato Francesco Violante, Ceo uscente di Sita dopo 13 anni che da luglio passerà la cloche (anzi, il joystick) alla francese Barbara Dalibard.
 
I contenuti
In attesa e anche a integrazione del Wi-Fi per tutti Sita ha presentato anche una soluzione davvero intrigante: si chiama EntertainMe ed è un totem dal quale scaricare e pagare nel giro di un minuto, prima di salire a bordo, film, magazine e quotidiani sul proprio iPhone o iPad. Per allargare l'offerta dell'intrattenimento a bordo con le proprie scelte. I primi due saranno testati la prossima estate al terminal 5 di Heathrow, a Londra. Contenuti gratuiti e a pagamento fra pellicole recenti e classiche, serie tv, guide di viaggio: si pagherà via Apple Pay o carta di credito o di debito contactless. "Oggi nove passeggeri su dieci viaggiano con uno smartphone o un tablet, che il 46% usa per accedere all'entertainment - ha spiegato Dan Ebbinghaus, senior vice president di Sita - i chioschi sono ideati per rispondere a questa esigenza in modo veloce. Il Terminal 5 di Heathrow, che è stato dichiarato World's Best Airport Terminal per il quinto anno consecutivo, è un ottimo banco di prova per questo servizio innovativo".
 
La sicurezza
I momenti più critici rimangono quelli in cui perdiamo appunto controllo sull'esperienza di viaggio. Per esempio i controlli di sicurezza, fase fastidiosa per un terzo dei passeggeri. In questo senso Sita sta lavorando su due fronti. Il primo è quello degli e-Gate automatizzati biometrici per il controllo alla frontiera, che riducono i tempi d'attesa (bastano 20 secondi) e ottimizzano i flussi di viaggiatori, già in uso allo scalo di Napoli. Il secondo è il sistema Smart Path, che pare davvero la strada del futuro: i dettagli biometrici del passeggero vengono scansionati al primo punto di contatto e, dopo un confronto con il passaporto, ogni necessità di ulteriore controllo o di sfoderare pezzi di carta o telefoni scompare. Basteranno infatti i propri lineamenti per procedere oltre e salire a bordo.
 
Sembra un paradosso, nell'epoca della costante minaccia terroristica, quando ancora si discute del mistero del volo EgyptAir MS804 precipitato nel Mediterraneo lo scorso 19 maggio. Ma in fondo la tesi di Sita, che quest'anno ha dedicato un inedito focus alla cybersicurezza delle comunicazioni all'interno dei velivoli e fra gli apparecchi e i controlli di terra, appare chiara: un aeroporto meglio organizzato e tracciato in ogni suo passaggio e funzionamento è uno scalo più sicuro.
 
Si è anche molto discusso di nuove tecnologie per l'identità dei viaggiatori: "Governi, agenzie di sicurezza, aeroporti e compagnie devono collaborare di più" ha spiegato Jim Peters, Cto di Sita. Quello della biometria appare un percorso obbligato: la cooperativa propone infatti di lavorare intorno al concetto di "single token", cioè di ferreo controllo iniziale validato nelle fasi successive dalla verifica facciale. Si sono viste in particolare proposte come quella della startup ShoCard legate ai meccanismi della blockchain, con un approccio definito "security by design", per verificare in maniera condivisa, come fanno banche e istituzioni finanziarie, i dati di viaggio sul telefono o sul dispositivo indossabile nonché il loro livello di compromissione.
 
Spazio anche alla cybersicurezza aerea. Ricordate il complicato caso dello scorso anno, quando l'esperto Chris Roberts fu arrestato all'aeroporto di Syracuse, Stato di New York, dopo alcuni tweet spediti mentre era su un volo United Airlines e in cui raccontava di poter per esempio sbloccare le maschere per l'ossigeno? Le vulnerabilità degli apparecchi, ormai del tutto computerizzati ed elettronici, sono molte. Sistemi di bordo a rischio, compresi quelli di allerta e navigazione, più che il Wi-Fi passeggeri. "Gli aerei sono parte dell'ecosistema dell'internet delle cose" ha detto Peter Andres, vicepresidente di Lufthansa. La strada è tuttavia ancora lunga perché un efficiente sistema di difesa passa solo in parte dai dipartimenti IT delle compagnie ma si accavalla, al contrario, a una quantità di competenze, comprese quelle dei governi.
 
L'identikit dei viaggiatori
Ma quali sono i lineamenti dei viaggiatori e cosa vogliono da un volo aereo? Secondo Sita esistono quattro profili-chiave. Da quello dell'attento pianificatore (34% del totale) al coccolato (14%) passando per l'avventuriero dalle larghe vedute (9%) all'iperconnesso (14%). Se vuoi scoprire a quale identikit appartieni puoi collegarti qui. Se il primo vive con ansia e apprensione l'intera trasferta, controllando due volte ogni passaggio, il coccolato appartiene a categorie con buona capacità di spesa e spesso aderisce a programmi fedeltà potendo fruire di servizi prioritari (ma si annoia anche molto) mentre l'iperconnesso valuta attentamente l'efficienza dell'intero processo e l'avventuriero è disponibile a provare nuovi servizi senza troppi problemi. Un quadro che racconta chiaramente come la personalizzazione, anche nel mondo dei viaggi, sia essenziale: volare rimane un'esperienza emozionante, tutto il percorso che ci porta dall'imbarco alla destinazione e oltre rischia di increspare il livello di soddisfazione. Soprattutto se è pensato come un'unica, noiosa soluzione uguale per tutti.