MILANO – Giornata da dimenticare per le Borse europee. Dopo un’apertura già in rosso, i listini ampliano le perdite, per poi chiudere in forte ribasso (Milano a -3,41%). A condizionare i mercati sono gli annunci del presidente americano Trump sui nuovi dazi.
Ora che le tariffe su Canada (25%), Messico (25%) e Cina (20%) sono state confermate, gli investitori sono diventati decisamente più avversi al rischio. Immediata la riposta di Pechino e Ottawa che hanno già annunciato le contromosse con tariffe sui prodotti statunitensi. Stando alle dichiarazioni di Trump, il 2 aprile sarà il turno dell’Europa. Focus anche sulle prospettive di pace in Ucraina, dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso gli aiuti militari a Kiev.
Tra le materie prime vola l’oro, bene rifugio per eccellenza, mentre il petrolio perde terreno dopo che i Paesi dell’Opec hanno comunicato che andranno avanti con l'aumento della produzione ad aprile. Bitcoin in forte calo dopo l'impennata di inizio settimana innescata dall'annuncio di Trump sulla creazione di una riserva strategica nazionale in criptovalute.
Guerra dei dazi, anche Wall Street chiude in rosso
Il Dow Jones perde l'1,55% a 42.520,99 punti, il Nasdaq cede lo 0,35% a 18.285,16 punti e lo S&P 500 scende dell'1,11% a 5778,18 punti.
Dazi Usa, la Borsa di Mosca sorride: +2,9%
La Borsa di Mosca è in controtendenza rispetto ai principali listini globali, con le ipotesi di una possibile riduzione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.
L'indice Moex guadagna il 2,9% a 3.237 punti. Sul fronte valutario il rublo è in calo sul dollaro e sull'euro.
L'Europa chiude pesante con i timori per i dazi Usa
Le Borse europee chiudono in forte calo la seduta. Sui mercati incombono i timori per gli effetti dei dazi americani. Sui principali listini del Vecchio continente pesa il calo del settore dell'energia, delle auto e delle banche. In flessione Francoforte (-3,54%), Parigi (-1,85%) e Londra (-1,27%).
Milano chiude in forte calo del 3,41%
La Borsa di Milano chiude in forte calo, in linea con gli altri listini europei con i timori dei dazi americani. L'ultimo indice Ftse Mib cede il 3,41% a 37.736 punti. In fondo al listino principale Stellantis (-10,1%), Stm (-8,3%) e Iveco (-7,7%).
Trudeau a Trump, presa decisione stupida
"Donald, sei un uomo intelligente ma questa è una cosa molto stupida". Lo ha detto il presidente del Canada, Justin Trudeau, rivolgendosi al presidente degli Usa dopo l'avvio dei dazi. E preannuncia "dazi al 25% su prodotti statunitensi del valore di 30 miliardi di dollari canadesi con effetto immediato" e su "prodotti per altri 125 miliardi tra 21 giorni". Gli Stati Uniti "hanno lanciato una guerra commerciale", e il Canada non "si tirerà indietro".
Ontario (Canada) impone dazi del 25% su elettricità esportata negli Stati Uniti
La provincia canadese dell’Ontario ha annunciato dazi del 25% sull'elettricità che esporta negli Stati Uniti. Lo ha annunciato il premier Doug Ford. L'Ontario fornisce elettricità a 1,5 milioni di case in Minnesota, Michigan e New York. Ford ha poi detto che se Trump imporrà altri dazi il 2 aprile, dirà ai produttori di energia elettrica di fermare interamente le esportazioni. "Il presidente Trump sottovaluta il popolo canadese", ha detto.
Wall Street amplia perdite per timori su dazi, DJ -1,45%
Wall Street amplia le perdite, mentre continua il sell-off della seduta precedente in seguito alla conferma dei dazi al 25% su Canada e Messico da parte di Trump e l'incremento al 20% sulla Cina, e crescono i timori di una guerra commerciale mondiale. Diverse ore fa, infatti, il premier canadese Justin Trudeau ha annunciato che il Canada applicherà dazi sulle merci Usa in risposta a quelli imposti dal presidente statunitense, commentando che "nulla giustifica le misure" degli Stati Uniti. Un annuncio simile è arrivato anche dalla presidente messicana Claudia Sheinbaum, la quale ha fatto sapere che domenica renderà note misure "doganali e non doganali" in risposta ai dazi Usa. Il Dow Jones si attesta a -1,45%. Il Nasdaq lascia sul terreno l'1,54%. L’S&P 500 perde l'1,62%.
Gm pesante a Wall Street con dazi, -4%
Anche negli Stati Uniti il settore automotive risente dei dazi imposti dal presidente Trump: Ford perde il 2,65% a Wall Street e General Motors il 4,06%.
In Italia la domanda di gas nei primi due mesi 2025 sale del 8%
La domanda italiana di gas è cresciuta nei primi due mesi del 2025 dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2024 a 15,4 miliardi di metri cubi (+1,2 miliardi di metri cubi), nonostante il 2024 fosse un anno bisestile con un giorno in più.
L’Europa peggiora dopo Wall Street, Milano -3,5%
Le Borse europee peggiorano dopo l'avvio in calo di Wall Street. I mercati si muovono in un clima cupo e guardano all'impatto dei dazi decisi da Donald Trump. Poco mosso i rendimenti dei titoli di Stato mentre l'euro si rafforza a 1,0524 sul dollaro. L'indice stoxx 600 cede l'1,7%. In forte calo Milano (-3,5%), Parigi (-1,9%), Francoforte (-2,8%), Madrid (-2,3%) e Londra (-0,9%). I listini sono appesantiti dal comparto dell'energia (-4%), con il petrolio che scivola. Il Sti scende dell'1,5% a 67,31 dollari al barile e il Brent a 70,24 dollari (-1,9%). Tra i comparti azionari male anche i tecnologici (-3%) e le auto (-5%). Scivolano le banche (-3,2%), con le previsioni di ulteriore tagli ai tassi d'interesse e i rischi per la crescita economica.
A Piazza Affari raffica di vendite per Stellantis (-10%), Iveco (-8%) e Stm (-6%). Male anche Pirelli (-5,6%), Tenaris (-5,3%) e Tim (-5,2%). Tra le banche soffre Unicredit (-5%). Male anche Bper (-4,8%). In controtendenza Inwit (+2,9%). Sale anche Snam (+1,9%) e Terna (+1,2%).
Wall Street in calo, S&P 500 brucia guadagni post-elezioni
Wall Street accentua il calo, con l’S&P 500 che brucia i guadagni accumulati dall'elezione del 5 novembre mandando in fumo complessivamente 3.400 miliardi di dollari. Il Dow Jones perde l'1,26% a 42.634,21 punti, il Nasdaq cede l'1,06% a 18.154,69 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,14% a 5.782,64 punti.
Solidworld entra nel settore difesa con commessa 500 mila euro
La società della stampa in 3D Solidworld Group, di Treviso, presente sul mercato Euronext Growth Milan, ha acquisito una commessa del valore di 500 mila euro da un operatore italiano dell'aerospazio per la fornitura di componenti ottenuti con la tecnica della manifattura additiva utilizzando materiali ad alte prestazioni. I componenti realizzati con tecnopolimeri, in particolare con carbonio, evidenziano i responsabili dell'azienda, offrono vantaggi significativi quali una resistenza strutturale elevata e un peso inferiore del 60-70% rispetto ai componenti prodotti con materiali e tecnologie tradizionali, rendendoli particolarmente adatti all'impiego nei settori aerospaziale e difesa. A conferma della strategia di espansione nel settore, lo scorso gennaio il gruppo ha siglato un importante memorandum d'intesa con un primario cliente del Medio Oriente del comparto.
Messico annuncerà misure in risposta ai dazi Usa
“Cercheremo sempre una soluzione negoziata, ma la misura unilaterale presa dagli Stati Uniti ci obbliga a rispondere con misure tariffarie e non tariffarie, che annuncerò domenica prossima". La presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato misure di risposta agli Stati Uniti, senza tuttavia entrare nel dettaglio.
Bundesbank a favore di una riforma del freno al debito (media)
In un documento riservato la Bundesbank invita ad aumentare la quota di debito "per riservarla ad investimenti" e propone una modifica del cosiddetto freno al debito in Germania, lo riporta l'agenzia tedesca Dpa. A fare da bussola rimangono comunque i parametri europei, in particolare se l'indebitamento dello Stato resta sotto il 60% del Pil la Bundesbank propone di arrivare fino ad un massimo dell'1,4% del Pil per nuovi debiti. Se, invece, si dovesse superare la soglia del 60%, il nuovo indebitamento sarebbe limitato allo 0,9% del Pil. In entrambi i casi si tratta di una riforma considerevole: attualmente il freno al debito permette un nuovo indebitamento annuo dello 0,35% del Pil. Nell'ipotesi più ottimistica il governo potrebbe attingere entro il 2030 fino a circa 220 miliardi di euro, altrimenti sarebbero disponibili circa 100 miliardi. Attualmente sono in corso a Berlino i colloqui esplorativi tra conservatori e socialdemocratici per definire un'alleanza di governo e proprio quello delle finanze e dell'individuazione di risorse per investimenti è uno dei nodi di queste trattative.
Da dazi rischi per l'economia, Fed verso 3 tagli dei tassi (Ansa)
La Fed verso tre tagli dei tassi di interesse da un quarto di punto quest'anno a causa dei dazi e del loro impatto sulla crescita economica globale. E' quanto prevedono i trader dopo l'entrata in vigore della tariffe al 25% per Canada e Messico e al 20% per la Cina. Il timore di una guerra commerciale aumenta le preoccupazioni sulle prospettive dell'economia statunitense, che potrebbe ulteriormente rallentare e trovarsi a far fronte a un'inflazione elevata.
Milano peggiora ancora e cede il 3%
Piazza Affari peggiora ancora e perde il 3% in una giornata nera per le Borse europee, spaventate dai dazi annunciati da Donald Trump e preoccupate per l'arrivo di nuove tariffe all'indirizzo del Vecchio Continente. A guidare le vendite sul listino milanese, sono Stellantis (-8,6%), Iveco (-5,6%), Stm (-5,4%) e Unicredit (-4,9%). In Europa soffrono i titoli più esposti all'export verso gli Usa, a partire dalle auto, gli energetici e le banche, i cui forti cali pesano su Piazza Affari. Francoforte cede il 2,5%, Madrid il 2,3%, Parigi l'1,6% e Londra lo 0,6%.
I dazi affondano l'Europa, Milano -2,8%
Borse europee in profondo rosso a metà seduta, con gli investitori preoccupati per i dazi americani contro Messico, Canada e Cina e per il rischio di una nuova raffica di tariffe contro il Vecchio Continente. Milano perde il 2,8%, davanti a Francoforte (-2,4%), Madrid (-2,3%), Parigi (-1,5%) e Londra (-0,5%), mentre a New York i future su Wall Street segnano un'altra giornata di cattivo tempo. Le vendite si concentrano sui titoli più esposti ai dazi, a partire dai costruttori di auto (-4,7%) che esportano dal Messico e dal Canada agli Usa, con in testa Stellantis (-8,2%), Bmw (-5,9%) e Mercedes (-5%). Molto male anche i titoli tecnologici (-2,9%) e l'energia (-3,6%), che sconta i timori per un taglio della produzione dell'Opec+ ad aprile. In controtendenza i titoli della difesa (+0,9%), sostenuti dalla prospettiva di un boom della spesa militare in Europa, con il gruppo di telecomunicazioni satellitari Eutelsat che in due sedute ha più che raddoppiato la sua valutazione di Borsa.
La spinta alla crescita del Vecchio Continente dalla spesa per la difesa sostiene l'euro, ai massimi da dicembre sul dollaro (+0,6% a 1,055), mentre la moneta verde sconta l'aumento delle scommesse per nuovi tagli dei tassi da parte della Fed. Poco mossi i rendimenti dei bond, con il Btp al 3,59% mentre lo spread tra Btp e Bund si allarga di un punto base, a quota 112. In forte calo il petrolio, che perde il 2%, con il Brent a 70,2 dollari al barile e il Wti a 67,09 dollari. Tracollo anche per il gas, che cede il 5,6% a 42,66 euro al megawattora.
Prada, salgono utili e ricavi nel 2024
Prada Group ha segnato nel 2024 ricavi netti per 5,4 miliardi (+17% rispetto al 2023 a cambi costanti). Le vendite retail sono state pari a 4,8 miliardi in crescita del 18%, confermata nel quarto trimestre, e sono salite due cifre in tutte le aree geografiche eccetto le Americhe: il marchio Prada ha registrato nell'intero 2024 un aumento del 4% e Miu Miu del 93% in un anno record per il brand. L'utile netto del gruppo è salito del 25% a 839 milioni e il cda ha deciso di proporre alla prossima assemblea del 30 aprile un dividendo di 0,164 euro per azione (da 0,137 euro). La posizione finanziaria netta è positiva per 600 milioni.
I satelliti Eutelsat in soccorso dell'Ucraina, boom in Borsa a Parigi
Continua il boom di Eutelsat in Borsa, con il gruppo francese di telecomunicazioni satellitari che in due sedute ha più che raddoppiato il suo valore in Borsa: dopo il +39% di ieri, il titolo sale oggi di un altro 66%, a 3,34 euro, dopo essere arrivato a guadagnare fino al 123%. Gli investitori scommettono su un ruolo centrale del gruppo francese, che offre connessione satellitare attraverso OneWeb, rivale della Starlink di Elon Musk, nella futura difesa europea, i cui budget di spesa sono destinati a lievitare. Ma Eutelsat, secondo indiscrezioni del Financial Times, sta discutendo con i governi europei la fornitura di connessione aggiuntiva all'Ucraina, qualora dovesse materializzarsi un disimpegno di Starlink. Eutelsat "sta attivamente collaborando con le istituzioni europee e con i suoi partner industriali" e i suoi dispositivi "potrebbero essere rapidamente dispiegati in Ucraina per connettere le missioni e le infrastrutture più critiche".
Mantovano: “Nel primo bimestre 122 notifiche Golden Power, aumentate dal 2024”
Per quanto riguarda il golden power, “nei primi due mesi del 2025 sono state notificate alla presidenza del consiglio 122 operazioni, di cui 20, circa il 16%, riguardano la difesa e la sicurezza nazionale. A queste operazioni devono poi aggiungersi 14 cosiddette pre-notifiche. Rispetto al primo bimestre del 2024, in cui erano pervenute 89 notifiche, le attività continuano a registrare una espansione, con un incremento di oltre un terzo del numero di operazioni notificate". Così il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso della presentazione della “relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza” per l'anno 2024.
I dazi Usa bruciano 5,9 miliardi di utili per le auto europee
I dazi di Trump sulle importazioni dal Messico e dal Canada rischiano di cancellare 5,88 miliardi di dollari di utili operativi per i grandi produttori europei e le più colpite sarebbero Stellantis e Volkswagen se non verranno attuate misure di mitigazione. È quanto scrivono gli analisti di Bloomberg Intelligence. Le case automobilistiche europee, tra cui anche Bmw e Mercedes, producono in Messico e vendono negli Usa 620.000 veicoli, mentre Stellantis importa anche dal Canada circa 170.000 unità. Nel dettaglio sono 417 mila veicoli Stellantis, 301 mila Volkswagen, 59 mila Bmw e 516 mila Mercedes. E si traduce in un impatto sull'Ebit di 3,44 miliardi per Stellantis, di 1,77 miliardi per Volkswagen, di 552 milioni per Bmw e di 123 milioni per Mercedes.
Maire a picco in Borsa (-17%), outlook 2025 sotto le attese
Maire sprofonda a Piazza Affari, con il titolo del gruppo di ingegneria che lascia sul terreno il 17% a 8,23 euro nonostante risultati 2024 record e la previsione di un 2025 in crescita. L'outlook sull'anno in corso è però inferiore alle attese degli analisti: il gruppo si aspetta ricavi compresi tra 6,4 e 6,6 miliardi a fronte dei 6,86 miliardi stimati dal consensus, mentre l'Ebitda è previsto tra i 420 e 455 milioni, al di sotto dei 469 del consensus.
I sindacati incontrano Labriola (Tim) venerdì, domani cda
I sindacati incontreranno venerdì pomeriggio l'ad di Tim Pietro Labriola, a cui hanno chiesto un incontro per fare il punto sulle prospettive del gruppo, dopo i conti e il riassetto, anche dell'azionariato con il recente ingresso di Poste. Domani invece il cda del gruppo telefonico si riunisce per approvare il bilancio 2024.
L’oro risale sopra 2.910 dollari l'oncia con l’effetto dazi
L'oro è risale sopra i 2.910 dollari l'oncia, mentre gli investitori valutano l'impatto dei nuovi dazi Usa appena entrati in vigore su Canada, Messico e Cina. Pechino ha risposto immediatamente con tariffe aggiuntive fino al 15% sui principali prodotti agricoli statunitensi, a partire dal 10 marzo. Il Canada ha anche imposto tariffe del 25% su beni statunitensi per un valore di 155 miliardi di dollari canadesi. Ciò ha scatenato nuovi timori di una guerra commerciale globale che ha già mostrato segni di crescente inflazione e rallentamento della crescita economica, fattori che supportano lo status dell'oro come copertura contro l'inflazione e l'instabilità economica. Inoltre, l'attività delle fabbriche statunitensi ha mostrato segni di rallentamento, sollevando preoccupazioni sul fatto che i dazi Usa potrebbero minare un'economia già in raffreddamento. Gli investitori ora attendono il rapporto sull'occupazione Adp di domani e quello sulle buste paga non agricole di venerdì per ulteriori indizi sul percorso dei tassi di interesse della Fed.
Debito comune con bond Ue per 150 miliardi Rearm (Ansa)
Nell'ambito del piano 'Rearm Eu' a sostegno della difesa europea "verrà istituito un nuovo strumento Ue ai sensi dell'articolo 122 del Tfeu per fornire agli Stati membri prestiti garantiti dal bilancio Ue", con "un massimo di 150 miliardi di euro". Lo scrive la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella lettera ai 27 Stati Ue. La formulazione non è univoca ma, come ha spiegato all'Ansa un funzionario europeo, si tratterà di nuovo debito comune: la Commissione intende emettere obbligazioni come per il NextGeneration Eu garantite dallo spazio (headroom) del bilancio Ue, usando l'approccio finanziario unificato.
Edison Energia con Data4 firma Ppa per sviluppo solare in Italia
Edison Energia, società del gruppo Edison attiva nella vendita di energia elettrica e gas a imprese e famiglie, e servizi a valore aggiunto al segmento retail, sigla un Power Purchase Agreement decennale con Data4, provider e investitore leader europeo nel settore dei data center, che vede al centro un parco fotovoltaico di nuova costruzione da 148 MWp (Megawatt-peak) in provincia di Viterbo. L’obiettivo di fornire energia decarbonizzata a ridotto impatto ambientale. Di fronte alla crescita esponenziale del settore digitale, Data4 ha posizionato la scelta di fonti energetiche alternative al centro della propria strategia di Corporate Social Responsibility (Csr) contribuendo allo sviluppo di un settore più green. Grazie a questa nuova partnership, Edison Energia fornirà alla società oltre 500 GWh in dieci anni, pari al 10% dei consumi energetici di Data4 in Italia.
Utility toniche su scommessa taglio tassi Bce, Snam (+2,3%) guida i rialzi
In una giornata difficile per i listini europei a causa dei nuovi dazi americani, a Piazza Affari (Ftse Mib -1,75%) viaggiano tonici i titoli delle utility che beneficiano dell'ormai quasi certo nuovo taglio dei tassi della Bce che si riunirà dopodomani. La scommessa di un ulteriore allentamento della politica monetaria rende attraenti le azioni delle utility, che solitamente presentano cedole elevate, rispetto alle obbligazioni, i cui rendimenti sul mercato (e dunque anche quelli sulle nuove emissioni) continueranno a calare. Snam guida i rialzi (+2,3%), seguita da Terna (+1,8%), A2A (+1,15%). A supportare l'intero settore europeo (Euro Stoxxx 600 +0,52%) anche la decisione dell'Ue di mobilitare fino a 100 miliardi di euro per istituire una nuova banca per la decarbonizzazione.
Cina chiede intervento Wto contro tariffe Trump
La Cina ha presentato un ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) contro i dazi aggiuntivi del 10% degli Stati Uniti sulle merci cinesi. Lo riferisce il ministero del Commercio secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Secondo Pechino, l'ultimo aumento delle tariffe della Casa Bianca viola gravemente le regole del Wto e mina le basi per la cooperazione economica e commerciale tra Cina e Stati Uniti. A febbraio, Pechino ha anche contestato al Wto la precedente mossa Usa di aggiungere una tariffa del 10% sulle merci cinesi. Tuttavia, il meccanismo del Wto per la risoluzione delle controversie commerciali è stato di fatto inoperativo sin dal primo mandato del presidente Trump.
A gennaio tasso occupazione al 62,8%, nuovo record
A gennaio il numero di occupati è salito a 24 milioni 222mila e su base mensile, il tasso di occupazione cresce al 62,8%, il livello più alto dall'inizio delle serie storiche (gennaio 2004). Lo comunica l'Istat, diffondendo i dati su occupati e disoccupati. L'aumento dell'occupazione segna +0,6%, pari a +145mila unità rispetto al mese precedente, e +2,2%, pari a +513mila unità rispetto a gennaio 2024.
L’Europa scivola con i dazi, Milano -1,6%
Le Borse europee accentuano i ribassi dopo le prime contrattazioni, con i listini che scontano le preoccupazioni sugli impatti dei dazi annunciati da Donald Trump verso Messico, Canada e Cina. Milano cede l'1,6%, Francoforte l'1,5%, Madrid l'1,3%, Parigi l'1,1% e Londra lo 0,7%. Ad affondare i listini sono le auto (-3,1% l'indice Stoxx), settore tra i più penalizzati dalla politica commerciale americana, e gli energetici (-3,3%), che scontano l'orientamento dell'Opec+ di aumentare la produzione ad aprile. A Milano affondano Iveco (-4,7%), Stellantis (-4,6%), Saipem (-4%), Stm (-3,5%), Unicredit (-3,3%) ed Eni (-3,3).
Plenitude avvia la produzione impianto agrivoltaico da 37 MW
Plenitude e Infrastrutture spa, attraverso la joint venture Hergo Renewables, hanno completato la realizzazione di un nuovo impianto agrivoltaico da circa 37 MW nel comune di Montalto di Castro (Viterbo), nel Lazio. L'impianto è operativo e produrrà annualmente più di 70 GWh di energia elettrica, pari al fabbisogno annuale di oltre 22.000 famiglie, e andrà ad arricchire il portafoglio di Plenitude per la produzione di energia rinnovabile in Italia, dove la società ha attualmente oltre 1 GW di capacità installata.
Titoli difesa corrono ancora coi conti Thales e il piano Ue
Ancora acquisti in Borsa per i titoli della difesa mentre la presidente della Ue, Ursula von der Leyen, sta illustrando il piano di difesa comune che potrà far leva su una capacità di spesa da parte degli Stati membri di 800 miliardi di euro. L'indice Stoxx avanza dell'1%, spinto da Thales (+10,6%), che festeggia risultati superiori alle attese. In forte rialzo anche Dassault (+4,1%), Bae Systems (1,3%) e Leonardo (+2,6%).
Indagato a Roma l'ad di Sogei Cannarsa
L'amministratore delegato di Sogei, Cristiano Cannarsa è indagato dalla Procura di Roma per tentato peculato nell'ambito della maxindagine che negli scorsi mesi ha portato all'arresto dell'ex ad Paolino Iorio, finito in carcere per corruzione mentre intascava una mazzetta da 15 mila euro da un imprenditore. In base a quanto si apprende la Guardia di Finanza sta effettuando una serie di perquisizioni presso l'abitazione di Cannarsa e i suoi uffici. Il procedimento è coordinato dal pm Lorenzo Del Giudice.
Prime fasi in calo per Milano
Prime fasi negative alla Borsa di Milano, influenzata dalle tensioni legate all'introduzione dei nuovi dazi e all'inasprimento della guerra commerciale che ne può derivare. Sul listino, negativi Tim (-1,56%) e i finanziari con Unicredit a -1,39%, Intesa -0,21%, Mps -0,38%, Mediobanca -0,49%, Banco Bpm -0,41%. Tra gli energetici principali, Enel sale dello 0,17%, mentre Eni arretra del 2,27% con la flessione del prezzo del petrolio e dopo la diffusione dei conti di Aramco che ha chiuso il 2024 con un calo dell'utile netto del 12,40%. Tra gli industriali, Stellantis perde il 3,80% all'indomani dei dati sulle immatricolazioni di auto. Leonardo, dopo il balzo di ieri, non fa prezzo inizialmente con un 'teorico' +7,5% e poi, all'ingresso nelle contrattazioni, sale 2,39%.
Borse europee aprono in calo, pesano dazi Trump
Avvio in calo per le Borse europee dopo l'atteso annuncio dagli Usa dell'entrata in vigore dei dazi a Messico, Canada e Cina, che hanno ulteriormente intensificato le tensioni commerciali globali. Gli investitori tengono anche d'occhio gli sviluppi geopolitici in Europa, in seguito all'accordo per aumentare la spesa per la difesa e supervisionare un'intesa di cessate il fuoco tra Ucraina e Russia. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,67% a 8.811,69 punti, a Francoforte il Dax cede l'1,26% a 22.843,85 punti e a Parigi il Cac40 l'1% a 8.117,51 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna -0,96% a 36.693,26 punti.
A Cvc e Cdp Equity le soluzioni informatiche di Maticmind
Cvc e Cdp Equity hanno sottoscritto un accordo vincolante per rilevare l'intera partecipazione di Carmine Saladino in Maticmind, società che offre soluzioni informatiche e system integrator nel mercato Ict, specializzata in soluzioni di networking, cybersecurity, collaboration, data center, application, Iot e cloud. Al completamento dell'operazione, si legge in una nota, Cvc deterrà circa l'82% mentre Cdp Equity circa il 18% di Maticmin mentre Saladino lascerà la presidenza e ogni ruolo operativo all'interno del gruppo, che impiega 1.350 dipendenti con sedi in tutta Italia e vanta oltre 500 milioni di fatturato e più di 1.300 clienti.
Aramco chiude 2024 con utile netto a 106,25 miliardi di dollari
Il gruppo petrolifero saudita Aramco ha chiuso il 2024 con un calo del 12,39% dell'utile netto a 106,25 miliardi di dollari. Si tratta del secondo anno consecutivo archiviato con una flessione dei profitti. Quest'anno l'utile è diminuito a causa dei minori ricavi "attribuiti principalmente al calo dei prezzi del greggio e dei volumi di vendita, nonché ai prezzi più bassi dei prodotti raffinati e chimici", ha spiegato la società.
Asia debole con i dazi, tiene la Cina e sale l’oro
Borse asiatiche in calo dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di applicare dazi del 25% a Canada e Messico e aumentare dal 10 al 20% quelli sulla Cina. Tokyo ha perso l'1,2%, Sydney lo 0,6%, Seul lo 0,1%, così come Hong Kong, ancora aperta. Risalgono sopra la parità i listini cinesi, con Shanghai che guadagna lo 0,2% e Shenzhen lo 0,7% - dopo che la risposta non troppo aggressiva di Pechino a Washington con dazi fino al 15% su alcuni beni - dovrebbe lasciare spazio, secondo la lettura del mercato, a possibili negoziati anziché a una guerra commerciale senza ritorno. Dopo il tonfo di ieri sono in lieve rialzo i future su Wall Street, mentre per l'Europa si preannuncia una partenza difficile, con l'Euro Stoxx 50 in calo dello 0,7%. L'attenzione del mercato è tutta proiettata sul primo discorso al Congresso che Trump terrà oggi. In questo clima di tensione, a cui contribuisce anche la situazione in Ucraina, gli investitori fuggono dal rischio puntando sull'oro (+0,6% a 2.888 dollari l'oncia), e sui Treasury americani, i cui rendimenti, scesi ai minimi da 4 mesi. Poco mosso il dollaro, a 1,48 sull'euro, mentre scivolano il dollaro canadese e il peso messicano. Male anche il petrolio, con il Wti sotto i 68 dollari (-0,6% a 67,94).
Lottomatica chiude il 2024 con 2 miliardi di ricavi (+23%)
Lottomatica ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 2 miliardi di euro (+23%), Ebitda adjusted normalizzato a 739,4 milioni, in crescita del 24% sul 2023 e superiore alla guidance aggiornata a luglio scorso, l'utile netto adjusted è stato di 254,3 milioni. L'indebitamento finanziario netto a fine 2024 era pari a 1,87 miliardi. La società propone un dividendo pari a 0,30 euro per azione, per un ammontare complessivo di 75 milioni e pari a un payout del 30% (la data di pagamento del dividendo è il 21 maggio 2025, con data stacco cedola il 19 maggio e record date il 20 maggio). Per il 2025 Lottomatica prevede ricavi tra 2,320 e 2,370 miliardi ed ebitda adjusted tra 840 e 870 milioni.