Preservare le specie migratorie in tutto il mondo. Questo l’appello, anzi il grido d’aiuto lanciato dalla tredicesima conferenza (Cop 13) dei paesi firmatari della Convenzione per le specie migratrici (CMS), conosciuta anche come Convenzione di Bonn. La sessione si è tenuta in febbraio in India, a Gandhinagar, ed ha preso importanti decisioni. Fra i punti chiave, l’adozione della Dichiarazione di Gandhinagar. Il documento auspica, per le specie migratorie da un lato e per la connettività ecologica dall’altro, che i temi in questione diventino oggetto di riflessione di primo piano nel post-biodiversità 2020. Nel senso che, passato quest’anno – pur tra i mille problemi causati dal coronavirus – dovranno risultare di priorità assoluta per la Convenzione sulle Specie Migratorie dell’Unep (United Nations Environment Programme), in vista di un futuro ambientale che è già qui. Insomma, mettere insieme i principi ispiratori dei vari documenti, carte, convenzioni stipulate fino a oggi sulla biodiversità, oltre agli accordi multilaterali di sviluppo messi sul tavolo dai vari Stati, può essere l’arma migliore per combattere l’estinzione delle specie che si spostano da un angolo all’altro del globo. Sempre nella sessione della Cop 13 di febbraio sono state aggiunte alla Convenzione altre dieci specie da preservare. Tra queste vi sono gli elefanti dell’Asia, i giaguari, la grandi otarde indiane, le gru del Bengala, gli albatros degli antipodi e gli squali pinna bianca. “La Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie degli Animali Selvatici è orientata al solo fine di preservare le specie e i loro habitat, e di contribuire a invertire il trend sulla perdità della biodiversità in tutto il mondo” sottolinea la segretaria esecutiva Amy Fraenkel. Tutti i Paesi partecipanti alla Cop 13 sono stati inoltre incoraggiati a supportare l’implementazione del Piano Strategico per le Specie Migratorie 2015-2023. L’Unep continuerà a sostenere le iniziative dei governi nelle azioni di supporto. Da registrare, ultima ma non meno importante, l’esortazione alla tolleranza zero nei confronti della caccia di frodo, della cattura e del commercio degli animali selvatici e una spinta a combattere da protagonisti contro le attività illegali. Per promuovere sinergie e collaborazione tra le parti, l’Unep incoraggerà gli interessati nel loro avvicinamento alle popolazioni, ai giovani e alle comunità locali, oltre a rafforzare la cooperazione nel segno della biodiversità da salvare. Molte sono le iniziative nel mondo, per opera di organizzazioni sia intergovernative che non governative. Tutte con un unico scopo: sottolineare l’importanza della “connettività ecologica” realizzabile tra le diverse specie. La Cop 13 ha dimostrato come l’attivismo delle varie comunità possa avere un impatto positivo sulla conservazione della biodiversità attraverso azioni collettive. A livello internazionale, hanno ribadito i partecipanti, è necessario amplificare la portata delle buone pratiche, e magari condividere quelle di maggior successo.