MILANO - Da un lato la crisi politica italiana con la maggioranza di governo appesa al voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, uno spauracchio che spaventa anche il ministro dell'Economia, Saccomanni; dall'altro la decisione della Bce di confermare 0,5% il costo del denaro (livello inaugurato lo scorso 8 maggio), con il "continuo miglioramento degli indicatori" citato da Mario Draghi (si pensi ai dati sul Pil che certificano l'uscita dell'Eurozona dalla recessione). A preoccupare, però, è il mercato del lavoro che che fatica a ripartire come dimostra anche l'aumento della disoccupazione, salita in Francia al 10,5%. Sullo sfondo restano poi i timori per la situazione in Siria: l'attacco americano sembra sempre più vicino, nella notte sono salpate due navi italiane destinate in Libano a protezione dei caschi blu dell'Onu.
Sul fronte Usa, invece, la Federal Reserve, ha sottolineato nel Beige Book che la crescita americana si mantiene fra il "modesto e il moderato", spinta dal mercato immobiliare e dalle vendite di auto. Nel documento preparato in vista del vertice di politica monetaria del 17 e 18 settembre prossimi, la Fed ha usato un tono relativamente ottimista facendo notare che le assunzioni in gran parte dei settori sono rimaste "costanti". In questo clima ha deluso gli analisti il dato sulla creazione di posti di lavoro nel settore privato, che in agosto si è fermato a 176mila posti facendo peggio delle attese. Ma sono andate bene le richieste di sussidi di disoccupazione, scese di 9mila unità a quota 326mila - ai livelli di cinque anni fa, cioè prima della recessione - mentre la crescita della produttività è stata rivista al +2,3% (dal +0,9%) nel secondo trimestre. Hanno superato le attese anche gli ordini alle fabbriche di luglio (-2.4%) e da ultimo l'indice Ism sul settore dei servizi è salito a 58,6 punti, al record dall'istituzione del 2008.
Dati che - insieme alle parole di Draghi - hanno rafforzato i mercati fin lì molto volatili. A Milano, Piazza Affari si rafforza e chiude a +0,78%. Ancora sotto i riflettori Telecom Italia, che ha messo a segno un nuovo rally: come si legge su Repubblica in edicola, il presidente Franco Bernabè potrebbe chiamare in causa Sawiris per sottoscrivere un aumento di capitale riservato. Tra i titoli più pesanti si trovano invece Saipem e Ferragamo.
Lo spread - la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi - torna ad allargarsi nel finale di seduta in area 250 punti base: le tensioni politiche contribuiscono a tenere il rendimento dei titoli italiani sopra il 4,5% sul mercato secondario. Lo spread tiene anche per la risalita delle cedole dei Bund, al 2% per la prima volta dal marzo 2012. Si riduce comunqeu a una manciata di punti base la distanza dei titoli italiani dal rendimento di quelli spagnoli. Proprio Madrid ha collocato titoli a cinque e dieci anni per 4 miliardi e sulla scadenza più lunga ha registrato un calo dei tassi al minimo da settembre 2010 (4,503%); nell'ultima asta di Btp decennali il Tesoro aveva spuntato il 4,46%. Rialzo, invece, per i decennali francesi, la cui cedola è salita al 2,57%.
I mercati azionari si rinvigoriscono anche nel resto d'Europa: Londra chiude in rialzo dello 0,89%, Parigi dello 0,66% e Francoforte dello 0,48%. Passa in secondo piano la battuta d'arresto degli odini dell'industria manifatturiera tedesca: a luglio sono calati del 2,7% mensile, ma il raffronto annuo è di +5%. L'euro, in scia alle rassicurazioni di Draghi su una politica monetaria accomodante ancora a lungo, chiude in deciso calo a 1,3119 dollari, dopo aver toccato un minimo da sei settimane a quota 1,3109.
I dati americani permettono anche a Wall Street di mentenersi sopra la parità: il Dow Jones sale dello 0,1% alla chiusura dei mercati europei, come lo S&P 500, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,2%. L'attenzione resta alta nel comparto tecnologico: dopo l'acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, si rincorrono le voci di un serio interesse dei cinesi di Lenovo per BlackBerry.
In mattinata, Tokyo ha chiuso invariata una seduta altalenante sostenuta dalle nuove valutazione della Banca del Giappone sull'andamento dell'economia vista in "moderata ripresa". Gli investitori, però, restano cauti in attesa anche dell'anche dell'assegnazione, sabato, delle Olimpiadi 2020 che potrebbero tornare nella capitale giapponese. In chiusura l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,07%. Nonostante i segnali positivi dell'economia, la BoJ ha deciso di mantenere la politica ultraespansiva di allentamento quantitativo avviata ad aprile.
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa chiudono gli scambi il petrolio con consegna a ottobre avanza dello 0,5% a 107,7 dollari al barile e l'oro a dicembre cede un punto e mezzo sotto quota 1.370 dollari l'oncia.
Sul fronte Usa, invece, la Federal Reserve, ha sottolineato nel Beige Book che la crescita americana si mantiene fra il "modesto e il moderato", spinta dal mercato immobiliare e dalle vendite di auto. Nel documento preparato in vista del vertice di politica monetaria del 17 e 18 settembre prossimi, la Fed ha usato un tono relativamente ottimista facendo notare che le assunzioni in gran parte dei settori sono rimaste "costanti". In questo clima ha deluso gli analisti il dato sulla creazione di posti di lavoro nel settore privato, che in agosto si è fermato a 176mila posti facendo peggio delle attese. Ma sono andate bene le richieste di sussidi di disoccupazione, scese di 9mila unità a quota 326mila - ai livelli di cinque anni fa, cioè prima della recessione - mentre la crescita della produttività è stata rivista al +2,3% (dal +0,9%) nel secondo trimestre. Hanno superato le attese anche gli ordini alle fabbriche di luglio (-2.4%) e da ultimo l'indice Ism sul settore dei servizi è salito a 58,6 punti, al record dall'istituzione del 2008.
Dati che - insieme alle parole di Draghi - hanno rafforzato i mercati fin lì molto volatili. A Milano, Piazza Affari si rafforza e chiude a +0,78%. Ancora sotto i riflettori Telecom Italia, che ha messo a segno un nuovo rally: come si legge su Repubblica in edicola, il presidente Franco Bernabè potrebbe chiamare in causa Sawiris per sottoscrivere un aumento di capitale riservato. Tra i titoli più pesanti si trovano invece Saipem e Ferragamo.
Lo spread - la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi - torna ad allargarsi nel finale di seduta in area 250 punti base: le tensioni politiche contribuiscono a tenere il rendimento dei titoli italiani sopra il 4,5% sul mercato secondario. Lo spread tiene anche per la risalita delle cedole dei Bund, al 2% per la prima volta dal marzo 2012. Si riduce comunqeu a una manciata di punti base la distanza dei titoli italiani dal rendimento di quelli spagnoli. Proprio Madrid ha collocato titoli a cinque e dieci anni per 4 miliardi e sulla scadenza più lunga ha registrato un calo dei tassi al minimo da settembre 2010 (4,503%); nell'ultima asta di Btp decennali il Tesoro aveva spuntato il 4,46%. Rialzo, invece, per i decennali francesi, la cui cedola è salita al 2,57%.
I mercati azionari si rinvigoriscono anche nel resto d'Europa: Londra chiude in rialzo dello 0,89%, Parigi dello 0,66% e Francoforte dello 0,48%. Passa in secondo piano la battuta d'arresto degli odini dell'industria manifatturiera tedesca: a luglio sono calati del 2,7% mensile, ma il raffronto annuo è di +5%. L'euro, in scia alle rassicurazioni di Draghi su una politica monetaria accomodante ancora a lungo, chiude in deciso calo a 1,3119 dollari, dopo aver toccato un minimo da sei settimane a quota 1,3109.
I dati americani permettono anche a Wall Street di mentenersi sopra la parità: il Dow Jones sale dello 0,1% alla chiusura dei mercati europei, come lo S&P 500, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,2%. L'attenzione resta alta nel comparto tecnologico: dopo l'acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, si rincorrono le voci di un serio interesse dei cinesi di Lenovo per BlackBerry.
In mattinata, Tokyo ha chiuso invariata una seduta altalenante sostenuta dalle nuove valutazione della Banca del Giappone sull'andamento dell'economia vista in "moderata ripresa". Gli investitori, però, restano cauti in attesa anche dell'anche dell'assegnazione, sabato, delle Olimpiadi 2020 che potrebbero tornare nella capitale giapponese. In chiusura l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,07%. Nonostante i segnali positivi dell'economia, la BoJ ha deciso di mantenere la politica ultraespansiva di allentamento quantitativo avviata ad aprile.
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa chiudono gli scambi il petrolio con consegna a ottobre avanza dello 0,5% a 107,7 dollari al barile e l'oro a dicembre cede un punto e mezzo sotto quota 1.370 dollari l'oncia.