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Il disboscamento illegale in Amazzonia
Il disboscamento illegale in Amazzonia 

Non dovete bruciare la biodiversità

Secondo uno studio dell'Università di Melbourne gli incendi, alimentati e ampliati da crisi climatica e azioni umane, stanno mettendo a rischio più di 4.400 specie in tutto il mondo. Dall'Amazzonia all'Australia, una mappa che fa paura. In alcune aree, il fuoco non era mai arrivato
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Anche i bambini sanno che non si scherza col fuoco. Eppure i grandi e le loro azioni, dagli effetti dei cambiamenti climatici accelerati dalle attività umane sino agli incendi dolosi, più passa il tempo meno sembrano imparare la lezione. Così oggi il fuoco sta diventando sempre di più un problema per la biodiversità del Pianeta, tanto che ora "i  cambiamenti nell'attività degli incendi stanno mettendo a rischio più di 4.400 specie in tutto il mondo". 
 
Ad affermarlo è un team di 27 ricercatori internazionali, guidato da Luke Kelly della School of ecosystem and forest sciences dell’università di Melbourne, che hanno recentemente pubblicato su Science lo studio "Fire and biodiversity in the Anthropocene".

Una ricerca che racconta come negli anni l'intero "regime degli incendi" su scala globale sia cambiato e il fuoco sia diventato una minaccia di estinzione (e in alcuni casi per contro anche di salvezza) per decine e decine di specie animali. Soltanto negli ultimi anni le immagini dell'Australia in fiamme, dei roghi in Siberia, Africa, California, Amazzonia e diverse altre parti del mondo, ci hanno ricordato per l'ennesima volta la pericolosità degli incendi, sempre più vasti e letali per flora e fauna, e la fragilità del nostro Pianeta. Secondo Kelly, gli incendi mettono a rischio "il 19% degli uccelli, il 16% dei mammiferi, il 17% delle libellule e il 19% dei legumi che sono classificati come in pericolo di estinzione, minacciati o vulnerabili. Un numero enorme di piante e animali che devono affrontare minacce associate agli incendi". 
 
Ci sono specie che più di altre, dagli oranghi in Indonesia ai koala o gli emù in Australia, stanno già facendo duramente i conti con l'impatto delle fiamme in termini di perdita di biodiversità. Fiamme che prima non erano così estese, devastanti e frequenti - causa siccità,  fenomeni meteo estremi e surriscaldamento globale - come ora. "Recenti incendi hanno bruciato ecosistemi dove gli incendi erano storicamente rari o assenti, dalle foreste tropicali del Queensland a quelle del Sud-est asiatico e del Sud America, alla tundra del Circolo Polare Artico. Sono stati osservati incendi molto grandi e gravi anche in aree con una lunga storia di incendi ricorrenti, e questo è coerente con le osservazioni sulle stagioni degli incendi più lunghe e le previsioni di una maggiore attività degli incendi nelle foreste e nei territori arbustivi dell’Australia, dell’Europa meridionale e del West degli Stati Uniti" spiega Kelly rimarcando l'esempio lampante dell'Australia, area dove soltanto fra l'agosto del 2019 e il marzo 2020 sono andati bruciati quasi 13 milioni di ettari. 

Più in generale, gli scienziati sostengono che siano tre i gruppi principali di fattori umani che hanno trasformato l'attività degli incendi e che impattano sulla biodiversità, ovvero la crisi climatica globale, l'uso e il consumo di suolo e le invasioni biotiche.
 
"Ciò significa che le persone e i governi di tutto il mondo devono agire e affrontare i diversi cambiamenti nell'ambiente che si stanno verificando" sottolineano gli esperti. "E' davvero tempo per nuove e più audaci iniziative di conservazione - aggiunge Kelly -. Le azioni emergenti includono il ripristino dell’habitat su larga scala, la reintroduzione di mammiferi che riducono i materiali combustibili, la creazione di spazi verdi a bassa infiammabilità e il lasciare che gli incendi boschivi brucino nelle giuste condizioni. Il ruolo delle persone è davvero importante: la gestione degli incendi da parte degli indigeni migliorerà la biodiversità e il benessere umano in molte regioni del mondo".

Il fuoco infatti, se gestito e controllato, può essere anche a servizio della natura e della conservazione della biodiversità. Gli esperti spiegano infatti che alcuni incendi, per esempio nella savana africana o nell'outback australiano, possono aiutare specie e organismi. Nelle praterie  frenano l'espansione di specie arboree e arbusti che potrebbero limitare gli spazi di pascolo per gli erbivori e altrove il fuoco viene usato in ottica di ricrescita e gestione del territorio. Come dinamica ecologica il fuoco può essere anche "amico", aiutando per esempio alcune piante a rilasciare i loro semi o favorendo il ritorno di alcuni animali dopo il suo passaggio. Il report sottolinea come ci siano almeno 55 specie a rischio estinzione che potrebbero essere favorite, in certi casi, proprio dalla dinamica delle fiamme. 

Restano però forti le preoccupazioni dei ricercatori per i mega incendi che nei prossimi anni, senza un freno alle emissioni climalteranti e alle attività antropiche impattanti, potrebbero devastare le foreste boreali, tropicali e quelle miste, sino a quelle dell'Europa Meridionale, Sicilia compresa. 

Perciò, chiosano gli esperti nel loro paper, "la conservazione della diversità biologica della Terra sarà possibile solo riconoscendo il ruolo critico del fuoco nel plasmare gli ecosistemi”.