Economia

Accordo Usa, balza Wall Street.
Milano positiva, spread ai minimi dal 2011

I listini americani registrano l'intesa sul tetto del debito e il rifinanziamento dei programmi federali. Al Senato non sembrano esserci più ostacoli. Domani scade il tempo: gli Stati Uniti rischiavano il default tecnico, l'agenzia di rating inglese Fitch li mette sotto osservazione. Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,45%, la differenza tra tra Btp e Bund sotto i 230 punti base

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MILANO - C'è l'accordo al Senato americano tra Repubblicani e Democratici sul tetto all'indebitamento di Washington e lo shutdown; così i listini a stelle e strisce strappano al rialzo, trascinando sul finale di seduta anche le Borse europee e relegando in secondo piano le questioni nostrane sulla legge di Stabilità. Dopo giorni di trattative frenetiche, l'ok è in dirittura d'arrivo e Wall Street balza in avanti di 200 punti: il Dow Jones chiude a + 1,3%, in sintonia con lo S&P 500, mentre il Nasdaq arriva all'1%, ai massimi dal 2000.

Soddisfatto il presidente Usa Barack Obama che incoraggia la Camera a andare avanti su quella strada. "Il presidente crede che l'intesa bipartisan raggiunta in Senato possa servire a riaprire il governo e ad eliminare la minaccia del default per le famiglie e le imprese americane e per il mondo intero", ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.

Sgombrando il campo da dichiarazioni contrastanti dei due rami del Congresso, lo staff del Repubblicano John Boehner ha ribadito che sarà la Camera - di cui è speaker - a votare positivamente  il testo dell'accordo bipartisan raggiunto al Senato. Testo che porrà fine allo shutdown (la chiusura delle attività federali non essenziali) giunto al 16esimo giorno, prolungando il bilancio fiscale fino al 15 gennaio 2014, e che consentirà lo sforamento del tetto del debito (16.700 miliardi che sarebbe stato raggiunto dalla mezzanotte di domani negli Usa, le sei del mattino in Italia) fino al 7 febbraio. La situazione nella serata di ieri sembrava precipitare, tanto che Fitch ha posto il giudizio degli Stati Uniti - attualmente pari ad "Aaa" - sotto osservazione per una possibile bocciatura legata proprio alla scarsa tempestività dei politici Usa.

Il timore di default della prima economia del mondo aveva invaso di nervosismo i mercati, che hanno poi cambiato direzione. Le Borse europee chiudono così in recupero dopo una mattinata in rosso: Londra torna in positivo e termina le contrattazioni a +0,34%, Francoforte recupera lo 0,47% mentre Parigi resta attardata e chiude a -0,29%. Milano, già positiva durante la mattinata, accresce i guadagni e l'indice Ftse Mib chiude in rialzo dell'1,45%, oltre quota 19mila punti, ai massimi da luglio 2011. Le banche guidano la riscossa, mentre tratta in controtendenza Fiat, venduta dopo gli ennesimi dati negativi sulle immatricolazioni di auto. Spicca la performance del Monte dei Paschi, accelera Telecom dopo il report di Goldman Sachs, che consiglia di acquistare il titolo "con convinzione". Si sgonfia il rally del pallone dei giorni scorsi, con i titoli dei tre club di Serie A quotati (Roma, Lazio e Juve) in netto ribasso. A livello di corporate americana, gli occhi si puntano su Yahoo, che ha registrato una lieve crescita degli utili e ricavi piatti, e su BofA, il cui utile nel trimestre ha superato le attese.

Venendo al comparto obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi ripassa sotto quota 230 punti base ai livelli del luglio 2011, per un rendimento intorno al 4,22%, mentre quello dei Bonos spagnoli è più elevato di una manciata di punti base. Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania torna così ai giorni che precedettero l'esplosione dell'attacco all'euro, quando la spirale dell'incertezza sul debito governativo si avvitò per minare seriamente la sopravvivenza dell'Eurozona. La Germania ha intanto collocato 4,24 miliardi di titoli a due anni, in un'asta che ha visto la domanda ai massimi da maggio 2011 e rendimenti in calo allo 0,19%. E' invece salita la cedola dei titoli portoghesi a tre mesi, piazzati per 1,5 miliardi.

In mattinata, il nervosismo aveva contagiato le borse asiatiche: i listini hanno oscillato attorno alla parità, cedendo nel finale. Hanno resistito Tokyo (+0,18%) e Sydney (+0,07%) mentre, hanno segnato chiusure negative Seul (-0,3%) e Taiwan (-0,4%).

A livello macroeconomico, l'Istat ha calcolato in 19,2 miliardi in otto mesi il surplus commerciale dell'Italia: ad agosto l'export è salito dell'1,7% mensile, ma per un calo del 4,4% annuo. Nel Regno Unito, il tasso di disoccupazione si è confermato al 7,7% a fine agosto. Guardando al complesso dell'Eurozona, a settembre si è registrato un calo dell'inflazione all'1,1% rispetto all'1,3% registrato ad agosto (Italia allo 0,9%). Dagli Stati Uniti, invece, arriveranno i dati sui prezzi al consumo e sulle richieste di mutui. L'euro chiude a un minimo di seduta di 1,3486 dollari, mentre il biglietto verde tocca il picco di giornata anche sulla divisa nipponica a 98,88 yen.

Quanto alle materie prime, i future a novembre del petrolio registrano un +0,03% a 101,23 dollari al barile, quelli a dicembre dell'oro mettono a segno un +0,38% a 1.278 dollari l'oncia.