Economia

Milano regina d'Europa in attesa della Fed.
Lo spread sotto 240 punti dopo l'asta Bot

Inizia oggi la due giorni di riunione del braccio monetario della Banca centrale Usa: i mercati danno per scontato il rinvio del tapering. Il Tesoro colloca 8 miliardi di titoli a sei mesi con rendimenti in calo allo 0,629%. Cresce l'aspettativa per i conti delle società europee

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MILANO - Seduta di acquisti per le Borse del Vecchio continente, con Milano che chiude da migliore d'Europa e le altre che si posizionano positivamente in attesa dell'esito della due giorni di riunione della Federal Reserve e dell'ondata di conti trimestrali in arrivo. Sul fronte corporate, infatti, gli investitori aspettano di capire se gli utili batteranno le stime per continuare gli acquisti che hanno già portato i listini europei a livelli record: in caso contrario potrebbe iniziare una fase di correzione.

Dall'altra sponda dell'Atlantico, invece, si guarda all'incontro del Fomc (Federal open market committee), il comitato di politica monetaria della Fed, che termina mercoledì sera con una conferenza stampa del presidente Ben Bernanke. Secondo le attese, il Fomc dovrebbe certificare che l'economia americana non cresce come sperato - anche a causa del lungo shutdown delle attività federali costato 24 miliardi - e che la disoccupazione è ancora lontana da quel 6,5% indicato da Bernanke come obiettivo prima di rivedere la propria politica monetaria. Sembra quindi scontato che il tapering, la riduzioni progressiva di aiuti all'economia, venga ancora rimandato: sul mercato continueranno ad arrivare ogni mese 85 miliardi di dollari sotto forma di acquisto di bond. Segnali positivi, in questo senso, arrivano anche dal Giappone: il capo missione del Fmi, Jerry Schiff, ha detto che la Banca centrale ha ancora spazio per incrementare l'acquisto di titoli di stato e i fondi Etf, se se ci fosse bisogno di allentare ancora la politica monetaria.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude gli scambi con un brillante +2,27% sopra quota 19mila punti. Tra i singoli titoli spicca l'andamento di Saipem dopo la trimestrale, ma anche le banche sono in consistente rialzo. Dopo le parole di Alierta e di Fossati, che apre a confronti serrati nell'azionariato, Telecom schizza al rialzo per chiudere in crescita del 6%. La Borsa italiana fa così meglio degli altri listini del Vecchio continente: Londra chiude in rialzo dello 0,73%, Parigi dello 0,62% e Francoforte dello 0,48% condizionata in parte dalla brutta trimestrale di Deutsche Bank. L'euro chiude in leggera flessione a 1,3771 dollari, mentre ieri sera quotava sopra 1,38.

Wall Street, contrastata ieri sera, riparte seguendo l'ottimismo europeo: al termine degli scambi in Europa il Dow Jones sale dello 0,6%, lo S&P 500 dello 0,4% mentre il Nasdaq è invariato e congelato per problemi tecnici. Apple, pesante nell'after market dopo la presentazione di dati del trimestre, è oggi in netto ribasso (segui in diretta). Intanto dal fronte macroeconomico Usa sono emersi dati negativi per quanto riguarda le vendite al dettaglio, calate dello 0,1% a settembre. Al ribasso (-0,1%) anche i prezzi alla produzione, contro attese per un rialzo dello 0,2%. Ad agosto, invece, l'indice Case Shiller ha fatto segnare il +1,3% mensile, +12,8% su anno. La fiducia dei cittadini americani nell'andamento economico si è intanto portata ai minimi da aprile, per effetto dei timori sollevati dai 16 giorni di shutdown.

Venendo all'obbligazionario europeo, lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si porta sotto quota 240 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,13%. Giova il buon esito dell'asta Bot: il Tesoro ha venduto tutti gli 8 miliardi di euro di titoli semestrali con un rendimento sceso a 0,629%, da 0,781% del mese scorso, segnando il minimo da maggio 2013. Si conferma, così, la buona prova dei Ctz di ieri. La Spagna, nel frattempo, ha visto distendersi nuovamente il differenziale, sceso sotto 230 punti e cioè ai livelli del giugno 2011, prima che si avvitasse la crisi del debito pubblico europeo.

Tuttavia, in Italia, sullo sfondo restano sempre le tensioni politiche. Da un lato il Senato è chiamato a decidere sulle modalità di voto - segreto o palese - che verrà utilizzata per decidere o meno la decadenza di Silvio Berlusconi, dall'altro continua il suo percorso la Legge di Stabilità, mentre il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Brunetta dice: "Il governo sopravvive solo se cambia la legge".

Seduta debole, questa mattina, per Tokyo che ha chiuso in ribasso dello 0,49% nonostante la raffica di dati macroeconomici sopra le attese. La spesa delle famiglie di settembre ha mostrato un +3,7% su anno e un+1,6% su mese, contro attese per +0,5% e +0,4% rispettivi, mentre i disoccupati di settembre si sono attestati al tasso del 4,0% in calo dal 4,1% di agosto. Infine le vendite al dettaglio del mese scorso sono balzate del 3,1% contro attese di un 1,9% su anno.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni del greggio Wti perdono lo 0,3% a 98,3 dollari al barile. Goldman Sachs ha tagliato le stime per la produzione 2013 dei paesi Opec a causa dei problemi negli impianti in Libia legati al perdurare degli scontri fra fazioni. I future a dicembre dell'oro, alla chiusura dei mercati europei, cedono lo 0,4% a 1.346 dollari l'oncia.