COALIZIONE CLIMA, che unisce diversi soggetti, tra cui Arci, Cgil, Wwf e Legambiente, apre oggi le porte a un'assemblea pubblica per lanciare la marcia globale del 29 novembre, a Roma. Un'iniziativa in contemporanea con altre piazze di tutto il mondo in vista della COP21, la conferenza delle nazioni unite sul clima, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre. La coalizione opera contro gli effetti dei cambiamenti climatici e per un radicale cambiamento del modello economico, energetico e di sviluppo. La finalità è quella di instaurare un dibattito pubblico e scuotere le coscienze dei cittadini rispetto alle questioni legate all'ambiente e al clima. Tematiche centrali nell'ambito della tutela dei diritti e della salute dei cittadini. Il contributo e la partecipazione della società civile è importante in vista del summit di Parigi "perché il nostro governo, come gli altri in europa e nel mondo, sembra non voler sentire le ragioni della terra e dei suoi abitanti. Continuano ad andare nella direzione opposta a quella che la scienza e i dati ci mostrano come direzione obbligata se vogliamo avere un futuro su questo pianeta, noi e i nostri figli", spiega Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci. Un segnale concreto che potrebbe invertire la rotta delle attività del governo italiano rispetto alle politiche ambientali, perchè "dalle trivelle allo sblocca italia, ci sembra che il governo italiano, con i suoi sostenitori che pensano ai profitti anzichè all'interesse del pianeta, stia prendendo decisioni negative sulla nostra pelle" conclude Miraglia, augurandosi che "il movimento per il clima assuma una forza tale da indurre i governi a cambiare direzione". Edoardo Zanchini, il vicepresidente nazionale di Legambiente, sostiene questa logica e mira a "sconfiggere lo scoraggiamento di chi pensa che il dibattito di Parigi non riguardi cittadini e territori. Bisogna far capire ai grandi della terra che c'è un movimento mondiale che chiede un cambio radicale su questioni energetiche e ambientali". Democrazia energetica, educazione ambientale e risorse rinnovabili, sono queste le proposte della coalizione, improntate verso un modello di produzione diffusa. Questa prospettiva dovrebbe presupporre una revisione del sistema di trasporti e del ciclo delle merci, con il riutilizzo dei rifiuti urbani, e dovrebbe puntare alla valorizzazione delle buone pratiche agricole. In questo modo si potranno creare anche nuovi posti di lavoro, stabili e sostenibili.