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I comici registi

Una grande tradizione alle spalle. Antonio Albanese è solo l'ultimo dei comici passati dalla televisione (previo transito in piccoli teatri o cabaret) al cinema non solo come attori ma anche come registi. Dalla precedente generazione, non tanto anagrafica quanto antecedente dal punto di vista televisivo, sono approdati al grande schermo alcuni importanti attori registi. Primo fra tutti Massimo Troisi, già protagonista si schetch tv insieme al trio della Smorfia e autore, dal 1981 in poi, di alcuni grandi successi (da Ricomincio da tre a Scusate il ritardo, Le vie del signore sono finite). Con Tu mi turbi, del 1983, arriva alla regia anche Roberto Benigni, che in seguito girerà anche Non ci resta che piangere a quattro mani con Troisi, Il Piccolo diavolo, Johnny Stecchino e Il mostro. Poi c'è Carlo Verdone che, dopo aver portato sullo schermo le sue caratterizzazioni tv (Un sacco bello, Bianco Rosso e Verdone), si è dedicato a dare nuovi volti (ma a dire la verità ben poche nuove idee) alla commedia all'italiana, realizzando film più o meno divertenti (Borotalco, Acqua e sapone, Io e mia sorella fino al recente Sono pazzo di Iris Blond) ma sempre ben piazzati al botteghino. Da un altro gruppo televisivo, quello dei Giancattivi, sono arrivati al successo prima Francesco Nuti (Casablanca Casablanca, Tutta colpa del paradiso, Caruso Paskoski, OcchioPinocchio) e poi Alessandro Benvenuti, primo regista del gruppo in Ad ovest di Paperino, del 1982, e poi autore, tra gli altri, di Benvenuti in casa Gori, Caino e Caino e Belle al bar. Dalla Smorfia di Troisi proviene invece Lello Arena, che ha firmato due film, No grazie il caffè mi rende nervoso e Chiari di luna, così come Enzo Decaro, autore di Prima che sia troppo presto e Io, Peter Pan. Ma occupandoci in genere di comici passati alla regia cinematografica troviamo tra gli altri anche Pippo Franco, autore del misconosciuto La gatta da pelare, del 1981, Jerry Calà con il trascurabile Chiken Park del 1994, l'unica prova da regista di Montesano (A me mi piace, del 1985) il film dei Broncowitz (il gruppo di Avanzi), il film di Francesco Salvi Vogliamoci troppo bene, quello di Umberto Smaila Italian Boys (Liberate la scimmia) dl 1982 ed Ezio Greggio con le sue incursioni hollywoodiane di Il silenzio dei prosciutti e Killer per caso

L'uomo di Albanese

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I comici registi