Ci sono luoghi in Sardegna dove la realtà sembra lasciare spazio al mito. Rocce che serbano leggende antiche, sentieri percorsi dal profumo del ginepro, calette dove il mare cambia colore a ogni ora del giorno. È una terra in cui il confine tra ciò che esiste e ciò che si tramanda si assottiglia, dove ogni pietra racconta una storia e ogni panorama invita a rallentare. Michela Murgia scriveva di buchi che sono case di fate, di fumi sacri capaci di curare i cattivi sogni, di acque segrete dove la luna, specchiandosi, rivela il futuro.
È proprio da questa Sardegna, autentica e quasi fuori dal tempo, che prende forma la nuova proposta dell'Arbatax Park Resort by Falkensteiner. L'idea si allontana dal resort convenzionale e guarda a un luogo capace di restituire l'isola attraverso sette diverse ispirazioni, con strutture dotate ciascuna di un proprio carattere, così che ognuno possa trovare la Sardegna più vicina al proprio desiderio.
Un rifugio sul mare, anzi due
C'è chi la immagina come un riparo silenzioso davanti all'acqua, chi la sogna avvolta nella macchia mediterranea, chi vuole lasciarsi conquistare dalle tradizioni, dai piccoli borghi e da una natura ancora integra. Qui ogni aspirazione trova il suo spazio, con il comfort e l'accoglienza del gruppo Falkensteiner Hotels and Residences a dare forma al soggiorno. Tra le sette anime dell’Arbatax Park Resort by Falkensteiner, il Borgo Cala Moresca e il Monte Turri segnano un incontro intenso tra identità sarda e ospitalità contemporanea.
Il Borgo Cala Moresca trasmette il fascino di un antico paese affacciato sull'acqua: le sue piazzette, i dettagli in ferro battuto, gli architravi in ginepro recuperati secondo l'uso tradizionale e le abitazioni immerse nella vegetazione restituiscono l'atmosfera di una Sardegna senza tempo. Le 225 camere, interamente rinnovate con il restyling del 2026 e arredate in stile mediterraneo, si inseriscono con discrezione nel paesaggio e uniscono comfort attuali a un'estetica legata al territorio. Le Classic, costruite secondo le antiche tecniche degli artigiani sardi, si trovano al piano terra, avvolte dal verde.
Il cuore del borgo è la piazza centrale, dove si aprono il ristorante La Cala, il bar e la piscina panoramica. Poco più in basso, tra terrazze naturali e scorci sull'acqua, trovano posto una seconda piscina, l'anfiteatro e la pizzeria La Vela, mentre l'insenatura di Cala Moresca conduce, lungo ampi terrazzamenti di sabbia, a una piattaforma solarium sospesa tra roccia e mare limpido.
Guardiani del faro
Salendo verso il promontorio di Capo Bellavista si raggiunge il Monte Turri, struttura intima e riservata, pensata per chi cerca quiete, privacy e ampi orizzonti. Le sue diciassette camere Tower, arredate in stile sardo e differenti l'una dall'altra per vista mare, patio o affaccio sul parco, si accompagnano al ristorante panoramico e alla piscina con solarium, che dominano la costa ogliastrina. Un ascensore in cristallo e pochi scalini nella roccia accompagnano gli ospiti fino a una caletta privata incastonata sotto una torre.
È la Sardegna che chiama a fermarsi, ad ascoltare il vento e la voce del mare, ritrovando il piacere del tempo lento.
Ogliastra da scoprire
Il soggiorno prosegue oltre i confini della struttura. L'Arbatax Park Resort by Falkensteiner diventa il punto di partenza per esplorare l'Ogliastra, una delle aree più preservate dell'isola.
Il viaggio attraversa i vicoli di Tortolì, dove le botteghe artigiane e le produzioni gastronomiche raccontano la quotidianità sarda. Raggiunge Gairo Vecchio, il paese abbandonato dopo la grande alluvione degli anni Cinquanta, con le sue case in pietra e le vie silenziose rimaste a testimoniare la vita di un tempo. Si arrampica fino a Baunei, sospeso tra il Golfo di Orosei e il Supramonte, ancora legato all'antica economia pastorale e porta d'accesso ad alcuni degli itinerari più impegnativi dell'isola. Incontra infine Ulassai, dove l'arte di Maria Lai dialoga con la montagna e trasforma il paese in un museo diffuso, noto ben oltre i confini regionali.
Ogni escursione aggiunge un tassello a un racconto fatto di natura, cultura e memoria. Al rientro, la struttura restituisce tutta la cura dell'ospitalità del gruppo, a partire dal Centro Benessere & SPA Bellavista. Tra saune, bagni turchi, docce emozionali e vasche di acqua dolce e salata, il percorso si affaccia su una piscina con giochi d'acqua. Poco oltre si apre il Parco Naturalistico Bellavista, quaranta ettari di ambiente selvaggio dove fauna e flora isolane vivono in libertà tra le rocce rosse di Arbatax, la piana d'Ogliastra e il Parco Marino di Monte Santo, e dove ogni giorno i ranger guidano i visitatori alla scoperta del territorio.