Brexit, la paura torna ad allontanarsi: i mercati si rafforzano
di RAFFAELE RICCIARDI
(ansa)
I listini europei consolidano il rimbalzo di venerdì: euro e sterlina si rafforzano. Elezioni, il giorno dopo la sconfitta del Pd lo spread segue la distensione generale dei mercati e si restringe sotto 145 punti base
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MILANO - I sondaggi inglesi danno il "remain" in vantaggio e le Borse prendono fiato dopo una serie di sedute difficili, dando seguito al rimbalzo che si era visto già venerdì scorso: il voto britannico sulla permanenza o meno nell'Unione europea è l'evento dell'anno e gli investitori si muovono al ritmo delle indicazioni che provengono dalle discusse anticipazioni degli istituti del Regno Unito. Il pronostico, in vista delle urne di giovedì, è tornato a spostarsi verso i favorevoli al matrimonio con Bruxelles - complice, in maniera cinica, l'omicidio della laburista Jo Cox - e sui mercati questa prospettiva di stabilità ha premiato sie le Borse asiatiche che quelle europee, mentre la sterlina ha messo a segno il maggior rimbalzo dal 2009 riportandosi in area 1,457 contro il dollaro. I listini europei hanno chiuso in buon rialzo: Milano ha segnato un guadagno del 2,54%, nonostante lo stacco del dividendo di alcuni grandi titoli come A2a, Poste Italiane, Enel, Exor, Stmicroelectronics e Terna. Sotto i riflettori Rcs, nel giorno del via all'Opa di Bonomi e soci storici. Parigi è salita del 3,5%, Francoforte del 3,43% e Londra del 3%. Alla chiusura dei mercati europei, in rialzo anche Wall Street: il Dow Jones sale dell'1,2%, lo S&P500 dell'1,2% e il Nasdaq dell'1,6%.
Le probabilità di vittoria della Brexit (in bianco) e il tasso di cambio della sterlina contro il dollaro (in blu). Il grafico Bloomberg segnala come l'uccisione della deputata Jo Cox abbia ridato slancio ai favorevoli all'Unione e quindi tranquillizzato i mercati
Quanto all'Italia, pur essendo già stata annotata dagli addetti ai lavori, la schiacciante vittoria del M5S alle amministrative di Roma e Torino non genera le ripercussioni che alcuni paventavano (da Barclays parlano di "netta affermazione del partito "anti-establishment"). Lo spread tra Btp e Bund tedesco si restringe anzi in area 137 punti base con il decennale italiano che rende meno dell'1,4%: prevale la distensione generale diffusa nei mercati. Non ha per ora influsso l'attesa per la sentenza della Corte costituzionale tedesca sull'Omt di Draghi, il piano anti-spread della Bce: il verdetto è atteso per domani. L'euro viene indicato a 1,135 dollari e a 118,5 yen. L'agenda macroeconomica, ricca in settimana, non presenta oggi dati significativi. Si registra la crescita dello 0,4% dei prezzi alla produzione in Germania di maggio, mentre su anno si registra un calo del 2,7 per cento.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha segnato un balzo del 2,34% a un passo da 16mila punti. In ripresa i titoli delle società esportatrici, tranne Mitsubishi Motors dopo l'allargamento dello scandalo dei test truccati ad altri modelli (sia pure non più venduti) e l'annuncio della contabilizzazione in perdita di 50 miliardi di yen per compensare gli utenti ingannati dai dati abbelliti sull'efficienza energetica dei motori. Dal fronte macroeconomico si è registrato ancora un calo, per l'ottavo mese consecutivo, dell'export giapponese: a maggio le esportazioni sono scese dell'11,3% in volume, a causa del crollo sul mercato cinese (-14,9%) e sul mercato Usa, dove la diminuzione è stata del 10,7%.
L'attenuarsi del timore di una Brexit si fa sentire anche sulle materie prime: il prezzo del petrolio torna a risalire. Il barile a luglio al Nymex sale dell'1,77% a 48,83 dollari al barile, dopo essere salito nel premercato al di sopra dei 49 dollari. Discorso opposto per l'oro, che è in ribasso in avvio di settimana: perde il ruolo di bene rifugio premiato dall'idea di uno shock dalla Gran Bretagna e cede l'1,4% a 1.280 dollari l'oncia.