Economia

Delude la produzione industriale Ue.
Piazza Affari in positivo con Wall Street

I listini Ue provano a reagire alla debolezza dell'ultima ottava, per Tokyo una chiusura in rialzo dello 0,8%. Si attendono novità dalle istituzioni monetarie: la BoJ rivede la politica in una due giorni d'incontri, Draghi riferisce all'Europarlamento e Yellen traccia il bilancio del semestre davanti alle Camere. Eurostat: il manifatturiero cala dell'1,1%

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MILANO - Passo di gambero per l'industria europea a maggio, mese nel quale è tornata negativa la produzione tanto dell'Eurozona che dell'Unione allargata. Secondo i dati di Eurostat, la produzione industriale dei Pasi con la moneta unica ha fatto segnare un calo dell'1,1% dopo il +0,7% ad aprile; analogo l'andamento nell'Unione europea: -1,1% a maggio dopo +0,7% ad aprile. Rispetto a un anno prima la produzione industriale è cresciuta rispettivamente dello 0,5% e dell'1,1%%. L'Italia ha fatto peggio della media (-1,2%), ma si è ritrovata in compagnia delle maggiori economie come la Germania (-1,4%), e la Francia (-1,3%).

Nonostante queste indicazioni, i listini europei provano a dimenticare le debolezze dell'ultima ottava, facendo registrare un rimbalzo per le classi d'investimento più rischiose, sfruttando anche l'abbrivio positivo di Wall Street e la scia dell'area Asia-Pacifico. Piazza Affari si distingue per nerovosismo, cambiando colore più volte nel corso della giornata, proprio mentre sembrano tornati all'angolo i timori legati al Portogallo e alla crisi del suo Banco Espirito Santo, che ha rinnovato i vertici dell'istituto nella serata di domenica, mentre la famiglia primo azionista ha deciso di ridurre la quota per onorare i propri debiti.

L'attenzione internazionale si concentra anche sulle banche centrali. In Giappone, la Bank of Japan tiene una due giorni di incontri per la revisione della politica monetaria. Indicazioni sull'azione della Bce sono invece attese da Mario Draghi, che ha promesso mille miliardi di sostegno a famiglie e imprese attraverso nuove aste di liquidità ed è chiamato questa sera a riferire all'Europarlamento. Non manca un giorno cerchiato in rosso pure per la Fed. Il presidente Janet Yellen presenterà il 15 luglio al Senato e il 16 alla Camera del Congresso Usa il rapporto semestrale sulla politica monetaria. Le più recenti indicazioni giunte dai verbali dell'ultima riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria di Washington, non hanno prodotto grandi sorprese: c'è stato un riconoscimento di un debole primo semestre dell'anno, a cui si è contrapposto un ottimismo su ampia base per il secondo semestre. Più avanti nell'ottava, in particolare il 16 luglio, sarà la Cina a prendere la scena: si attende il dato sulla crescita del secondo trimestre, che per gli analisti di Bloomberg dovrebe attestarsi al 7,4%.

In mattinata, dati positivi sull'indistria sono arrivati dal Giappone, dove la produzione industriale è cresciuta dello 0,7% mensile a maggio, dopo la forte contrazione del 2,8% in aprile legata ad un aumento dell'imposta sui consumi. Bankitalia ha certificato poi il nuovo record del debito pubblico italiano, mentre l'Istat ha mostrato come sia cresciuta la povertà nelle famiglie tricolori. Negli Stati Uniti non sono programmati particolari rilevazioni macro, ma la stagione delle trimestrali entra nel vivo con i conti della finanza: dopo Wells Fargo, arrivano le altre big e in particolare Citigroup, che paga gli oneri straordinari legati all'accordo con la giustizia Usa sui mutui  (l'agenda dei mercati).

In questo contesto la Borsa di Milano si muove in altalena e dopo l'apertura di Wall Street torna in territorio positivo, come durante i primi scambi della mattinata: in chiusura il Ftse Mib avanza dello 0,4%. Consolidano i rialzi, invece, le altre Ue: Francoforte ha guadagnato l'1,21%, Londra lo 0,84% e  Parigi lo 0,78%. A Piazza Affari il comparto delle banche vive una giornata nervosissima, con le popolari in ordine sparso tra la coda e la cima del listino. Tra gli altri si guarda a Yoox, sulla quale Deutsche Bank ha abbassato il target price a 30 euro dal precedente 34 euro, pur confermando il rating buy. Gli stessi analisti dell'istituto tedesco hanno limato il prezzo obiettivo di Saipem a 18 euro dal precedente 19 euro, con consiglio di mantenere il titolo confermato. Banca Carige ha invece chiuso l'aumento di capitale con il 99,9% delle sottoscrizioni, per un controvalore di 798 milioni. Da segnalare anche l'accordo raggiunto da Generali per cedere la controllata Bsi ai brasiliani di Btg Pactual. A Wall Street, mentre in Europa terminano gli scambi, i listini avanzano in terreno positivo: il Dow Jones sale dello 0,8%, seguito dal Nasdaq a +0,7% e dallo S&P500 in crescita dello 0,6%.

Lo spread tra Btp e Bund si stabilizza poco sopra la soglia di 165 punti base, con il rendimento del Btp decennale italiano al 2,87%. In chiusura dei mercati, l'euro resta sui livelli di metà giornata, sopra quota 1,36: passa di mano a 1,3626 dollari, dopo aver oscillato tra 1,3639 e 1,3596. Il cambio tra euro e yen è a 138,4.

La Borsa di Tokyo ha aperto bene la settimana con un rimbalzo tecnico dopo aver inanellato, la scorsa settimana, cinque sedute negative consecutive come non le accadeva da oltre un anno e mezzo. L'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso quindi in rialzo dello 0,88%, con un progresso di 132,78 punti a 15.296,82 punti. In progresso anche l'indice Topix, che misura tutto il listino principale: +0,82% con un rialzo di 10,2 punti a 1.265,46 punti. Seduta discreta per i volumi: sono passati di mano circa 1,93 miliardi di azioni. L'andamento del cambio dello yen nei confronti del dollaro Usa e dell'euro ha favorito il ritorno degli acquisti sulla piazza nipponica. Sul fronte delle materie prime, il petrolio ad agosto cede lo 0,15% a 100,65 dollari al barile, l'oro con la stessa scadenza cede l'1,75% a 1.314 dollari l'oncia.