Aveva un becco enorme e tagliente. Era uno stranissimo uccello grande quanto un corvo, risalente al periodo del Cretaceo. Originario del Madagascar, fendeva l'aria brandendo un grande becco a forma di lama. Una caratteristica che ha ispirato agli studiosi importanti intuizioni sull'evoluzione del becco nei precursori mesozoici dei volatili moderni. La scoperta è stata annunciata da un team internazionale di ricercatori della Ohio University sulla rivista Nature. Gli uccelli giocano un ruolo fondamentale nello spiegarci l'evoluzione della vita. Quello in questione si chiama Falcatakely, un nome che combina parole latine e malgasce. Noto per il suo cranio conservatosi quasi intero, ma sepolto sotto una colata fangosa di detriti circa 68 milioni di anni fa, Falcatakely è ancora parzialmente incastonato nella roccia in Madagascar proprio a causa della complessa ossatura che dava forma alla sua testa. Piuttosto piccola (8,5 centimetri) a dispetto del becco, ma che rivela una quantità di dettagli importanti. "Quando il suo aspetto ha cominciato a emergere dalla roccia, abbiamo capito di essere davanti a qualcosa di molto speciale, se non unica", osserva Patrick O'Connor, professore di anatomia e neuroscienze presso la Ohio University e autore principale dello studio. "Falcatakely offre una grande opportunità per riconsiderare le idee sull'evoluzione della testa e del becco nel lignaggio che porta agli uccelli moderni". L'esemplare considerato appartiene a una specie estinta chiamata Enantiornithes, i cui fossili sono stati scoperti prevalentemente in Asia. Attraverso la tomografia micro-computerizzata ad alta risoluzione, con l'aiuto della tecnica digitale e del 3D, il team del professor O'Connor ha scoperto che le ossa che compongono il volto di Falcatakely erano organizzate in modo del tutto diverso rispetto a quelle di qualsiasi dinosauro, volante o non volante. Di solito, il becco di tutti gli uccelli viventi è formato da un singolo grande osso chiamato premascella, che nei dinosauri risultava spesso di piccole dimensioni e poi dalla mascella vera e propria. Con loro grande sorpresa, i ricercatori dell'Ohio hanno ritrovato nell'uccello con becco a falce una disposizione primitiva simile, ma con una forma del viso che ricorda quella di alcuni uccelli moderni, del tutto diversa da qualsiasi altra conosciuta nel Mesozoico. Per venire ai giorni nostri, eredi del Falcatakely possono essere considerati i tucani o i buceri, il cui becco è appunto di grandi dimensioni. “Quello che sorprende è che queste specie convergevano verso la stessa anatomia di base nonostante fossero molto lontanamente imparentati", spiega Ryan Felice, docente di anatomia umana all'University College di Londra. "La scoperta di Falcatekely – conclude O'Connor – sottolinea che gran parte della profonda storia della Terra è ancora avvolta nel mistero, in particolare in quelle parti del pianeta relativamente meno esplorate".