PECHINO - Alcuni hanno abbandonato la maratona, altri l'hanno corsa indossando una mascherina protettiva. E' successo in una Pechino immersa in una coltre di smog superiore di 16 volte al livello massimo consentito, dove si è svolta oggi la gara alla quale hanno partecipato oltre 25 mila persone. Gli organizzatori avevano respinto gli appelli a rinviare la maratona nonostante la densa coltre di smog e nebbia, ma previdenti avevano aggiunto personale medico supplementare per gli oltre 25mila maratoneti iscritti. Il livello di microparticelle inquinanti Pm2.5 ha raggiunto in queste ore i 400 microgrammi per metro cubo in alcune zone della capitale cinese. L'Oms raccomanda un'esposizione giornaliera non superiore ai 25 e l'ambasciata americana ha definito la qualità dell'aria "pericolosa". Un concorrente sfoggiava un'enorme maschera anti-gas verde, mentre gli altri hanno optato per più discrete mascherine bianche. Ma qualcuno lungo il percorso ha gettato la spugna: "Quando ho guardato lo stato della mascherina dopo 10km ho deciso che il troppo è troppo", ha raccontato Chas Papa, 39 anni, un corridore britannico. "Mi sono sentito ridicolo considerando che facciamo tutto questo per salute e fitness". In realtà molti atleti internazionali si erano ben guardati dall'iscriversi. La maratona di Pechino alla fine è stata vinta dall'etiope Girmay Birhanu Gebru in due ore, 10 minuti e 42 secondi; e la sua compatriota Fatuma Sado Dergo è stata la donna più veloce con un tempo di 2:30:03.