Economia

Borse Ue in recupero, lo spread scende a 215.
Asta Ctz: rendimento all'1,03%, minimo storico

Inizia la due giorni di incontri del braccio operativo della Fed, che deve decidere se procedere con il "tapering" e tagliare ulteriormente gli acquisti di Bond. L'India alza i tassi a sorpresa e sostiene un piccolo recupero delle monete emergenti, Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,9% con il buon esito dell'asta Ctz e Btp-i

3 minuti di lettura
MILANO - I timori sulla situazione delle economie emergenti continuano a dominare il panorama dei mercati globali, nonostante si stemperino leggermente le tensioni delle ultime ore anche in scia alla decisione della Banca centrale indiana di alzare il tasso di riferimento principale dal 7,75 all'8 per cento. Una mossa che ha sostenuto valute quali la rupia indiana e il won sudcoreano, invertendo un trend che ha generato il panico nei giorni scorsi anche sui mercati azionari: quelli emergenti hanno bruciato qualcosa come 520 miliardi di dollari di capitalizzazione da inizio anno, nel timore che il deflusso di capitali in seguito al "tapering" della Fed si faccia inarrestabile. Il peso argentino è stabile a quota 8 contro il dollaro.

E proprio la Banca centrale americana torna oggi al centro dell'agenda macroeconomica: prende il via la due giorni del Fomc, l'organismo che a Washington decide la politica monetaria. Sul tavolo c'è ancora il "tapering", cioè la graduale riduzione degli stimoli monetari avviata nel board di dicembre con un taglio agli acquisti di bond da 85 a 75 miliardi di dollari mensili. Gli analisti attendono un nuovo giro da 10 miliardi, ma le tensioni di questi giorni possono aver sparigliato le carte.

In questo contesto Wall Street rimbalza dopo la quinta seduta consecutiva di ribassi. Il Dow Jones sale dello 0,57%, lo S&P 500 dello 0,6%, il Nasdaq dello 0,35%. Sul listino tecnologico pesa Apple: ha annunciato conti positivi, ma la concorrenza nel settore degli smartphone ha portato a previsioni deludenti per il 2014, che mettono sotto pressione l'azione della Mela.

In Europa, intanto, la velocità della ripresa continua a destare preoccupazione, tanto che il numero uno del Fmi, Christine Lagarde, continua a puntare il dito contro la disoccupazione troppo elevata e mette in guardia dai facili entusiasmi. E come se non bastasse S&P continua a tenere nel mirino i conti italiani con un outlook negativo sul rating perché "siamo ancora incerti sulla tenuta dei trend economici e delle politiche economiche" con "dubbi" sul debito, atteso in rialzo al 134% del Pil a fine anno. Sui mercati, i listini europei riescono in un timido rimbalzo: Londra chiude in rialzo dello 0,32%, Francoforte aggiunge lo 0,62% e Parigi lo 0,99%.

A Milano il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,91%. Positiva la reazione di Stm all'annuncio dei conti: ha comunicato una riduzione della perdita trimestrale - nel quarto periodo 2013 - a 36 milioni di dollari. Telecom continua a restare un titolo caldo all'indomani dell'incontro tra il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, e il collega spagnolo Soria sulle intenzioni di Telefonica. Occhio anche al comparto delle popolari, ieri fortemente penalizzato dal Banco Popolare: dopo il -15% di ieri, oggi è di nuovo sotto pressione con Mps e passa anche attraverso una fase di sospensione dagli scambi. Proprio sul Monte, il Tesoro ha precisato di non fare pressioni perché si acceleri l'aumento di capitale ma perché la Fondazione "garantisca un azionariato stabile" tagliando le proprie quote.

Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund decennali, è in calo in area 215 base, con i titoli italiani che sul percato secondario rendono il 3,84%. Oggi il Tesoro ha piazzato 2,5 miliardi di Ctz a dicembre 2015 riuscendo a strappare al mercato un tasso al minimo storico pari a 1,031% da 1,346% del mese scorso. Bene anche l'asta di Btp-i: assegnati 1,25 miliardi a 5 anni con rendimento in calo all'1,39%. Domani andranno in asta 8 miliardi di titoli a sei mesi: il mercato si attende rendimenti intorno allo 0,6%.

L'agenda macroeconomica di oggi ha anche registrato il miglioramento della fiducia dei consumatori in Italia, mentre le retribuzioni sono ai minimi dal 1982. Bene anche la fiducia in Francia, dove è salita a 86 punti a gennaio, dagli 85 di dicembre; la stima flash prodotta da Londra vede il Pil britannico accelerare la crescita al +0,7% nel quarto trimestre 2013 e al +2,8% tendenziale. Negli Usa, oltre alla riunione del Fomc che però darà il suo esito domani, si registra il calo degli ordini dei beni durevoli di dicembre: hanno registrato una flessione del 4,3%, facendo peggio delle attese. L'indice Case Shiller sui prezzi delle case segna una lieve flessione (-0,1%) a novembre, ma un balzo del 13,7% annuo. La fiducia dei consumatori sale, a sorpresa a 80,7 punti, mentre cala a 12 l'indice manifatturiero di Richmond.

In mattinata La Borsa di Tokyo ha mancato il rimbalzo cedendo nel finale a -0,17%, concludendo in territorio negativo la quarta seduta di fila, bruciando nel complesso qualcosa come il 5,4% circa. L'indice Nikkei ha perso 25,57 punti, a quota 14.980,16, sulla prudenza degli investitori in attesa delle decisioni in materia di politica monetaria da parte della Fed; l'attività è stata intensa, con 2,73 miliardi di pezzi scambiati sul primo mercato. In più, lo yen ha mostrato ancora segnali di apprezzamento, mentre restano i timori sulle turbolenze legate agli emergenti. La moneta unica chiude a 1,3661 dollari e a 140,47 yen, stabile rispetto agli 1,3674 dollari fatti segnare ieri dopo chiusura di Wall Street.

Quanto alle materie prime, il petrolio a marzo riduce i guadagni dopo gli ordini di beni durevoli: avanza dello 0,5% a 96,25 dollari al barile. L'oro ad aprile cede lo 0,75% a 1.254 dollari l'oncia.