SALERNO - E' FestAmbiente Bellezza e Legalità, a Pollica dal 10 al 13 luglio, l'occasione in cui l'ambientalismo e l'industria hanno rafforzato la loro partnership. L'iniziativa comune di Legambiente e Mareblu è ridare un nuovo volto al Museo Vivo del Mare e della Dieta Mediterranea, all'interno del Palazzo Vinciprova di Pioppi, frazione di Pollica. E' nato nel 1996 grazie alla volontà dell'associazione Marenostrum e del sindaco Angelo Vassallo, ucciso nel 2010 dalla malavita organizzata. Così, in un percorso di dieci vasche, sono state accolte diverse specie marine che abitano il Mediterraneo. Dalla vasca tattile - dove si possono toccare stelle marine e ricci - all'acquario della murena, dell'aragosta e di altri pesci presenti nella struttura da 18 anni.Il restauro consiste nell'ampliare l'offerta didattica del Museo, mirata soprattutto alla sensibilizzazione dei più piccoli. Bambini e ragazzi si troveranno immersi nel mondo sottomarino attraverso la visione di filmati in 3D su uno schermo 60 pollici. Ma la tecnologia non si ferma qui. Tre webcam consentiranno di seguire in tempo reale quello che accade nel Centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia del Parco del Gargano (Foggia), per informare sulla vita di questi animali che ogni anno nidificano nel Cilento. Luoghi diversi saranno, quindi, collegati con "l'idea di creare sinergia e valorizzazione delle differenze", spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente che, con Giuseppe Bellanova, Trade marketing manager di Mareblu e Valerio Calabrese, direttore generale di MUSea, ha presentato il nuovo progetto.Oltre all'introduzione di nuove tecnologie, la collaborazione pone l'attenzione anche sulla dieta mediterranea. Il piano superiore del Museo è dedicato al medico epidemiologo statunitense Ancel Keys, promotore del modello nutrizionale che, dopo aver vissuto 40 anni proprio a Pioppi, arrivò alla definizione di "dieta mediterranea". Il Museo del mare è anche un "ecomuseo" che si affaccia sulle coste cilentane, dove stanno nascendo orti curati dagli anziani del luogo che coltivano piante officinali. Ed è in questo contesto che Legambiente e Mareblu trovano il loro punto di incontro. Anche l'azienda di prodotti ittici ha scelto di seguire un percorso che punta sulla qualità alimentare e sulla salvaguardia dell'ecosistema marino. Lo fa garantendo la tracciabilità del tonno pescato (solo della qualità "a pinna gialla") - lavorato direttamente sul luogo della pesca - e curando anche il materiale utilizzato per la confezione (inchiostro a base di acqua e cartoncini realizzati con una carta di minore grammatura), sempre in un'ottica di rispetto per l'ambiente. "Crediamo fortemente che per invertire la rotta e puntare sulla sostenibilità ambientale sia importante stringere alleanze con chi, nel mondo dell'imprenditoria, ha scelto di investire realmente su un cambio di politiche aziendali", afferma la direttrice di Legambiente, dando il via al rinnovamento di MUSea. Pronto a vivere una nuova realtà.