LA NOTIZIA non cambia il fatto che la Cina sia uno dei paesi più inquinati del mondo: i livelli di polveri sottili nel paese superano costantemente i massimi consentiti e la popolazione è spesso costretta a indossare mascherine antismog. Ora con un articolo pubblicato sulla rivista Nature, un team internazionale di scienziati ha rilevato un importante errore nel calcolo delle emissioni inquinanti della Repubblica Popolare: queste sarebbero sovrastimate rispetto alla realtà. Come riporta la Bbc, l'errore sarebbe dovuto al tipo di carbone utilizzato nelle centrali elettriche cinesi, un carbone più povero che produce emissioni di CO2 nettamente inferiori alle stime, basate invece su calcoli con parametri standard. Il risultato? Le emissioni globali di CO2 prodotte dalla Cina del 2013 sarebbero inferiori del 10%. I ricercatori hanno esaminato il contenuto effettivo di CO2 nel carbone estratto in quattromila miniere cinesi e hanno svolto analisi su 602 campioni. Le emissioni registrate nel corso di questi test sono in media del 40% più basse dei valori indicati dall'Ipcc, l'Intergovernamental Panel on Climate Change. "Nella maggior parte dei paesi industrializzati il carbone viene 'lavato' ma in Cina questo non accade", ha spiegato alla Bbc Zhu Liu, della Harvard University. "In pratica il carbone (cinese) contiene più ceneri e più sono le ceneri, minore è il livello di emissioni. Questa è la ragione che spiega le precedenti sovrastime". I risultati dello studio - precisa il New York Times - non significano che il livello totale di gas a effetto serra immessi nell'atmosfera sia inferiore a quanto calcolato. Questo tipo di stima viene misurata indipendentemente. Piuttosto pone dei dubbi sulla responsabilità della Cina rispetto ad altri paesi nel processo di global warming.