Stellantis, si riparte da Palmer e Imparato: ecco gli uomini chiave su conti e Italia
di Diego LonghinIl capo Europa, Jean-Philippe Imparato
(reuters)ROMA — Sono due gli uomini chiave del dopo Tavares. Uno più compassato, in pieno stile british, anche se a Richard Palmer non manca il senso dell’umorismo. L’altro è vulcanico, un vero front man. Jean-Philippe Imparato, francesissimo, abituato a improvvisare. Sarà il Dna italiano. Figure che potrebbero entrare senza dubbi nel totonomi che girano negli ambienti finanziari. Sulla ripartenza di Stellantis sembrano credere gli investitori che ieri hanno ricomprato il titolo in Borsa (+1,6 a 11,94 euro). Anche se il futuro è tutto da scrivere.
Palmer, richiamato dal presidente John Elkann come suo special advisor fuori dal Comitato esecutivo ad interim, era già finito tra i papabili dopo la morte di Sergio Marchionne. Il “quarterback finanziario”, definizione che comparve nelle motivazioni del premio Automotive Leadership awards Executive of the Year del 2015, ha invece continuato a occupare lo stesso ruolo, al fianco di Mike Manley, il nuovo ad, così come era stato accanto a Marchionne. D’altronde a Palmer non dispiace indossare la maglia da regista del gioco, rimanendo dietro le quinte, trasformando in flussi, diagrammi e previsioni le strategie dei capiazienda. Ora la fase è complessa. Ed Elkann, dopo che Palmer ha lasciato nel luglio del 2023 il gruppo per volontà di Tavares, lo ha voluto di nuovo al suo fianco.
Giocatore di cricket e rugby, riservato, anche se non gli manca il senso dell’umorismo, Il suo ingresso in Fiat risale al 2003. Prima direttore finanziario di Comau e poi dal 2006 di tutto il gruppo. Nel 2009 è capo finanza di Chrysler Group e dal 2011 di Fca. Dopo le nozze con Psa è entrato nel nuovo gruppo. La sua fortuna? «Aver lasciato Londra per Torino», ha raccontato. Una crescita che lo porterà fino ad entrare nel Gec, il Group Executive Council, la prima linea di manager di Marchionne, e poi in Stellantis.
Sposato con un’italiana, lingua che parla in modo eccellente, ha tre figli. «Mi piace l’Italia e la sua cultura», ha sempre detto. Il suo compito? Supportare Elkann, stando però fuori dal Cei, acronimo del nuovo organismo di governo di Stellantis. D’altronde Palmer ha una visione internazionale, ma soprattutto conosce bene gli Usa, l’area dove Stellantis, causa le strategie dell’ultimo anno e mezzo, ha iniziato a zoppiccare. L’obiettivo è intervenire per raddrizzare la situazione in modo sostenibile e duraturo. E come quarterback darà indicazioni per impostare il gioco in modo che la squadra possa andare a meta.
Sul fronte italiano, come annunciato dal ministro delle Imprese Urso, il nuovo capo dell’Europa di Stellantis, Jean-Philippe Imparato, rappresenterà l’azienda al tavolo automotive nella riunione del 17 dicembre. Al contrario di Palmer, Imparato, 58 anni, famiglia originaria di Gaeta, proviene dal mondo Psa. Uomo fidato di Tavares, con cui condivide la passione delle corse e dei rally, ma ha sviluppato un rapporto positivo con Elkann.
D’altronde ha dalla sua la rinascita di un marchio come Peugeot, brand che ha diretto fino alle nozze con Fca, trasformandolo in uno di quelli più redditizi al mondo. Una bella medaglia da mettere sul bavero. Ragione per cui è stato scelto per migliorare le performance in Europa. Si tratta solo dell’ultimo dei suoi incarichi accumulati da dopo il 2021. Una vita passata nell’auto e in Psa: dopo la laurea all’École de Management di Grenoble, a soli 24 anni entra in Peugeot per non uscirne più.
L’ultimo contatto con il governo italiano non è stato positivo: le polemiche legare al nome della piccola Alfa, Milano, e il cambio in Junior. Le call con il ministero di Urso sono state vivaci. Fa parte del temperamento di Imparato. Non si fa mettere i piedi in testa, ma sa però mediare e raggiungere i risultati. E poi ama l’Italia, parla italiano e vive a Torino, dove ha trasferito tutti i suoi uffici direzionali, come quelli della società dedicata ai veicoli commerciali, ProOne, e, ultimi in ordine di tempo, quelli del mercato Europa. Un bel biglietto da visita da mettere sul tavolo del ministero.